Registro Elettronico Rifiuti (RENTRI): per chi è obbligatorio e quando parte?
Gestione dei rifiuti nelle officine: cosa cambia con l’obbligo del registro elettronico RENTRI, date e costi
Gestione dei rifiuti nelle officine: cosa cambia con l’obbligo del registro elettronico RENTRI, date e costi
Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, noto come (RENTRI), rappresenta un importante passo avanti nella gestione dei rifiuti in Italia. Questo sistema, istituito con il Decreto Ministeriale n. 59 del 4 aprile 2023, punta a migliorare la tracciabilità e la gestione dei rifiuti attraverso una piattaforma completamente digitalizzata. Per capire meglio quale impatto avrà nel concreto sulle officine di autoriparazione abbiamo chiesto aiuto ad Haiki Cobat, Golden Sponsor del 5° Aftermarket Report di SICURAUTO.it “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale”, che ha risposto alle nostre domande.
COS’E’ IL RENTRI E DA CHI È CONTROLLATO
Il RENTRI è gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con il supporto tecnico-operativo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e del sistema delle Camere di Commercio. Nella sua applicazione più ampia, gli obiettivi principali del RENTRI sono:
- Digitalizzazione – sostituisce i processi cartacei con soluzioni digitali, semplificando la gestione documentale e migliorando l’accessibilità ai dati.
- Semplificazione e standardizzazione – riduce gli oneri per le imprese e standardizza le procedure a livello nazionale, facilitando la compliance alle normative.
- Supporto alle politiche ambientali – fornisce uno strumento essenziale per le autorità nel supportare e sviluppare politiche ambientali più efficaci.
- Prevenzione della gestione illecita dei rifiuti – aiuta a prevenire e contrastare la gestione illecita dei rifiuti, migliorando il controllo e la trasparenza.
RENTRI PER LE OFFICINE DI AUTORIPARAZIONE: LE RISPOSTE DI HAIKI COBAT
Le officine di autoriparazione, se rientrano tra le imprese che producono rifiuti pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, artigianali e dal trattamento di rifiuti, acque e fumi, devono adottare una serie di adeguamenti, come ci spiega Haiki Cobat rispondendo alle nostre domande.
In che modo l’introduzione del RENTRI cambia la gestione dei rifiuti nelle officine di riparazione e da quando parte?
“Il RENTRI prevede una partenza a scaglioni (vedi tabella sotto, ndr), in base al numero complessivo dei dipendenti dell’azienda, e non al numero di quelli presenti in un singolo sito. L’attuazione è attualmente in corso e procede secondo le scadenze indicate nella tabella seguente.”

Quali sono gli obblighi specifici per le officine in merito alla registrazione e alla tracciabilità dei rifiuti?
“Le officine meccaniche sono tipicamente produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi (es. oli esausti, filtri dell’olio, batterie, solventi, stracci contaminati), pertanto sono obbligate a:
- tenere il registro cronologico di carico e scarico dei rifiuti;
- compilare e conservare i formulari di identificazione del rifiuto (FIR);
- comunicare annualmente il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), ove previsto;
Il registro è tenuto in modalità digitale, come indicato al punto precedente; tuttavia, le piccole aziende che aderiranno al RENTRI nel 2026 sono già obbligate a utilizzare un nuovo modello cartaceo, scaricabile in formato PDF dal sito www.rentri.gov.it, da stampare e successivamente far vidimare presso la Camera di Commercio.
I formulari di identificazione dei rifiuti rimarranno cartacei fino all’inizio del 2026, il modello viene leggermente modificato, inoltre è stampato in duplice copia su carta semplice e l’autenticità è garantita da un QR code posto in basso a destra.
Infine, per quanto riguarda il MUD, dal decreto emerge l’intenzione del Ministero di rilasciarne una versione precompilata, analogamente a quanto avviene per il modello 730 della dichiarazione dei redditi.”
Le officine devono dotarsi di nuove tecnologie o strumenti per adeguarsi al RENTRI?
“Sì, è necessario disporre dei seguenti strumenti:
- un computer connesso a Internet;
- identità digitale per l’accesso alla piattaforma;
- adottare, se necessario, software gestionali aggiornati o compatibili con il tracciamento digitale dei rifiuti, se la produzione dei rifiuti è particolarmente ingente;
Tuttavia, non sono richieste tecnologie complesse: il sistema è pensato per essere accessibile anche a piccole realtà artigianali.
In aggiunta, è prevista la possibilità di incaricare un professionista che opera in sua vece, esternalizzando così la tracciabilità dei rifiuti. In questo caso rimane comunque l’obbligo di archiviare le copie cartacee dei documenti di trasporto.”
Quali sono le sanzioni previste per le officine che non si adeguano alle nuove normative?
“In caso di mancata o tardiva iscrizione sono previste delle sanzioni, a cui si aggiungono quelle già previste per la tenuta della tracciabilità (vedi sintesi nella tabella qui sotto, ndr).”

Come si effettua l’iscrizione al RENTRI e quali sono i costi previsti?
“L’iscrizione al RENTRI si effettua esclusivamente on-line, sul sito https://www.rentri.gov.it/it e prevede il pagamento di un diritto di segreteria di 10 €, nonché un contributo annuale che può arrivare a 100 €, modulato in base a tipologia e grandezza dell’azienda.
È importante che al primo accesso si utilizzi l’identità digitale del legale rappresentante, per poi eventualmente incaricare un altro soggetto interno o esterno all’azienda.”
In che modo il sistema digitale del RENTRI si interfaccia con il vecchio sistema di registri cartacei?
“I nuovi registri obbligatori dal 13 febbraio, digitali o cartacei a seconda dell’azienda, sono in un formato leggermente diverso: le istruzioni per la compilazione sono disponibili sul sito istituzionale.
È importante notare che il nuovo registro rappresenta una continuazione del vecchio. Ad esempio, se sono stati annotati 10 movimenti nel registro precedente, il nuovo parte dal numero 11. Inoltre, non è necessario importare le vecchie giacenze, sarà sufficiente fare riferimento ad esse quando si annotano gli scarichi. Ad esempio, il movimento di scarico numero 12 del vecchio registro potrebbe fare riferimento al numero 5 del vecchio.”
Quali dati devono essere trasmessi tramite il RENTRI e con quale frequenza?
“Entro la fine del mese successivo vanno trasmessi al RENTRI tutti i movimenti del mese precedente. Ad esempio, entro la fine di maggio andranno trasmessi i movimenti dal 1° al 30 aprile, tramite un’apposita funzione della piattaforma. Inoltre, almeno una volta l’anno è necessario esportare il registro in formato digitale .xml e avviarlo alla conservazione digitale, ad esempio attraverso un apposito provider di servizi: questi passaggi suonano familiari a chi già si occupa di fatturazione elettronica.”
È previsto un periodo transitorio per l’adattamento al nuovo sistema?
“L’obiettivo del Ministero è avere entro l’inizio del 2026 una transizione completa al registro digitale, per poi avviare i formulari digitali, abbandonando definitivamente la registrazione su carta.”
Quali altre categorie oltre alle officine di riparazione rientrano nell’obbligo di registro RENTRI, esempio, gommisti, carrozzerie, centri di revisione, demolitori?
“In linea di massima, si può dire che tutti coloro che producono rifiuti pericolosi rientrano nell’obbligo. I demolitori, come gestori dei rifiuti, sono sottoposti ad obblighi più stringenti, connessi alle attività di demolizione degli autoveicoli.”
Sono disponibili corsi di formazione o supporto per aiutare le officine a conformarsi al RENTRI?
“Sul sito istituzionale del RENTRI sono disponibili diverse guide e un manuale. Inoltre, molti operatori del settore offrono consulenza e formazione. I consulenti di Cobat Academy, ad esempio, sono disponibili ad approfondire casi specifici e a guidare le imprese nell’utilizzo del RENTRI.”
