Ricariche auto elettriche in Europa: quanti miliardi occorrono
Secondo i dati emersi da un recente studio, lo sviluppo della mobilità a zero emissioni richiede investimenti miliardari sulle reti elettriche locali. Tuttavia, l'adozione diffusa di sistemi di ricarica intelligente può alleggerire i costi
Secondo i dati emersi da un recente studio, lo sviluppo della mobilità a zero emissioni richiede investimenti miliardari sulle reti elettriche locali. Tuttavia, l'adozione diffusa di sistemi di ricarica intelligente può alleggerire i costi
Auto elettriche in Europa: fra incentivi e colonnine di ricarica su strade pubbliche, la transizione imposta dal Green Deal di Bruxelles si rivela costosissima. Ma di preciso, per le infrastrutture pubbliche dove fare il pieno di energia, quante risorse occorrono entro il 2030? Se si vuole raggiungere la massima efficienza, allora serve investire 24,7 miliardi di euro. Denaro necessario per potenziare cabine primarie e secondarie, adeguare i trasformatori e garantire che i flussi gestiscano i picchi di prelievo, evitando blackout o sovraccarichi locali (implementazione preziosa anche per l’Italia). Tuttavia, l’analisi evidenzia anche una leva strategica per contenere questo esborso economico: la ricarica intelligente nei momenti di minore congestione della rete e sfruttando i periodi di sovrapproduzione da fonti rinnovabili. In questo caso si scende a 14,1 miliardi di euro, ossia il 43% in meno, dice l’analisi realizzata da Siemens su incarico di EIT Urban Mobility, ChargeUp Europe e Acea (Case auto UE).
RICARICHE AUTO ELETTRICHE IN EUROPA: I PARAMETRI DEL REPORT
L’indagine prende in esame 64 centri urbani europei, rappresentativi di differenti contesti territoriali e abitudini di mobilità. Il modello considera la diffusione prevista delle auto e dei veicoli commerciali leggeri elettrici, oltre ai diversi comportamenti di ricarica e al loro impatto sulle reti di distribuzione.
Berlino richiederà 1,1 miliardi di euro per le reti di distribuzione, mentre Stoccolma, Cracovia, Barcellona e Roma presentano fabbisogni stimati nell’ordine di 123-220 milioni ciascuna.
Un elemento significativo riguarda la rete elettrica di bassa tensione, quella maggiormente coinvolta nella distribuzione dell’energia alle abitazioni: il 77,7% degli investimenti destinati al potenziamento fisico delle reti sarà necessario proprio a questo livello, soprattutto per rispondere alla crescita della ricarica domestica.
VEICOLI E WALLBOX DA TENERE IN CONSIDERAZIONE
Entro il 2030, secondo il modello di sviluppo, si stima che i veicoli elettrici a batteria rappresenteranno il 27,3% del parco vetture in Svezia, il 15,7% in Germania, il 4,6% in Italia, il 4,5% in Spagna e il 2,5% in Polonia, rappresentando una crescita compresa tra 3,4 e 5,3 volte rispetto ai livelli del 2024.
Nelle città considerate dal modello, una quota compresa tra il 55% e il 62% dei proprietari di BEV disporrà di un punto di ricarica residenziale (wallbox). La pianificazione delle infrastrutture dovrà quindi tenere conto delle caratteristiche degli edifici, della disponibilità di parcheggi privati e della capacità delle reti nei singoli quartieri.

PIANIFICAZIONE ATTENTA E SMART CHARGING
Occhi puntati sulla gestione intelligente dei carichi: servono sistemi digitali di monitoraggio, comunicazione e controllo in tempo reale, capaci di coordinare più punti di ricarica e sfruttare meglio le infrastrutture esistenti. La stessa logica può risultare particolarmente utile nei depositi logistici, dove l’elettrificazione delle flotte commerciali rischia di concentrare richieste elevate di potenza.
Adriana Diaz, Innovation Director presso EIT Urban Mobility, è chiara: “La diffusione della ricarica deve rispondere ai modelli di mobilità locale e svilupparsi parallelamente alla capacità della rete, indirizzando gli investimenti dove sono più necessari. L’Europa ha bisogno di un approccio coordinato tra mobilità, energia e tecnologia in modo che la transizione possa avvenire in modo più rapido, equo e a costi inferiori“. Il tempo, però, stringe.