Nasce ELV Italia: il riciclo dei veicoli fuori uso diventa strategico per tutta la filiera automotive Convegno ELV Italia

Nasce ELV Italia: il riciclo dei veicoli fuori uso diventa strategico per tutta la filiera automotive

Con l'approvazione definitiva del nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, prende forma il primo modello consortile italiano dedicato alla responsabilità estesa del produttore. Obiettivo: accompagnare la filiera verso una gestione sempre più digitale, tracciabile e orientata all'economia circolare

 

Con l'approvazione definitiva del nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, prende forma il primo modello consortile italiano dedicato alla responsabilità estesa del produttore. Obiettivo: accompagnare la filiera verso una gestione sempre più digitale, tracciabile e orientata all'economia circolare

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13 Luglio 2026 - 15:05

L’economia circolare nell’automotive non si giocherà più soltanto sulla capacità di recuperare materiali dai veicoli giunti a fine vita, ma sulla possibilità di integrare progettazione, produzione, tracciabilità e riciclo in un unico ecosistema. È questa la direzione tracciata dal nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso (ELV), approvato il 29 giugno 2026 definitivamente dal Consiglio dell’Unione europea e in attesa della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, che introduce un modello destinato a trasformare il rapporto tra costruttori, importatori, demolitori, riciclatori e istituzioni.

In questo scenario, durante un convegno organizzato a Roma a pochi passi da Montecitorio, è stato presentato ELV Italia promosso nell’ecosistema dei Consorzi Cobat. L’obiettivo è accompagnare produttori e importatori nell’attuazione della responsabilità estesa del produttore (EPR), costruendo un sistema aperto che favorisca la collaborazione tra tutti gli attori della filiera e supporti la gestione del fine vita dei veicoli attraverso strumenti digitali, modelli di governance condivisi e processi sempre più orientati alla tracciabilità e all’economia circolare.

La nascita di ELV Italia arriva in un momento particolarmente significativo. Il nuovo Regolamento europeo introduce infatti un cambio di paradigma che va ben oltre la gestione del veicolo a fine vita: per la prima volta l’intero ciclo di vita dell’automobile, dalla progettazione al recupero delle materie prime, viene ricondotto a una strategia unitaria, nella quale la responsabilità del produttore si estende fino alle fasi di raccolta, trattamento e valorizzazione dei materiali recuperati. Un’evoluzione destinata ad avere ricadute sull’intera filiera automotive e aftermarket, chiamata a confrontarsi con nuovi obblighi, ma anche con opportunità di innovazione industriale e competitività.

PERCHÉ ELV ITALIA NASCE OGGI E NON DOPO L’ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO

Uno degli aspetti che distingue ELV Italia da altre esperienze consortili è la scelta di avviarne il percorso prima ancora dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo. Una decisione che, come ha spiegato il presidente Claudio De Persio, nasce dalla convinzione che un sistema destinato a gestire la responsabilità estesa del produttore nel settore automotive non possa essere costruito in tempi brevi.

“Un sistema come questo non si costruisce in pochi mesi. Servono competenze, relazioni, tecnologia e soprattutto la fiducia del mercato“, ha spiegato De Persio durante il convegno, sottolineando come il nuovo quadro normativo imponga a costruttori, importatori e operatori della filiera di iniziare fin da subito a confrontarsi sul modello organizzativo con cui affrontare la riforma.

ELV_ITALIA_presidente_Claudio_De_Persio

La scelta di partire in anticipo poggia anche sull’esperienza maturata nell’ambito dei Consorzi Cobat, attivi da anni nella gestione di diverse filiere soggette alla responsabilità estesa del produttore. Secondo De Persio, proprio questo patrimonio di competenze ha consentito di avviare il progetto ELV Italia già nella fase preparatoria del Regolamento, anziché attendere la sua piena operatività.

Un altro elemento evidenziato dal presidente riguarda la forte presenza dei produttori automobilistici all’interno dell’ecosistema Cobat attraverso le altre filiere EPR. “Ci siamo resi conto che gran parte delle case automobilistiche era già presente nei nostri consorzi. Da qui è nata l’idea di iniziare a costruire una risposta anche per il settore dei veicoli fuori uso“, ha spiegato.

Per De Persio, il nuovo Regolamento non cambia soltanto le modalità di gestione del veicolo a fine vita, ma introduce una visione completamente diversa dell’intero ciclo di vita dell’automobile. “Non cambia solo il modo di costruire l’automobile, cambia anche il modo di gestirla quando arriva a fine vita“, ha affermato, ricordando come la nuova disciplina colleghi progettazione, tracciabilità, recupero dei materiali e responsabilità del produttore in un unico sistema.

Da qui la scelta di non proporre un modello già definito, ma di costruirlo progressivamente insieme ai soggetti che saranno chiamati ad applicare la nuova normativa. “Non vogliamo imporre un modello uguale per tutti. Vogliamo costruirlo insieme ai produttori, agli importatori e agli operatori della filiera“, ha concluso De Persio, delineando l’approccio con cui ELV Italia intende accompagnare il settore nei prossimi anni.

DIGITALIZZAZIONE E CIRCULAROS: LA TECNOLOGIA AL CENTRO DELLA NUOVA FILIERA ELV

Se la responsabilità estesa del produttore rappresenta il pilastro organizzativo del nuovo Regolamento europeo, la digitalizzazione sarà uno degli strumenti indispensabili per renderla operativa. Un tema emerso con forza durante il convegno, conclusosi con la firma di un Accordo Quadro di Partnership Strategica tra ELV Italia, Ecoeuro e Codebeex, finalizzato allo sviluppo del futuro modello nazionale per la gestione dei veicoli fuori uso.

ELV ITALIA accordo ECOEURO CODEBEEX

L’intesa mette insieme competenze complementari. Ecoeuro affiancherà ELV Italia negli aspetti legati alla governance del sistema, alla compliance normativa e ai rapporti istituzionali, mentre Codebeex, società collegata a Ecoeuro ma giuridicamente distinta e specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali, realizzerà l’infrastruttura tecnologica del progetto.

Nel corso dell’evento Codebeex ha presentato CircularOS, la piattaforma digitale progettata per accompagnare la filiera ELV nella gestione dei nuovi obblighi previsti dal Regolamento europeo. L’obiettivo è creare un ecosistema capace di mettere in comunicazione costruttori, importatori, demolitori, impianti di trattamento, riciclatori e istituzioni attraverso strumenti condivisi per la gestione dei dati, la tracciabilità dei materiali e la rendicontazione delle attività.

ELV ITALIA pilastri CircularOS

Secondo quanto illustrato durante il convegno, il nuovo sistema dovrà affrontare una serie di sfide che vanno ben oltre la semplice gestione amministrativa dei veicoli fuori uso. Tra queste figurano l’interoperabilità tra i diversi operatori della filiera, la tracciabilità dei componenti e delle materie prime recuperate, l’integrazione con i futuri strumenti digitali previsti dalla normativa europea, lo sviluppo di marketplace dedicati alla circolarità dei ricambi, l’impiego dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati, il supporto agli obiettivi ESG, la compliance normativa e la costruzione di un’infrastruttura digitale condivisa in grado di accompagnare l’evoluzione del settore.

Pilastro di CircularOS Funzione nella filiera ELV
Interoperabilità della filiera Mettere in comunicazione produttori, importatori, demolitori, riciclatori e istituzioni attraverso un’infrastruttura digitale condivisa.
Tracciabilità dei materiali Monitorare componenti e materie prime recuperate lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.
Gestione dei dati EPR Supportare la raccolta e la rendicontazione delle informazioni richieste dalla responsabilità estesa del produttore.
Integrazione con i sistemi pubblici Dialogare con Passaporto Digitale di Circolarità, RENTRI e futuri registri previsti dal Regolamento ELV.
Marketplace per la circolarità Favorire il riutilizzo e la valorizzazione di ricambi e materiali recuperati.
Intelligenza artificiale Supportare l’analisi dei dati, l’automazione dei processi e il supporto decisionale.
Compliance ed ESG Agevolare il rispetto degli obblighi normativi e degli obiettivi di sostenibilità.
Ecosistema digitale condiviso Costruire una piattaforma tecnologica comune a supporto dell’intera filiera ELV.

La centralità della componente digitale è stata richiamata anche nel corso del dibattito istituzionale. Pietro Cucumile, dirigente della Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha evidenziato come l’attuazione del Regolamento richiederà l’integrazione tra il futuro Passaporto Digitale di Circolarità del Veicolo, il RENTRI, il futuro registro delle demolizioni e gli altri sistemi informativi pubblici, oltre alla definizione di regole condivise per garantire tracciabilità, interoperabilità e qualità dei trattamenti.

Più che una piattaforma informatica, CircularOS si propone quindi come il tassello tecnologico di un modello organizzativo che punta a rendere concretamente applicabile la nuova responsabilità estesa del produttore, accompagnando la trasformazione della filiera verso un sistema sempre più connesso, trasparente e orientato all’economia circolare.

LA VERA SFIDA SARÀ FARE SISTEMA

Se il nuovo Regolamento europeo definisce il quadro normativo, la sua attuazione dipenderà dalla capacità della filiera di lavorare come un ecosistema. Un concetto richiamato più volte nel corso del convegno, sia dagli operatori sia dai rappresentanti delle istituzioni, che hanno evidenziato come la transizione verso il nuovo modello ELV richiederà non solo investimenti in tecnologia e digitalizzazione, ma anche una collaborazione stabile tra produttori, importatori, demolitori, riciclatori e pubblica amministrazione.

Nel corso della tavola rotonda istituzionale, Patty L’Abbate, vicepresidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, ha aggiunto che la sfida dell’economia circolare non riguarda soltanto gli aspetti ambientali, ma rappresenta una leva di competitività per il sistema industriale italiano. “L’economia circolare non significa soltanto trasformare un rifiuto in una risorsa, ma significa collaborare“, ha affermato, sottolineando come il recupero delle materie prime possa contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni e, allo stesso tempo, contenere i costi per le imprese. La parlamentare ha inoltre osservato come, spesso, l’evoluzione del quadro normativo fatichi a tenere il passo con quella dell’industria.

Nel caso del nuovo Regolamento ELV però la prospettiva appare diversa: la riforma delinea un modello destinato a dispiegare i propri effetti nei prossimi anni e offre alla filiera il tempo necessario per prepararsi, costruendo competenze, strumenti e modelli organizzativi prima della sua piena applicazione.

In quest’ottica, la nascita di ELV Italia rappresenta l’avvio di un percorso che punta a costruire un modello condiviso prima ancora che la nuova disciplina entri pienamente nella fase attuativa, facendo leva sull’esperienza maturata nell’ambito della rete di autodemolitori Cyclus e delle altre filiere EPR gestite nell’ecosistema Cobat. La vera sfida, tuttavia, inizierà ora: trasformare gli obiettivi fissati dal Regolamento europeo in processi operativi, piattaforme digitali e modelli di collaborazione capaci di accompagnare ogni costruttore e l’intera filiera verso un’economia circolare sempre più concreta, tracciabile ed efficiente.

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