Arval: grazie alla flotta connessa l’80% della manutenzione è in IAM

Arval ci racconta la transizione verso le auto elettrificate e come la flotta connessa contribuisca all’ottimizzazione dei costi di manutenzione

28 maggio 2022 - 12:40

Le auto elettriche e Plug-in hanno avviato un cambiamento radicale nel modello di business delle società di noleggio e saranno sempre più centrali per le strategie del futuro. Molti automobilisti, probabilmente, passeranno alle auto a batterie dopo averne almeno sperimentato l’esperienza di guida tramite un amico o un noleggio a breve termine. Ma, secondo un’indagine di Aretè, più di 1 automobilista italiano su 2 sarebbe disposto a spendere solo fino a 30 mila euro per un’auto elettrica di proprietà. Una prospettiva che mette in risalto i vantaggi del noleggio a lungo termine per privati rispetto all’acquisto, considerando che con Arval si può noleggiare già una Renault Zoe, senza anticipo, per soli 575 € al mese tutto incluso. Tuttavia, si può immaginare il 100% di elettrificazione delle flotte di veicoli a noleggio? Ecco come sta affrontando questo cambiamento un’azienda leader come Arval.

TRANSIZIONE ENERGETICA E STOP ALLE AUTO ICE E’ POSSIBILE CON IL NOLEGGIO? 

I proclami della Commissione europea vorrebbero lo stop alle auto nuove a benzina e diesel entro il 2035. La proposta ha visto molti Costruttori contrari alla sottoscrizione dell’impegno in occasione del COP26 di Glasgow, ma presenta non poche criticità anche per le flotte di auto a noleggio. Arval Italia, azienda leader nel settore del noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità, ha fissato i suoi obiettivi di transizione energetica a breve/medio termine a livello globale sui 700 mila veicoli elettrificati, pari al 35% della flotta. “Non è possibile e non sarebbe corretto, con l’incertezza normativa e tecnologica attuale, porsi degli obiettivi su una flotta 100% BEV”, ci spiega Marco Mosaici, Direttore Aftermarket Networks presso Arval. Ma quanto è elettrificata la flotta italiana di Arval? “Al 31 dicembre 2021 la flotta di auto a noleggio Arval in Italia è composta da 243.347 veicoli (auto + commerciali leggeri) di cui il 14% elettriche e ibride”. Le auto Mild-Hybrid, che ormai fanno parte della prominente offerta di veicoli a benzina, per Arval non sono conteggiate nelle ibride, in ragione della minore impronta green.

AUTO A NOLEGGIO ELETTRICHE E PLUG-IN A PRIVATI E AZIENDE, CHI LE CHIEDE?

“Sicuramente c’è un forte focus in Arval per equilibrare le tecnologie all’interno del nostro parco auto, aumentando la penetrazione di BEV e Plug-in in particolare. Ma senza dimenticare che è necessaria una neutralità tecnologica. Arval svolge anche un ruolo di consulenza nei confronti degli utenti, poiché fornisce un servizio di noleggio a lungo termine sulla base delle preferenze e delle esigenze dei clienti. “Nei privati si registra un tasso di penetrazione maggiore di auto ricaricabili negli ultimi due anni, visto che rappresentano oltre il 70% del totale ordini. Mentre per le grandi aziende, piccole e medie imprese e p.iva coprono circa il 45% delle richieste.

QUALI SFIDE E DIFFICOLTA’ COMPORTANO LE AUTO ELETTRICHE A NOLEGGIO 

Per una grande società come Arval, con un parco auto mondiale di circa 1,5 milioni di veicoli, la transizione energetica impatta anche sul remarketing delle auto usate e il business in virtù del valore residuo delle auto elettrificate, attualmente una delle maggiori incognite. “Ad oggi la quota di veicoli elettrificati gestita dal Remarketing è ancora poco significativa, ma in prospettiva l’impatto BEV sarà molto rilevante su più fronti:

– Verifica e certificazione dell’effettivo stato d’uso del pacco batterie a fine contratto di noleggio a lungo termine prima della rivendita sui canali Remarketing. Allo scopo di rassicurare il cliente, massimizzando il valore residuo del veicolo;

Mantenimento dell’efficienza del pacco batterie sui piazzali di stoccaggio anche alle temperature più basse, in base a quanto prescritto dal Costruttore;

– Impatto dell’obsolescenza tecnologica, tipica di una tecnologia ancora in fase di tumultuoso sviluppo, sui valori residui delle prime generazioni di veicoli elettrici;

– Processo di ‘education’ nei confronti degli operatori professionali, nostri clienti B2B, sulle caratteristiche dei BEV per quanto attiene la loro valorizzazione sul nascente mercato dell’usato, maintenance requirements, standard di stoccaggio, infrastrutture e modalità di ricarica, etc.;

– Sviluppo di innovativi programmi di Personal Finance dedicati ai prodotti BEV per ridurre le barriere all’acquisto da parte della clientela privata, riducendo al contempo le varie incertezze che aleggiano nella testa dei potenziali acquirenti” conclude Mosaici.

VALORE RESIDUO AUTO ELETTRICHE A NOLEGGIO E STATO DELLE BATTERIE

Il modo con cui l’utente ricarica e utilizza l’auto elettrica definirà anche il valore residuo del mezzo e la sua usura. Arval ci spiega che sta testando alcune soluzioni con un provider europeo. “Il più semplice prevede un check-up che attesta la capacità di accumulo energia residuale sulla base di un certo protocollo di controlli ex-post l’utilizzo del veicolo, ad es. al termine del contratto di noleggio”. Una soluzione ancora più precisa per stabilire lo stato d’uso delle batterie consiste nell’installazione di una black box. Collegata al can-bus del veicolo monitora stile di guida, quantità e modalità di ricariche lungo l’intero ciclo di vita dell’auto. “A seconda delle necessità installiamo la soluzione migliore”, chiarisce Mosaici.

AUTO CONNESSE A NOLEGGIO: 200 MILA NEL PARCO ARVAL

La connettività delle auto a noleggio è una delle attività che Arval svolge all’interno del gruppo con Artel, società specializzata nella telematica. “Fin dal 2016 Arval Italia ha adottato una politica di pre-equipaggiamento delle proprie vetture con device di telematica aftermarket fornito da Artel. Questo ci permette oggi di avere più di 200 mila veicoli connessi in Italia e di fare della telematica una vera e propria leva per il miglioramento dei propri prodotti e servizi”. Come i lettori di SicurAUTO.it ricorderanno, sono sempre di più le auto nuove dotate di sistemi di connettività nativi, in grado di comunicare con neutral server come quello di CARUSO. E anche questo trend definirà le strategie future delle maggiori società di noleggio come Arval: “Siamo al lavoro con diverse case auto per la raccolta diretta dei dati dei veicoli. A seconda degli use case e degli obiettivi/necessità sceglieremo la migliore soluzione in ambito telematica (Aftermarket vs OEM data)”.

L’80% DELLE AUTO ARVAL FA MANUTENZIONE FUORI DALLA RETE UFFICIALE

Quale vantaggio ottiene Arval da una flotta così ampiamente connessa ed in grado di attivare anche sistemi di manutenzione predittiva? “Con il supporto del Data Science, attraverso l’utilizzo di modelli di machine learning, i sistemi di manutenzione proattiva e predittiva si stanno affinando sempre più e vengono utilizzati per indirizzare i driver in base al servizio necessario e al network preferenziale di Arval Premium Center e Arval Center. Per la prenotazione dei propri interventi il driver ha a disposizione la possibilità di prenotare attraverso il portale My Arval con una sezione dedicata al booking on line, a cui si aggiungono comunicazioni mirate tipo MAIL e/o SMS di manutenzione proattiva o cambio gomme stagionali”. Con una flotta di auto giovani, verrebbe da pensare che per non rischiare di perdere la garanzia sui propri veicoli Arval si rivolga prevalentemente alla rete autorizzata delle Case, ma non è così: “nel 2021 per oltre l’80% degli interventi di meccanica ci siamo rivolti all’IAM”. Una possibilità offerta dalla normativa BER (conosciuta anche come Direttiva Monti), da poco ulteriormente prorogata sino al 2028.

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DEL REPORT

Questo è solo uno degli oltre 40 approfondimenti che compongono il report “Auto elettriche e connesse: impatto su aftermarket e consumatori” realizzato da SicurAUTO.it con il supporto dei nostri sponsor LKQ RHIAG, Arval e Repower.

Il report pubblica originali infografiche con le differenze di manutenzione ordinaria tra 25 vetture elettriche, ibride e tradizionali, nonché dati e analisi inediti grazie alla collaborazione di società leader del settore automotive, tra cui: Europ Assistance, Unipol Sai, McKinsey, Deloitte, GiPA, Axa Partners Italia, Generali, Allianz, CARUSO e Cobat.

Lo studio si arricchisce di interviste esclusive che hanno visto gli esperti di ANFIA, ADIRA, AICA / EGEA, CLEPA, FIGIEFA, FIA, ACEA E AIRC / FEDERCARROZZIERI, rispondere alle nostre domande sui trend e le sfide più significative che l’industria automotive sta già affrontando e si ritroverà a fronteggiare nei prossimi anni con la crescente diffusione delle auto connesse ed elettrificate.

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