Mini auto elettriche super-incentivate: l’arma UE per il 2035
Nuovo pacchetto UE 2035: arrivano le mini auto elettriche da 4,2 metri prodotte in Europa, tra Incentivi e super crediti
Nuovo pacchetto UE 2035: arrivano le mini auto elettriche da 4,2 metri prodotte in Europa, tra Incentivi e super crediti
Come ormai sanno anche i muri, la Commissione UE ha svelato ieri il tanto atteso pacchetto per l’automotive, una manovra correttiva che segna un cambio di passo forse decisivo nella strategia europea per la mobilità verso il 2035. Tra le proposte messe sul tavolo, Strasburgo ha lanciato l’iniziativa Small Affordable Cars (mini auto elettriche super-incentivate), parte di un pacchetto Omnibus che mira a coniugare gli obiettivi climatici con la sopravvivenza industriale. Vediamo meglio di che si tratta.
UNA NUOVA CATEGORIA DI AUTO ELETTRICHE: SOTTO I 4,2 METRI E MADE IN UE
Rispetto alle indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, la proposta non riguarda micro-vetture spartane (come le kei-car giapponesi), ma una nuova categoria normativa definita con parametri più generosi del previsto. L’iniziativa Small Affordable Cars copre infatti i veicoli elettrici fino a 4,2 metri di lunghezza. Questa soglia è cruciale: non riserva le attenzioni (e i soldi) dell’UE alle piccole minicar a due posti, ma include a pieno titolo le utilitarie di segmento B (come Clio, Polo, 208, Yaris, Corsa, Sandero, ecc.), che sono le vere protagoniste del mercato di massa.
L’obiettivo dichiarato è stimolare gli Stati membri a introdurre incentivi mirati specificamente per queste vetture, al fine di stimolare la domanda di auto elettriche di piccole dimensioni prodotte nell’UE, che nelle intenzioni non dovrebbero costare più di 15.000/20.000 euro. Il vincolo fondamentale è appunto l’origine: le misure sono pensate per favorire in modo esplicito i piccoli veicoli elettrici prodotti nell’Unione Europea, col chiaro tentativo di proteggere la filiera locale dall’importazione massiccia di modelli economici extra-UE.
I NUOVI “SUPER CREDITI”: IL MOLTIPLICATORE 1,3
Per convincere le case automobilistiche a investire su modelli compatti e con margini di guadagno probabilmente ridotti, la Commissione ha introdotto un meccanismo rivisto di “super crediti“. Fino al 2035, ogni Small Affordable Car elettrica prodotta nell’UE non varrà come una singola unità nel calcolo delle emissioni medie della flotta, ma sarà conteggiata con un coefficiente di 1,3.
Questo bonus normativo è ossigeno puro per i costruttori: vendere queste vetture abbasserà più rapidamente la media di emissioni del gruppo, permettendo di compensare la vendita di modelli più grandi o con motore termico senza incorrere nelle pesanti sanzioni previste per lo sforamento dei limiti di CO2.

LE MINI AUTO ELETTRICHE SALVERANNO L’AUTOMOTIVE EUROPEO?
Con questo pacchetto di misure, la Commissione UE ha ammesso implicitamente che la transizione a tappe forzate rischiava di schiantarsi contro la realtà industriale e sociale. L’innalzamento della soglia delle mini auto elettriche a 4,2 metri e, soprattutto, l’allentamento al 90% della soglia di emissioni per il 2035 sono mosse pragmatiche che dovrebbero offrire tempo e respiro ai costruttori europei, anche se qualcuno (più di qualcuno) le considera ancora troppo blande.
Adesso, la clausola ‘Made in UE’ per gli incentivi a supporto delle case auto dovrà superare il vaglio delle regole del commercio internazionale. Se reggerà, potrebbe essere l’ancora di salvezza per gli stabilimenti europei; in caso contrario, rischia di essere solo un palliativo temporaneo in un mercato globale che corre molto più veloce.