Fatturato aftermarket: +3,1% nel primo semestre 2026, settore vivace

Fatturato aftermarket: +3,1% nel primo semestre 2026, settore vivace

Il giro d'affari dell'aftermarket cresce, come emerge dalla nuova rilevazione ANFIA, che mantiene la classificazione per famiglie prodotto utilizzata negli anni passati, ampliandola da 5 a 8

 

Il giro d'affari dell'aftermarket cresce, come emerge dalla nuova rilevazione ANFIA, che mantiene la classificazione per famiglie prodotto utilizzata negli anni passati, ampliandola da 5 a 8

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28 Ottobre 2026 - 16:00

Cresce del 3,1% il fatturato aftermarket in Italia nei primi 6 mesi 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal più recente report ANFIA (Associazione nazionale filiera industria auto): il nuovo Barometro è elaborato sulla base dei dati forniti da Standard & Testing, spin-off del Politecnico di Torino. L’indagine mantiene la classificazione per famiglie prodotto utilizzata negli anni passati, ampliandola da 5 a 8. L’incremento più significativo si registra per Trasmissione e frizione (4,7%), seguita da Componenti undercar (4,5%) e Materiali di consumo (4%). Bene Impianto frenante (3,4%), e a seguire gli altri, come si evince dalla tabella in basso. Un andamento positivo sostenuto in parte dai prezzi, soprattutto per Carrozzeria e abitacolo, dove l’aumento medio dell’11,3% compensa una contrazione dei volumi del 7,5%.

PARCO CIRCOLANTE IN EVOLUZIONE: AFTERMARKET IN SCIA

Va premesso che le vendite di auto nuove e usate delineano un parco circolante in evoluzione, con ritmi di ricambio ancora molto bassi: a fine 2025, per le vetture circolanti nel complesso sul territorio italiano, l’età mediana risulta pari a 13 anni, la stessa del 2024. Circa il 42% appartiene alle classi da Euro 0 a Euro 4, quindi con un’anzianità dai 16 anni in su, elemento che può creare difficoltà di fornitura dei ricambi.

Con una quota di ricaricabili del 17,5% sul totale immatricolato e le ibride tradizionali al 49,5%, il mix delle targhe nuove asseconda il processo di elettrificazione, pur con tutti i limiti che, in Italia, ancora ne frenano la velocità di avanzamento.

Risultato: la filiera del post vendita fa seguito a questa tendenza, ed è preparata al cambiamento. Per l’aftermarket indipendente, si tratta di continuare a investire in attrezzature e adeguamento delle competenze; occorre anche innovare e competere, in un contesto in cui la concorrenza con la rete autorizzata si fa sempre più agguerrita, soprattutto sul terreno della qualità, convenienza e customizzazione del servizio.

barometro aftermarket anfia metà 2026

SFIDA NON FACILE IN UN’EPOCA INCERTA

Per l’aftermarket indipendente, è una sfida non facile in una fase di forte instabilità economica e di evoluzione normativa incerta. Perché? Risposta: rischia di essere messa in discussione in UE la garanzia di mantenere un mercato realmente aperto. In cui tutti gli operatori possano avere un accesso equo ai dati, alle informazioni tecniche e agli strumenti necessari per intervenire sui veicoli.

SERVE MASSIMA LIBERTÀ DI SCELTA

“La libertà di scelta del consumatore e una concorrenza equa tra gli operatori sono elementi essenziali per preservare un’offerta ampia e accessibile di servizi di manutenzione e riparazione, anche e soprattutto durante la transizione tecnologica in corso“, dice Massimo Pellegrino, coordinatore sezione Aftermarket del gruppo componenti ANFIA.

barometro aftermarket anfia metà 2026

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