Trump: dazi al 100% su chip e semiconduttori, gravi effetti sull’auto
Trump annuncia dazi al 100% su chip e semiconduttori importati: ecco l'impatto sui prezzi delle auto. Esenzioni per chi produce in USA
Trump annuncia dazi al 100% su chip e semiconduttori importati: ecco l'impatto sui prezzi delle auto. Esenzioni per chi produce in USA
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato nelle scorse ore l’intenzione di imporre dazi del 100% sui chip e semiconduttori importati, con l’obiettivo di incentivare la produzione interna e ridurre la dipendenza da fornitori esteri. L’annuncio, fatto durante un incontro alla Casa Bianca con il CEO di Apple, Tim Cook, escluderebbe tuttavia le aziende che decidono di investire nella produzione sul territorio statunitense. La misura, che potrebbe entrare in vigore già la prossima settimana, ha sollevato preoccupazioni per i suoi potenziali effetti a cascata, in particolare sull’industria automobilistica, fortemente dipendente dai semiconduttori.
DAZI AL 100% SU CHIP E SEMICONDUTTORI: IMPATTO SULL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA
I semiconduttori sono componenti essenziali per i veicoli moderni, utilizzati in sistemi come l’infotainment, l’assistenza alla guida e la gestione del motore. L’imposizione di un dazio del 100% sui chip importati rischia di aumentare significativamente i costi di produzione per le case automobilistiche, specialmente per quelle che non hanno ancora impianti di produzione di semiconduttori negli Stati Uniti. Durante la pandemia di Covid-19, la carenza di chip aveva già causato ritardi nella produzione e un aumento dei prezzi delle auto. Secondo gli analisti, un nuovo incremento dei costi potrebbe tradursi in prezzi ancora più alti per i consumatori, con stime che indicano un possibile aumento di diverse migliaia di dollari per veicolo. Le aziende come Ford e General Motors, che dipendono da fornitori asiatici come TSMC, potrebbero dover accelerare i piani di reshoring o affrontare margini di profitto ridotti.
DAZI SUI CHIP: ESENZIONI E STRATEGIE DI ADATTAMENTO
Come detto, Trump ha specificato che le aziende che investono in impianti di produzione negli Stati Uniti saranno esentate dai dazi. Ad esempio, Apple, che ha annunciato un investimento di 100 miliardi di dollari in manifattura USA, non subirà il dazio sui chip. Giganti come TSMC, Samsung e SK Hynix, che hanno già stabilimenti o progetti in corso in stati come Arizona e Texas, potrebbero beneficiarne. Tuttavia, per le aziende più piccole o con catene di approvvigionamento radicate in Asia, specie in Malesia o Filippine, l’adeguamento potrebbe richiedere anni, con costi significativi. Alcune case automobilistiche potrebbero dover diversificare i fornitori o investire direttamente nella produzione di chip per ridurre la dipendenza dalle importazioni.
DAZI UE-USA: SULLE AUTO RESTA (PER ORA) IL 27,5%?
In riferimento, invece, ai dazi sui prodotti importati dall’Unione Europea, come tutti sanno l’amministrazione Trump ha recentemente siglato un accordo che fissa un dazio uniforme del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee negli Stati Uniti, a partire dal 7 agosto 2025. Restano però delle incertezze sui dazi sulle auto, sull’acciaio e su eventuali esenzioni in campo aeronautico. Infatti, l’ordine esecutivo sui dazi firmato il 31 luglio dal presidente USA non riguarderebbe le merci ancora sotto le indagini avviate dall’amministrazione Trump ai sensi della cosiddetta Sezione 232 della normativa di riferimento sul commercio internazionale, tra le quali figurano appunto automobili, farmaci, semiconduttori, acciaio e alluminio e vino e liquori. Dunque, sull’import di autovetture dovrebbe restare in vigore l’aliquota del 27,5%, mentre quella 15% rimane nel limbo fino a nuova comunicazione. Fonti UE si aspettano comunque che la questione si risolva a giorni.
