Mercato auto: per il Mise serve una politica industriale europea In occasione del tavolo Automotive di oggi

Mercato auto: per il Mise serve una politica industriale europea

In occasione del tavolo Automotive di oggi, il ministro Urso ha confermato l'importanza di una strategia comune in Europa

6 Dicembre 2022 - 06:12

Il futuro del mercato auto in Europa passa attraverso una serie di importanti sfide. La trasformazione del settore e già iniziata e porterà allo stop alla vendita di auto benzina e diesel nel 2035, salvo ripensamenti in corso d’opera. Con l’elettrificazione del mercato è necessario creare un’infrastruttura di rete adeguata, aspetto su cui l’Europa è indietro in questo momento, ma anche ripensare la produzione e intere filiere produttive. Con il rischio di una bolla occupazionale all’orizzonte, l’Europa deve guardare al futuro del mercato auto con grande interesse ed anche con politiche comuni. Questo dettaglio, di prioritaria importanza, emerge dal tavolo Automotive tenutosi in queste ore al Mise tra Governo e i principali rappresentati delle imprese del settore. Secondo Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (denominazione che ha rimpiazzato lo Sviluppo economico) è necessaria una politica industriale europea. Vediamo i dettagli.

IL PENSIERO DEL MISE SUL FUTURO DEL MERCATO AUTO IN EUROPA

Il punto di vista del ministro Urso e, quindi, dell’intero Governo in merito al futuro del mercato auto italiano ed europeo è chiaro. Considerando la concorrenza delle economiche extra-europee sempre più ingente, per il ministro, è “assolutamente necessario creare una politica industriale europea per rispondere sia alla sfida sistemica con i produttori dell’oriente come India e Cina, che a quella con gli Stati Uniti che hanno da poco messo in campo una massiccia politica di aiuti, attraverso incentivi e sussidi a sostegno del settore automobilistico americano”. Dalle parole di Urso emergono due punti fondamentali:

– la minaccia seria rappresentata dai produttori orientali come India e Cina che, grazie a costi di produzione in loco estremamente ridotti, mirano ad incrementare l’export del settore automotive

– le scelte “ostili” degli Stati Uniti con il piano di incentivi per le auto elettriche che penalizza fortemente i produttori esteri

Questi due elementi devono rappresentare un riferimento per un’Europa unita che deve sviluppare politiche comuni, secondo il titolare del Mise, per fronteggiare i pericoli per l’industria automotive continentale. È necessario preparare il terreno per i futuri investimenti e monitorare lo sviluppo del piano di elettrificazione UE.

NUOVI INVESTIMENTI PER IL FUTURO DEL MERCATO AUTO IN EUROPA

La strategia di una politica industriale europea deve coinvolge, secondo il Mise, tutti i principali protagonisti del mercato europeo. È così, sottolinea Urso, che “l’Italia insieme ai grandi paesi europei manifatturieri come Francia e Germania deve lavorare con la Commissione europea per una politica attiva e propositiva per consentire a chi vuole di investire nel nostro Paese”. Poter contare su nuovi investimenti per il futuro dell’automotive in Italia e in Europa è fondamentale. L’elettrificazione, ad esempio, comporta la necessità di creare nuove Gigafactory per incrementare la produzione “interna” di batterie per auto elettriche. Per raggiungere quest’obiettivo, però, servono nuovi investimenti e l’Europa è chiamata a preparare il terreno per rendere sostenibili i progetti per gli investitori.

IL PIANO EUROPEO DEVE ESSERE PRONTO PER IL 2026

All’orizzonte c’è un altro importante appuntamento per il mercato auto europeo. Come già anticipato nei mesi scorsi, nel 2026 è prevista la revisione del piano di elettrificazione UE. Tale appuntamento servirà per valutare gli obiettivi raggiunti e verificare la sostenibilità dei target futuri. In particolare, tra quattro anni, sarà necessario verificare la possibilità di stoppare la vendita di auto ICE entro il 2035. Tale data è stata approvata di recente dalla votazione del Parlamento europeo. Il titolare del Mise ritiene che sia importante andare a definire una politica industriale europea già entro il 2026.

I NUMERI DELL’AUTOMOTIVE IN ITALIA: UN SETTORE STRATEGICO

L’importanza del mercato auto e dell’intera filiera automotive per l’Italia sono ben note. Si tratta, infatti, di un settore industriale chiave sotto diversi punti di vista. Il mondo dell’auto, inoltre, influenza anche il settore del commercio, della distribuzione di carburanti e il settore assicurativo. Ci troviamo di fronte, quindi, ad un comportato chiave per l’economia nazionale. Nel solo 2021, infatti, il settore automotive ha generato un fatturato di 337 miliardi di euro in Italia. Questo dato si traduce in peso davvero rilevante del PIL nazionale. L’automotive, infatti, incide per circa il 19% sul PIL. Da non sottovalutare anche l’impatto sui livelli occupazionali. Il settore, infatti, coinvolge, a vario titolo, circa 1,26 milioni di lavoratori in Italia. Si tratta, quindi, di un settore strategico e fondamentale per il futuro del Paese. Dal tavolo Automotive tra Governo e imprese tenuto al Mise è emersa la chiara intenzione di dar vita ad un progetto europeo che, in futuro, dovrà garantire all’UE di poter fronteggiare la concorrenza dei mercati esteri, sia asiatici che americani.

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