Test drive Dacia Duster 1.5 dCi 4×4

Una dettagliata analisi della Dacia Duster 4x4, una delle Sport Utility più vendute in Italia

9 gennaio 2013 - 11:15

Il successo di vendite della Dacia Duster è ormai un dato acquisito: il SUV franco/rumeno è stabilmente nella top ten delle Sport Utility più vendute in Italia. La sua arma migliore è il prezzo, equiparabile a quello di una berlina di segmento “B” full-optional. Si parte da un prezzo d'attacco di 11.900 Euro della più economica 1.6 benzina 2 ruote motrici e cambio a 5 rapporti, per arrivare a 18.100 Euro per la versione 4×4 con motore 1.5 dCi 110 CV (allestimento Laureate).

MONTAGGIO DISCRETO, CON QUALCHE TRASCURATEZZA – La sua estetica non è forzatamente modaiola, ma risulta gradevole e in sintonia con la filosofia ed il carattere della vettura. Dunque niente fari dalla linea arzigogolata ed allungata, frontale classico, fiancate dall'andamento semplice e muscoloso con parafanghi pronunciati, vetratura all'insegna della praticità. La qualità esterna del montaggio è discreta, se rapportata ai migliori standard attuali, con qualche trascuratezza (vedi guarnizione sportello posteriore sx. staccata e viziata) meno accettabile. Gli interni sono abbastanza semplici e privi di qualsiasi ricercatezza stilistica. Il materiale rigido e il disegno della plancia sono convenzionali ma di aspetto gradevole. Presenti inserti in materiale plastico lucido color simil-legno scuro sui pannelli porte e sulla consolle centrale. Peccato che il posizionamento dei comandi della climatizzazione nella zona più bassa della consolle, li renda di non immediato azionamento.

21 MILA EURO PER UNA FULL-OPTIONAL – Il quadro strumenti comprende due indicatori analogici circolari dalla grafica semplice per contaKm e contagiri, incorporanti varie spie. Al centro il piccolo display computer di bordo e gli indicatori a barre (di tipica origine Renault) per livello carburante e temperatura liquido raffreddamento; più in basso il gruppo di 9 spie. I sedili, a regolazione manuale, rivestiti in tessuto sono comodi ma un po' duri nell'imbottitura. I comandi secondari e la componentistica interna sono di livello economico, con un equipaggiamento di serie molto essenziale che prevede, nell'allestimento Laureate, il climatizzatore, i fendinebbia e gli alzavetri elettrici anteriori. Gli accessori a pagamento comprendono: l'autoradio-lettore CD (350 Euro), l'ESP (300 Euro), i cerchi in lega (400 Euro), la vernice metallizzata (390 Euro), gli interni in materiale pregiato (700 Euro), il navigatore (150 Euro), i sensori di parcheggio (230 Euro) e gli alzavetro elettrici posteriori (110 Euro). Quindi una Duster 4×4 full-optional arriva a sfiorare i 21 mila Euro. Rilevabile anche negli interni qualche pecca nelle finiture (viti visibili) e nel montaggio come la guarnizione alla base del parabrezza montata in modo migliorabile.

SU STRADA – SicurAUTO.it ha provato la Duster 4×4 Lauréate con motorizzazione 1.5 dCì 110 CV. Previste inoltre le motorizzazioni a benzina 1.6 (105 CV) e 1.5 dCi 90 CV, quest'ultima adatta anche ai neopatentati. La posizione di guida (volante regolabile manualmente) consente una eccellente visibilità in marcia e fin dai primi km si entra subito in sintonia con i comandi. Buono lo sterzo, eccellente la modulabilità della frizione con sforzo al pedale limitato. Anche la manovrabilità del cambio, un 6 marce con 1^ e 2^ molto corte, si rivela di ottimo livello: innesti facili e precisi con rapporti ben scalati e adatti anche al fuori-strada. L'impianto frenante misto (dischi autoventilanti all'anteriore, tamburi posteriori), ben servoassistito, garantisce una frenata modulabile e sicura senza eccellere. Il motore 1.5 dCi Renault, ovviamente a iniezione diretta common-rail (2 valvole x cilindro monoalbero a camme in testa) da 110 CV a 4000 g/min, impressiona positivamente per la sua prontezza ed elasticità, grazie alla notevole coppia di 240 Nm a soli 1750 g/min ed alla favorevole rapportatura del cambio. Avvertibile solo allo spunto in 1^ un lieve ritardo alla risposta dell'acceleratore, che ricorda quello, molto più accentuato, dei turbo diesel di vecchia generazione. L'insonorizzazione del motore non è delle migliori, quindi il confort acustico interno non è a livello ottimale, pur restando nei limiti dell'accettabile. La tenuta di strada è buona così come la maneggevolezza; le sospensioni assorbono egregiamente ogni asperità stradale, grazie anche ai pneumatici non molto ribassati (215/65-R16). La Duster 4×4 è dotata del sistema di trazione (di origine Nissan) che consente di selezionare, tramite l'apposito selettore rotante a 3 posizioni, la modalità prescelta. “2WD” (trazione anteriore) per le normali condizioni di marcia su strada asfaltata con buona aderenza. In modalità “Auto” la coppia motrice si ripartisce in automatico tra i due assali in funzione delle condizioni stradali e della velocità del veicolo. Questa modalità (non segnalata sul quadro strumenti) può essere utilizzata su fondo bagnato, innevato o comunque a scarsa aderenza. In modalità “4WD Lock” (differenziale centrale bloccato), la coppia viene ripartita al 50% tra avantreno e retrotreno. Tale modalità è prevista nel fuori strada o in forte presenza di sabbia, neve, fango, ecc. Se la vettura supera circa 60 Km/h, il sistema ritorna in modalità “Auto” e la spia “4WD Lock” si spegne. L'ESP, gravemente ancora optional, e il controllo di trazione ASR sono disattivabili ma si riattivano al superamento di 50 Km/h in modalità Auto o 2WD, o di 60 Km/h in modalità 4WD. Nel corso del nostro test drive che ha comportato percorsi su strade extraurbane ed urbane, abbiamo rilevato un consumo medio di 7l/100 Km , pari a 14 Km/litro, risultato accettabile anche se ben lontano dai valori di consumo dichiarati dal Costruttore (urbano 5,9 l/100 Km; extraurbano 5,0 l/100 Km; combinato 5,3 l/100 Km).

IN OFFICINA – Il sottoscocca della Dacia Duster prevede un carter in lamiera a protezione del gruppo motore-cambio. Il controllo del livello olio motore è agevole: l'astina è incorporata nel tappo di riempimento situato sulla copertura insonorizzante del motore. Anche gli altri livelli si controllano con facilità. Più piccolo rispetto alla media appare il serbatoio di espansione del liquido refrigerante. Da segnalare l'utile sensore-spia inserito sulla copertura motore, che segnala il grado di intasamento del filtro aria. Le sospensioni anteriori e posteriori indipendenti, sono del tipo Mc Pherson modificato, con barra stabilizzatrice. Al retrotreno sono presenti due bracci inferiori paralleli integrati da un braccio di spinta longitudinale. L'albero di trasmissione per il retrotreno e diviso in 2 parti snodate con supporto intermedio. La sostituzione delle lampadine dei fari anteriori (anti UV tipo H7 le anabbaglianti, H1 per gli abbaglianti) è del tutto agevole, dato lo spazio esistente dietro i proiettori stessi. Stessa considerazione vale per i fari posteriori. Anche la eventuale sostituzione dei fusibili non crea difficoltà: sono alloggiati nella scatola posta a sx. nel vano motore e all'interno dello sportellino ricavato sul lato sx. del cruscotto. Queste le dimensioni della Dacia Duster: lunghezza 4,31 m; larghezza 1,82 m (escluso specchietti retrovisori esterni) ; passo 2,67 m; carreggiata ant. 1,56 m, post. 1,567 m; altezza 1,69 m (alle barre del tetto); 1,63 al tetto; sbalzi ant. 0,82 m; post. 0,82 m. Il peso è di 1294 Kg a vuoto.

INFOTAINMENT – La vettura in prova era dotata di autoradio-CD (con presa Aux) con 4 altoparlanti. I comandi di tale impianto, optional, sono semplici e ridotti all'essenziale mentre la qualità del suono è nella media in rapporto al prezzo del veicolo. Assente il navigatore, anch'esso optional a pagamento. Il climatizzatore è di tipo manuale.

SICUREZZA – ESP+ASR solo optional a pagamento e vanno assolutamente acquistati, di serie airbag frontali e laterali testa/torace. Nel crash test Euro NCAP la Duster ha guadagnato solo 3 stelle (qui trovate il video e la scheda del crash test).

CONCLUSIONI –  Il nostro giudizio sulle qualità stradali della Dacia Duster è nel complesso positivo. Migliorabili invece lo standard di montaggio e finitura e gli equipaggiamenti di serie. Troppi gli accessori a pagamento o non disponibili, ormai offerti di serie su molte vetture di segmento inferiore.

SicurAUTO.it ringrazia l'officina Antares di Roma per la cortese collaborazione.

1 commento

nico
15:21, 25 gennaio 2013

sarebbero graditi pareri/prove sulla versione duster 1.6 GPL –
Fin troppo vero quanto scritto in finale: “Migliorabili invece lo standard di montaggio e finitura e gli equipaggiamenti di serie. Troppi gli accessori a pagamento o non disponibili, ormai offerti di serie su molte vetture di segmento inferiore”, con 16000 euro si compra una C4 seduction