Nuove norme IPT: i noleggiatori temono più burocrazia e contenziosi
La nuove regole bloccano il noleggio auto: l’IPT del decreto Fiscale crea incertezza, contenziosi e danni economici al settore mobilità
La nuove regole bloccano il noleggio auto: l’IPT del decreto Fiscale crea incertezza, contenziosi e danni economici al settore mobilità
La burocrazia pesante fa più danni della grandine nel noleggio auto a lungo termine: infatti, il decreto Fiscale del Governo Meloni, in materia di Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), suscita profonda preoccupazione fra gli aderenti all’ANIASA. L’Associazione – che in Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità – ha inviato una lettera al premier, al capo di Gabinetto della presidenza del Consiglio Gaetano Caputi, e a vari ministri: Economia (Giancarlo Giorgetti), Infrastrutture (Matteo Salvini), Imprese (Adolfo Urso). Obiettivo, sollecitare un intervento urgente che sblocchi una situazione di stallo capace di paralizzare l’intero comparto.
IPT NOLEGGIO: QUAL È IL GUAIO
La nuova disciplina sull’IPT (vedi qui cos’è questa tassa) riguarda le società operanti nel settore del noleggio veicoli: introduce criteri di territorialità caratterizzati da elevata incertezza interpretativa e potenzialmente fonte di rilevanti contenziosi. Dubbi sulla “gestione ordinaria in via principale” dell’attività quale criterio per individuare l’ente territoriale competente alla riscossione dell’imposta. Gli operatori svolgono attività diffuse su tutto il territorio nazionale attraverso sedi operative, aeroporti, stazioni ferroviarie e reti territoriali integrate: c’è il rischio di creare significative difficoltà applicative.
PAGARE TUTTO, MA NON È QUESTO IL PROBLEMA
Com’è ovvio, le imprese continueranno a versare l’imposta dovuta. Ma la formulazione della norma rischia di esporre gli operatori a contestazioni da parte di diverse amministrazioni territoriali sull’individuazione della Provincia competente. Generando incertezza amministrativa e gestionale per un periodo che può arrivare fino a cinque anni. Insomma, un lustro di “guerre” fra ricorsi, appelli, carte bollate, interpretazioni soggettive di un Ente, letture differenti all’interno dello stesso comparto di zona.

LOTTE INTESTINE
La disposizione può alimentare controversie anche tra gli stessi enti territoriali. Il rischio? Richieste di più Regioni sul medesimo gettito e senza che sia previsto un meccanismo automatico di compensazione tra le amministrazioni coinvolte. Se oggi c’è la questione della concentrazione delle immatricolazioni in alcune aree del Paese, il tema si sposterà da alcune Province ad altre. Penalizzati proprio quei territori nei quali i veicoli circolano effettivamente e utilizzano infrastrutture e servizi pubblici. Un bel pasticcio burocratico-amministrativo.
IN DIREZIONE OPPOSTA A QUELLA GIUSTA
Per l’ANIASA, la normativa si discosta dai princìpi di semplificazione normativa e certezza del diritto più volte richiamati dal Governo. Può produrre effetti negativi sugli investimenti, sul rinnovo del parco veicoli e sul percorso di modernizzazione della mobilità italiana. Ricadute immaginabili pure per il comparto del noleggio a breve termine, settore strategico per il turismo nazionale. Ogni anno il rent-a-car genera infatti 3,5 milioni di contratti legati a finalità turistiche, contribuendo in modo significativo alla mobilità dei visitatori e alla valorizzazione delle destinazioni distribuite sull’intero territorio nazionale.
LE SOLUZIONI
I noleggiatori auspicano che l’Esecutivo intervenga con il primo provvedimento legislativo utile per rinviare l’entrata in vigore delle regole sull’IPT: serve un confronto istituzionale finalizzato a individuare soluzioni più equilibrate, sostenibili e coerenti con le caratteristiche operative del settore. L’Associazione chiede la centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio, con successiva redistribuzione tra le Regioni e le Province sulla base di criteri oggettivi da queste ultime stabiliti. Come accade in Francia e Germania, dove sistemi di compensazione interterritoriale evitano distorsioni e assicurano equità tra le amministrazioni locali. Si punta a pratiche facili e veloci.