Incentivi auto 2026: Cina controcorrente, penalizza le piccole BEV
Scopri gli incentivi auto 2026 in Cina con la novità dei sussidi proporzionali al valore dell'auto. Ecco cosa cambia
Scopri gli incentivi auto 2026 in Cina con la novità dei sussidi proporzionali al valore dell'auto. Ecco cosa cambia
Stretta della Cina sugli incentivi auto 2026: nei giorni scorsi la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) e il Ministero delle Finanze hanno annunciato il nuovo programma di sostituzione dei veicoli che rispetto al passato introduce un’importante modifica. I sussidi non saranno più fissi ma proporzionali al valore dell’auto, con un massimale che resta invariato. Questo significa che le vetture più economiche, a cominciare dalle piccole BEV che in Cina hanno un mercato molto ampio, riceveranno un contributo minore rispetto ai modelli più grandi. Quasi come se la politica cinese voglia orientare i consumatori verso l’acquisto di auto più costose, invece di utilizzare gli sconti per comprare veicoli più economici. Una scelta controcorrente rispetto alle intenzioni dell’Unione Europea che vorrebbe invece incentivare la produzione (e la vendita) di piccole E-Car.
COME CAMBIANO GLI INCENTIVI AUTO 2026 IN CINA
Secondo lo schema riportato da CarNewsChina.com, i consumatori cinesi che nel 2026 rottameranno le loro vecchie auto e ne acquisteranno di nuove, riceveranno sussidi calcolati in percentuale al costo del veicolo nuovo.
Per la rottamazione di vecchi veicoli :
- sconto del 12% sul prezzo di listino, fino a 20.000 yuan (2.447 euro), per l’acquisto di nuovi veicoli NEV (100% elettrici, plug-in hybrid, range extender o idrogeno);
- sconto del 10% sul prezzo di listino, fino a 15.000 yuan (1.836 euro), per l’acquisto di veicoli ICE con motori fino a 2.000 cc;
Per la permuta di veicoli usati:
- sconto dell’8% sul prezzo di listino, fino a 15.000 yuan (1.836 euro), per l’acquisto di nuovi veicoli NEV;
- sconto del 6% sul prezzo di listino, fino a 13.000 yuan (1.591 euro), per l’acquisto di veicoli ICE con motori fino a 2.000 cc.
CRITERI DI AMMISSIBILITÀ PIÙ RIGIDI
Anche i criteri di ammissibilità diventano piuttosto rigidi. In caso di rottamazione occorrerà infatti consegnare, in alternativa:
- veicoli a benzina immatricolati prima del 30 giugno 2013;
- veicoli diesel o altro carburante (GPL, metano, ecc.) immatricolati prima del 30 giugno 2015;
- veicoli NEV immatricolati prima del 31 dicembre 2019;
- l’auto rottamata deve risultare immatricolato a nome del richiedente prima dell’8 gennaio 2025.
Se si scegli invece il sussidio con permuta, bisogna rispettare i seguenti requisiti:
- i veicoli vecchi e nuovi devono essere intestati alla stessa persona;
- il veicolo permutato dev’essere stato immatricolato a nome del richiedente prima dell’8 gennaio 2025;
- le fatture di vendita e i certificati di immatricolazione del nuovo veicolo devono essere emessi nella stessa provincia.

LA NUOVA POLITICA CINESE SUGLI INCENTIVI INFLUENZERÀ ANCHE LE SCELTE EUROPEE?
CarNewsChina.com evidenzia la differenza rispetto al passato facendo l’esempio della piccola elettrica Geely Xingyuan, uno dei modelli più venduti in Cina nel 2025 con un prezzo intorno ai 70.000 yuan (8.570 euro). Con il vecchio sistema di incentivi, in caso di rottamazione avrebbe potuto beneficiare quasi interamente dello sconto massimo di 20.000 yuan (2.447 euro). Ma con il nuovo schema legato alla percentuale sul prezzo, il contributo statale supererà di poco i 1.000 euro. Viceversa, i modelli più costosi continueranno a raggiungere il massimale previsto. Si tratta comunque di un passo avanti rispetto alla notizia riportata qualche settimana fa secondo cui il governo cinese avrebbe eliminato del tutto gli incentivi sulle auto elettriche.
Siamo infine d’accordo con la riflessione del portale Vai Elettrico, per il quale la mossa cinese potrebbe rivelarsi interessante anche per l’industria europea, suggerendo un cambio di strategia: non più spingere i volumi a ogni costo, ma orientare la domanda verso modelli più redditizi e tecnologicamente avanzati.