Aderenza pneumatici: come funziona?

Come funziona l’aderenza degli pneumatici? Gli esperti Michelin ci spiegano in un video le performance delle gomme a livello molecolare

15 febbraio 2021 - 19:30

L’aderenza degli pneumatici è sicuramente una delle caratteristiche più note agli automobilisti, anche più del coefficiente di rotolamento che influenza i consumi di carburanteMa quali sono i fattori che messi insieme permettono di avere sempre la massima aderenza per guidare in sicurezza? Nel video sotto capiremo perché una gomma può avere un’aderenza diversa anche dopo aver percorso qualche chilometro e quando l’aderenza delle gomme è ridotta al minimo. Dopo aver visto come far durare di più gli pneumatici, è il momento di capire nel video sotto perché l’aderenza degli pneumatici, anche nuovi, non dipende solo dalla gomma. Scopriamo con Valerio Sonvilla – Responsabile Prodotto Auto e LCV di Michelin, come funziona l’aderenza degli pneumatici.

LE GOMME SI LEGANO ALL’ASFALTO A LIVELLO MOLECOLARE

La scelta delle gomme nuove dovrebbe essere sempre influenzata dall’affidabilità del Produttore e dalla non meno importante etichetta energetica degli pneumatici. E’ infatti dall’etichetta che il consumatore può farsi un’idea della bontà delle gomme. Ad esempio sul bagnato, in base alla lettera assegnata che può variare dalla A alla G. Ma come ci spiega Valerio Sonvilla nel video sopra, l’aderenza pneumatici che entra in gioco in accelerazione, in frenata e nella tenuta laterale dell’auto, è il frutto del lavoro dei tasselli dello pneumatico. Per fare un esempio  significa che, se uno pneumatico sottoposto al carico di 1 kg per scivolare richiede una forza di 1 kg su una superficie, questa superficie ha un coefficiente di attrito pari a 1. Ovviamente nelle condizioni reali di guida è abbastanza diverso ciò che accade tra l’auto e la strada. Capiamo meglio come varia l’aderenza e come prevenire situazioni di emergenza o perdite di aderenza.

PERCHE’ LA PIOGGIA RIDUCE L’ADERENZA DEGLI PNEUMATICI

Quando le gomme rotolano sull’asfalto i tasselli dello pneumatico si aggrappano alle irregolarità del fondo stradale. Questo succede a prescindere che le gomme siano nuove o meno nuove, poiché è una caratteristica propria degli pneumatici che si conserva con l’usura. A livello microscopico succede che tra le molecole della gomma e le molecole dell’asfalto a contatto tra loro si generano dei legami intermolecolari legati alle forze elettrochimiche di van der Waals. Queste forze si riducono progressivamente quando l’asfalto è umido o piove. Ma se il 50% dell’aderenza dipende dalla mescola,  il restante 50% può variare notevolmente in funzione del tipo e della superficie stradale, dalle condizioni meteorologiche e dell’usura del battistrada.

LA RUGOSITA’ DELL’ASFALTO CAMBIA L’ADERENZA DELLE GOMME

La combinazione di questi tre fattori crea effetti molto differenti sull’aderenza soprattutto sugli asfalti macro e micro lisci (cioè quelli usurati e dall’aspetto specchiato). Il degrado prestazionale è meno marcato sugli asfalti macro rugosi altamente drenanti (quelli più recenti e dall’aspetto molto grossolano). Su bagnato invece il coefficiente di aderenza degli asfalti macro e micro lisci precipita fino a diventare come quello del ghiaccio. Ecco perché in queste condizioni, è opportuno riconoscere l’asfalto e assumere una guida più attenta per non arrivare al limite di aderenza con accelerazioni o frenate improvvise. Meno rilevante è invece l’usura del battistrada. Sapevi che cambiando le gomme prima del limite di 1,6 millimetri ne compri una in più ogni 2 anni? Nel prossimo video capiremo perché.

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