Riparare anziché sostituire: sino a 5 mila ton CO2 l’anno in meno

Scegliere di riparare un componente di un'auto, anziché sostituirlo, può essere una scelta sostenibile come mostra un'indagine di Allianz in Germania

21 ottobre 2022 - 19:00

La corsa alla sostenibilità nel settore auto non passa solo per l’elettrificazione. Oltra allo stop alla vendita delle auto ICE, infatti, ci sono tanti altri aspetti da analizzare per rendere più sostenibili le autovetture nel loro ciclo di vita. Le emissioni allo scarico sono, infatti, solo uno dei componenti di un sistema più articolato. Un esempio di quanto detto viene evidenziato da una recente indagine di Allianz Center for Technology i cui risultati sono appena stati diffusi in Germania. Lo studio ha analizzato, dal punto di vista, ambientale le riparazioni auto. Il settore automotive tenderebbe, con troppa semplicità, a sostituire determinati componenti invece che ripararli. Questa scelta si traduce, secondo i dati emersi dall’indagine, in un notevole incremento delle emissioni di CO2 in atmosfera. La questione ambientale, quindi, riguarda anche le riparazioni. Scegliendo di riparare anziché sostituire, infatti, si potrebbero risparmiare ogni anno 5 mila tonnellate di CO2 secondo i dati emersi dall’indagine.

RIPARARE E NON SOSTITUIRE: ECCO COME RIDURRE LE EMISSIONI DEL SETTORE AUTOMOTIVE

I risultati dell’indagine presentata da Allianz Center for Technology sono chiari. Scegliere di riparare un componente dell’auto anziché puntare immediatamente sulla sua sostituzione con un pezzo nuovo può contribuire all’aumento della sostenibilità del settore auto. La produzione e il trasporto dei componenti nuovi da utilizzare in sostituzione di quelli danneggiati (e riparabili) comporta, infatti, nuove emissioni di CO2 che contribuiscono ad aggravare il bilancio del settore automotive. Un cambio di rotta di questo tipo, inoltre, avrebbe un impatto positivo anche sui costi. Scegliere di riparare anziché sostituire può tradursi anche in una riduzione dei costi per le case costruttrici. In un periodo in cui le spese aumentano in modo continuo, con conseguenze anche sui prezzi delle auto nuove, una scelta di questo tipo può avere risvolti vantaggiosi anche in termini economici.

LA RIPARAZIONE È LA STRADA VERSO LA SOSTENIBILITA’ NEL SETTORE AUTO

Secondo i dati forniti da Allianz, basterebbe un leggero aumento del tasso di riparazione per dare un significativo contributo nella crescita della sostenibilità ambientale per il settore auto. Le stime dell’indagine, infatti, evidenziano come un aumento di due punti percentuali del tasso di riparazione si tradurrebbe in un risparmio di 5 mila tonnellate di CO2 all’anno. Il risultato in questione riguarda esclusivamente la Germania, focus della ricerca di Allianz. Estendendo questa tendenza al resto d’Europa, quindi, appare evidente come sarebbe possibile ottenere notevoli vantaggi dal punto di vista ambientale. Con un settore auto che spinge sulla riparabilità, invece che sulla sostituzione rapida dei componenti, le emissioni di CO2 dell’intero sistema potrebbero ridursi in modo significativo. La ricerca della sostenibilità ambientale passa anche per un’analisi che copre l’intero ciclo di vita delle vetture e non solo le emissioni dirette. Produrre e trasportare nuovi componenti per rimpiazzare quelli danneggiati non è solo un problema economico. Si tratta anche e soprattutto di una questione ambientale. Investendo in riparabilità, evidenzia lo studio tedesco, si possono ottenere notevoli benefici dal punto di vista ambientale.

IL CASO DELLA VOLKSWAGEN ID.3 AL CENTRO DELL’INDAGINE DI ALLIANZ

Gli autori dello studio hanno presentato il caso di una Volkswagen ID.3. L’elettrica della casa tedesca è un modello a zero emissioni e, come tale, il suo utilizzo non comporta un impatto diretto sull’ambiente. Come noto, però, l’analisi del ciclo di vita conferma che anche le elettriche possono impattare sull’ambiente. Tra gli elementi da considerare c’è anche la necessità di riparare o sostituire componenti danneggiati. Nel caso analizzato dall’indagine, infatti, viene evidenziata la differenza tra la sostituzione di una staffa danneggiata di un faro e la sostituzione dell’intero faro. Nel primo caso, bisogna mettere in conto una spesa di 500 euro mentre nel secondo una spesa di 1.500 euro. Il vantaggio economico è, quindi, evidente. Da tenere in considerazione, però, c’è anche un aspetto ambientale. L’intera CO2 emessa nella produzione del componente sostitutivo e nel trasporto dello stesso dall’impianto dove viene realizzata all’officina dove sarà poi installata può essere evitata semplicemente puntando sulla riparabilità. Scegliere di riparare anziché sostituire può, quindi, essere una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista ambientale che economico.

LA NECESSITA’ DI MODIFICHE NORMATIVE PER SOSTENERE LE RIPARAZIONI

Tra gli aspetti evidenziati dall’indagine di Allianz Center for Technology c’è anche quello normativo. Per incentivare la riparabilità, infatti, sarebbe necessario adeguare vari aspetti della normativa vigente. Per quanto riguarda il mercato tedesco (focus dello studio, ricordiamo) viene evidenziato il caso dei vetri in policarbonato dei fari verniciati internamente. Secondo Christoph Lauterwasser, capo dell’Allianz Center for Technology, sottolinea: “Se queste lenti in policarbonato diventano opache o presentano leggeri graffi, possono essere levigate e riverniciate professionalmente.” Molti produttori, inclusa Honda, lo avrebbero approvato in tutto il mondo. “Non è consentito in Germania solo perché è una parte omologata”

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