Diritto di prelazione sui ricambi usati delle Case auto: come funziona?

Diritto di prelazione sui ricambi usati delle Case auto: come funziona?

Riuso, rigenerazione e responsabilità ambientale: cosa succede davvero ai pezzi recuperati? E perché interessa sempre più alle Case automobilistiche?

 

Riuso, rigenerazione e responsabilità ambientale: cosa succede davvero ai pezzi recuperati? E perché interessa sempre più alle Case automobilistiche?

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20 Ottobre 2025 - 05:50

La transizione verso un’economia circolare e sostenibile impone grandi cambiamenti, già in corso, anche al settore automotive chiamato a rispettare il Nuovo Regolamento ELV (End-of-Life Vehicles) attualmente in bozza. Il veicolo a fine vita è sempre più una preziosa fonte di componenti che possono avere una seconda vita. In questo scenario, si fa strada un interrogativo che non andrebbe sottovalutato: le Case automobilistiche quanto influenzano il recupero dei “core” dai veicoli a fine vita, applicando il diritto di prelazione sui ricambi recuperati da auto destinate alla demolizione? La risposta tocca interessi ambientali, economici e industriali. Ne abbiamo parlato con Emiliano Casucci, Responsabile di Cyclus ed ELV Manager di Haiki Cobat, Golden Sponsor del 5° Aftermarket Report di SICURAUTO.it “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale”, realtà in prima linea nella gestione sostenibile del fine vita dei veicoli, che ha risposto alle nostre domande in un’intervista esclusiva.

Qual è la responsabilità delle Case automobilistiche nel ciclo di vita dei veicoli, dalla produzione allo smaltimento?

“In fase di produzione le Case automobilistiche devono rispondere a tutte le richieste normative finalizzate all’omologazione dei veicoli prodotti, alle garanzie da prestare per la tutela e la sicurezza del consumatore ed infine per la corretta gestione dei veicoli a fine vita. In particolare rispetto a quest’ultima responsabilità la normativa prevede che le Case automobilistiche abbiano:

  • una rete di autodemolitori contrattualizzati presenti sull’intero territorio nazionale;
  • nel proprio sito web l’elenco di tali centri di autodemolizione e le procedure operative utilizzate per la selezione di tali centri.”

Chi si fa carico dei costi di smaltimento? L’automobilista è tenuto a sostenere parte dei costi?

“La Casa automobilistica deve farsi carico dei costi di gestione delle vetture a fine vita nel caso in cui i costi di gestione di tali rifiuti siano maggiori dei ricavi. Ad oggi la filiera è in grado di generare profitti. L’ultimo detentore del veicolo deve poter conferire gratuitamente il veicolo, al limite sostenendo unicamente i costi amministrativi di radiazione dal pubblico registro automobilistico.”

Esiste attualmente un “diritto di prelazione” da parte delle Case automobilistiche su carcasse / pezzi di ricambio recuperati dai veicoli a fine vita per il loro riuso o la rigenerazione?

“Il diritto di prelazione può essere esercitato dalle Case automobilistiche. Alcuni brand l’hanno già inserito nei contratti di servizio, limitatamente al riacquisto di ricambi usati, verificati e recuperati dai veicoli.”

Se esiste, come viene formalizzato e attuato questo diritto all’interno della filiera del riciclo?

“Tale diritto, se presente, viene inserito nei contratti di servizio tra le Case automobilistiche ed i singoli autodemolitori.”

Quali sono le motivazioni industriali o ambientali dietro l’eventuale esercizio di questo diritto di prelazione?

“Le motivazioni ambientali sono riconducibili ad un allungamento della vita utile dei ricambi con conseguente risparmio di materie prime e tonnellate di CO₂. Altre motivazioni sono riconducibili ad un concetto di rispetto delle regole del consumo e customer satisfaction; le Case automobilistiche devono per legge poter fornire ricambi usati ai clienti per un lungo periodo di tempo (almeno 10 anni) anche relativamente a vetture immatricolate da più di 15 anni e per le quali non è semplice disporre di ricambi nuovi.” 

Esistono accordi quadro standard tra Case auto e autodemolitori nell’ambito di Cyclus per la gestione delle carcasse o cambiano in funzione del Brand e delle tipologie di componenti?

“Esiste un set di documenti predisposti per normalizzare i rapporti tra Case Auto ed autodemolitori Cyclus adeguandoli alle disposizioni normative più recenti e valorizzare al meglio le relative competenze. Eventuali personalizzazioni e modifiche sostanziali al contratto vengono di volta in volta vagliate con gli stakeholder per garantire il rispetto della normativa e per assicurare corrette e sostenibili condizioni di gestione dei ricambi.”

In che modo tale diritto impatta sulla gestione operativa degli autodemolitori e sulla disponibilità attuale o futura di ricambi usati?

“Attualmente tale diritto non genera una modalità operativa diversa dalla normale gestione dei ricambi usati. Certo è che, in vista del nuovo Regolamento ELV in bozza presentato dalla Commissione Europea, sarà di fondamentale importanza avere tracciabilità ed una banca dati estesa e sempre aggiornata in riferimento ai ricambi e non solo. Cyclus e Percorso Cobat stanno lavorando su questo tema e attualmente la piattaforma è in grado di identificare in maniera trasparente e garantita ogni componente derivante dalla demolizione dell’autovettura, interfacciandosi direttamente con i gestionali in uso agli autodemolitori.”

Ritenete che l’attuale quadro normativo possa rappresentare un ostacolo per il settore dei vari riparatori / rigeneratori esterni ai circuiti tradizionali dei Costruttori auto?

“Sicuramente ad oggi il settore dei riparatori indipendenti deve affrontare maggiori difficoltà per accedere alla manualistica e agli strumenti di diagnosi dedicati, rispetto alle reti ufficiali. Con il nuovo regolamento ELV tale situazione sarà superata dall’obbligo che le Case automobilistiche avranno nel fornire un accesso standard e completo per il corretto disassemblaggio e riparazione dei veicoli a tutti gli operatori specializzati.”

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