Auto benzina e diesel: stop nel 2035, c’è l’accordo europeo

Auto benzina e diesel: stop alla vendita nel 2035 dopo l'accordo europeo del 27 ottobre 2022 raggiunto da Consiglio, Parlamento e Commissione UE

28 ottobre 2022 - 10:15

L’accordo raggiunto nella serata di giovedì 27 ottobre 2022 tra i rappresentanti del Consiglio, del Parlamento e della Commissione europea (il cosiddetto ‘Trilogo’) avvicina sempre di più l’approvazione definitiva dello stop, dal 2035, alla vendita di auto a benzina, diesel ed endotermiche in genere. Da quella data, salvo stravolgimenti oggi impronosticabili, nei Paesi UE si potranno vendere solamente auto e furgoni a emissioni zero (100% elettriche e a idrogeno), fermo restando che le decisioni finali arriveranno dalle trattative coi governi nazionali. Tuttavia il parere favorevole del Trilogo ha un peso specifico di grande portata.

L’accordo prevede una clausola di revisione secondo cui nel 2026 la Commissione UE valuterà attentamente i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del 100% delle emissioni, rivedendo eventualmente tali obiettivi in base agli sviluppi tecnologici, anche per quanto riguarda le tecnologie ibride.

È stata inoltre confermata l’estensione al 2035 della deroga alle regole UE sugli standard di emissione della CO2, di cui già oggi beneficiano i produttori di nicchia, nata con il chiaro obiettivo di salvaguardare la produzione di supercar nella Motor Valley dell’Emilia-Romagna (produttori di auto da 1.000 a 10.000 unità l’anno e furgoni da 1.000 a 22.000 unità).

Niente deroghe invece per i carburanti sintetici (e-Fuels): è rimasto solo un riferimento per i veicoli fuori dal regolamento, i cosiddetti speciali, come le ambulanze o i mezzi di cantiere.

La procedura legislativa dell’Unione Europea prevede adesso un nuovo passaggio in Consiglio e in Parlamento UE.

CHE COS’È IL PACCHETTO FIT FOR 55

Fit for 55 è il pacchetto di provvedimenti proposto dalla Commissione europea per contrastare i cambiamenti climatici. Non contiene solamente il bando alla vendita dal 2035 di auto e furgoni con motori a combustione interna, ma anche altre misure ugualmente importanti come la carbon tax alle frontiere e la riforma dell’ETS, ossia il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (questi due provvedimenti non hanno superato lo scoglio dell’Aula e sono stati rinviati in Commissione). Il nome Fit for 55 indica la volontà di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, step intermedio ma fondamentale affinché l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

STOP AUTO BENZINA E DIESEL DAL 2035: E ADESSO CHE SUCCEDE?

Chiarito che il pacchetto Fit for 55 riguarda tutti i settori produttivi, non solo quello automobilistico, è noto che il trasporto su strada concorre all’inquinamento dell’aria con una percentuale molto forte, il 20,4% delle emissioni di CO2 nell’UE, e pertanto necessita di un’attenzione particolare.

Il provvedimento prevede di ridurre le emissioni medie delle auto nuove del 15% entro il 2025, del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2035, rispetto ai livelli del 2021. Invece per i nuovi furgoni gli obiettivi di riduzione sono rispettivamente del 15%, del 50% e del 100%. Questo significa che a partire dal 2035 tutte le autovetture e tutti i furgoni di nuova immatricolazione saranno a emissioni zero (ma i veicoli già in circolazione continueranno a poterlo fare fino a fine vita).

BANDO ENDOTERMICHE DAL 2035: GLI INCENTIVI PER LA TRASFORMAZIONE

Ovviamente un traguardo di tale portata non si ottiene semplicemente schioccando le dita o fissando una data. Il cambiamento, che sarà epocale, richiede un enorme sforzo di tutte le parti in causa, dalle istituzioni europee agli Stati membri e alle case costruttrici di veicoli, che sarà comunque ben supportato economicamente mediante la creazione di un Fondo sociale per clima dal valore di circa 10 miliardi di euro l’anno. In particolare, affinché nel 2035 sia davvero possibile vendere (e quindi produrre) esclusivamente auto elettriche e a idrogeno, il piano Fit for 55 prevede quanto meno il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

– espandere la capacità di ricarica in linea con le vendite di auto a emissioni zero (1 kW per ogni auto elettrica immatricolata) e installare punti di ricarica e rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade, più precisamente ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno;

– prevedere punti di ricarica in parcheggi sicuri e protetti, nelle principali città e negli agglomerati posti sulla rete di trasporto transeuropea (nodi urbani), per consentire soprattutto la ricarica dei camion per le consegne urbane.

Il pacchetto clima prevede anche di alzare le imposte sui carburanti e, al contempo, diminuire quelle sull’elettricità.

AUTO BENZINA E DIESEL, STOP DAL 2035: LE REAZIONI DELLA FILIERA AUTOMOBILISTICA

Come già accaduto in passato la scelta di confermare lo stop alla vendita di auto a benzina o diesel dal 2035 ha procurato diverse reazioni. Tra le tante segnaliamo quella di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che per voce del managing director Gianmarco Giorda si aspetta adesso interventi poderosi a livello politicoaffinché questa decisione non si trasformi in un terribile autogol per l’industria europea“. Queste le principali richieste della filiera automobilistica italiana:

– una politica industriale che introduca strumenti senza precedenti, anche in deroga alle limitazioni previste per gli aiuti di Stato, a favore delle aziende della componentistica che operano nei domini del powertrain tradizionale, aiutandole a riconvertirsi o a trovare sbocchi in altri settori per salvaguardare decine di migliaia di posti a rischio solo in Italia;

– una politica energetica che permetta di generare energia elettrica in Europa da fonti rinnovabili al 100% entro il 2035;

– un piano strategico che permetta di localizzare in Europa le attività della value chain delle batterie a monte della gigafactories (p.es. il trattamento termico e chimico dei precursori per trasformarli in catodi/anodi) che oggi sono quasi totalmente appannaggio della Cina, altrimenti la dipendenza sarà totale;

– un piano capillare e serio di realizzazione di punti di ricarica con target vincolanti per gli Stati membri.

2 commenti

davidcarletti8_16079668
20:42, 8 giugno 2022

Europa Criminale mi fate schifo da vomito … Indebitarci a vita per queste elettriche….spero di passare a miglior vita prima del 2050 se spaccassi i denti a qualche funzionario UE ancora meglio prima di allora Infami

davidcarletti8_16079668
19:57, 8 giugno 2022

La Mafia non muore mai che Popolo di Pezzenti questi europei….. La vedo molto dura in futuro

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