Auto connesse, privacy e concorrenza: il Data Act basterà? ACEA risponde

Qual è il ruolo dell’utente-automobilista nella condivisione dei dati e cosa succederà con il Data Act per i fornitori di servizi di terze parti? Ne parliamo con l’Associazione dei Costruttori

28 maggio 2022 - 12:15

Le auto connesse produrranno profitti per 20 miliardi di euro entro il 2030, secondo Stellantis, attraverso i dati connessi raccolti dai neutral server, come uno dei più famosi in Europa: Caruso. Considerando che le auto nuove saranno sempre più equipaggiate di moduli LTE e sistemi di connettività nativi, i Costruttori auto (ma anche tutti gli utilizzatori dei dati a cascata) sono maggiormente coinvolti in questo cambiamento digitale che riguarda privacy (soprattutto degli utenti) e accesso ai dati (chi ha il diritto di utilizzarli). Quali sono le ultime novità e la posizione dei Costruttori auto alla proposta di Data Act della Commissione europea? Abbiamo preso contatti con Cara McLaughlin, Communications Director di ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili), che ha contribuito a rispondere alle nostre domande attraverso un portavoce di ACEA.

Accesso ai dati di bordo dei veicoli connessi: quali sono le criticità ancora da risolvere e a che punto è il quadro normativo?

“La Commissione europea ha recentemente presentato la sua proposta di Data Act, che stabilisce principi orizzontali volti a garantire un accesso ed un utilizzo equo dei dati, oltre a consentire ai consumatori di mantenere il controllo sugli stessi. L’ACEA accoglie favorevolmente questa proposta. Sosteniamo l’ambizione della Commissione di mettere i consumatori al centro del processo di condivisione dei dati e di ottenere un accesso equo, ragionevole e non discriminatorio in tutti i settori dell’economia”.

Gli acquirenti di auto connesse sono oggi adeguatamente informati?

“I produttori di veicoli hanno implementato modelli di condivisione dei dati basati su termini e condizioni chiari, garantendo che i consumatori sappiano quali dati condividono e con chi, nel pieno rispetto delle norme sulla privacy e sulla protezione dei dati (di parere diametralmente opposto è il Direttore Generale della FIA, Laurianne Krid che abbiamo intervistato, ndr). Hanno implementato questi modelli con risultati tangibili lungo l’automotive value chain e oltre, sia nel segmento B2B (Business to Business), B2G (Business to Government) che B2C (Business to Consumer). Ciò include la condivisione dei dati per proteggere pedoni e ciclisti e altre applicazioni per la sicurezza stradale (ad es. il Data for Road Safety, l’ecosistema dei dati per la sicurezza stradale condiviso con le autorità nazionali e i fornitori di servizi)”.

Quale impatto avrà sull’aftermarket l’accesso ai dati connessi sui servizi offerti on-board e/o fruibili dagli utenti?

“Già oggi i membri di ACEA mettono a disposizione dei servizi di terze parti i dati generati dai veicoli, in linea con gli obiettivi della proposta della Commissione Europea. I dati sono condivisi in modo da soddisfare le scelte di utilizzo dei clienti, garantendo al contempo la protezione dei loro dati personali e la (cyber)-security  del veicolo e dei suoi occupanti. I fornitori di servizi indipendenti possono accedere ai dati del veicolo per scopi di riparazione e manutenzione, copertura assicurativa su misura, pianificazione della mobilità e gestione del traffico nonché molti altri servizi innovativi”.

Gli automobilisti-utenti che ruolo avranno?

 “I produttori di veicoli concordano con la Commissione sul fatto che i clienti devono concedere l’autorizzazione per consentire a terzi l’accesso ai dati e che dovrebbero sempre mantenere il controllo della condivisione degli stessi. Al riguardo, ACEA è lieta di notare che molti dei principi sanciti dal Data Act fanno eco alle raccomandazioni già formulate nel position paper di ACEA sull’accesso ai dati. Tuttavia, l’ACEA teme che alcune delle disposizioni di questa proposta impongano requisiti semplicemente impraticabili. Tali requisiti non conseguiranno l’obiettivo di garantire i diritti dei consumatori sui loro dati, ma creeranno incertezza giuridica su come i dati business-sensitive verranno gestiti e ulteriormente condivisi una volta divulgati. Ciò avrà probabilmente un effetto scoraggiante sulla quantità e qualità dei dati che le imprese raccolgono ed elaborano, contraddicendo così l’intenzione della Commissione di promuovere l’economia dei dati europea”.

Quale potrebbe essere la soluzione?

“ACEA ritiene che la legislazione dovrebbe favorire l’approccio market-driven, sostenuto dal principio di proporzionalità, e dovrebbe creare un ambiente in cui, sia gli utenti che i titolari dei dati si sentano sicuri nel condividerli. Il Data Act non dovrebbe diventare un ostacolo normativo per le aziende europee che vogliono crescere e investire nella generazione di dati di alta qualità. In effetti, qualsiasi quadro per l’accesso ai dati non dovrebbe limitare l’innovazione e la competitività. Dovrebbe invece stabilire principi di base in settori chiave per salvaguardare: un accesso equo e non discriminatorio ai dati; la neutralità tecnologica; la scelta del cliente e, soprattutto, la sicurezza e la protezione delle persone. L’ACEA invita pertanto il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE a chiarire questa normativa per garantire che i principi in essa stabiliti siano rispettati da requisiti che facilitino la condivisione dei dati. La normativa dovrebbe mirare a preservare gli incentivi economici ad investire, innovare, nonché a generare e condividere dati per tutti gli operatori di mercato, la maggior parte dei quali già condivide i propri dati o vorrebbe farlo”.

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DEL REPORT

Questo è solo uno degli oltre 40 approfondimenti che compongono il report “Auto elettriche e connesse: impatto su aftermarket e consumatori” realizzato da SicurAUTO.it con il supporto dei nostri sponsor LKQ RHIAG, Arval e Repower.

Il report pubblica originali infografiche con le differenze di manutenzione ordinaria tra 25 vetture elettriche, ibride e tradizionali, nonché dati e analisi inediti grazie alla collaborazione di società leader del settore automotive, tra cui: Europ Assistance, Unipol Sai, McKinsey, Deloitte, GiPA, Axa Partners Italia, Generali, Allianz, CARUSO e Cobat.

Lo studio si arricchisce di interviste esclusive che hanno visto gli esperti di ANFIA, ADIRA, AICA / EGEA, CLEPA, FIGIEFA, FIA, ACEA E AIRC / FEDERCARROZZIERI, rispondere alle nostre domande sui trend e le sfide più significative che l’industria automotive sta già affrontando e si ritroverà a fronteggiare nei prossimi anni con la crescente diffusione delle auto connesse ed elettrificate.

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