Come funziona l’aderenza degli pneumatici?

18 febbraio 2019 - 19:30

L’aderenza degli pneumatici è sicuramente una delle caratteristiche più note agli automobilisti, anche più del coefficiente di rotolamento che influenza i consumi di carburante Ma quali sono i fattori che messi insieme permettono di avere sempre la massima aderenza per guidare in sicurezza? Perché una gomma può avere un’aderenza diversa anche dopo aver percorso qualche chilometro? Quali sono i campanelli d’allarme che fanno capire quando l’aderenza delle gomme è ridotta al minimo e in quali situazioni? Perché le gomme hanno un’aderenza minore sull’asfalto bagnato? Dopo aver visto come far durare di più gli pneumatici, è il momento di capire nel video sotto perché l’aderenza degli pneumatici, anche nuovi, non dipende solo dalla gomma. Scopriamo con Valerio Sonvilla – Responsabile Prodotto Auto e LCV di Michelin, come funziona l’aderenza degli pneumatici.

LE GOMME SI LEGANO ALL’ASFALTO A LIVELLO MOLECOLARE La scelta delle gomme nuove dovrebbe essere sempre influenzata dall’affidabilità del Produttore e accompagnata dalla non meno importante etichetta energetica degli pneumatici. E’ infatti dall’etichetta che il consumatore può farsi un’idea della bontà delle gomme, ad esempio sul bagnato, in base alla lettera assegnata che può variare dalla A alla G. Ma come ci spiega Valerio Sonvilla nel video sopra, l’aderenza che entra in gioco in accelerazione, in frenata e nella tenuta laterale dell’auto è il frutto del lavoro dei tasselli dello pneumatico. Per fare un esempio  significa che, – semplificando troppi tecnicismi – uno pneumatico sottoposto al carico di 1 kg che per scivolare richiede una forza di 1 kg su una superficie, questa superficie ha un coefficiente di attrito pari a 1. Ovviamente nelle condizioni reali di guida è abbastanza diverso ciò che accade tra l’auto e la strada. Capiamo meglio come varia l’aderenza e come prevenire situazioni di emergenza o perdite di aderenza.

PERCHE’ LA PIOGGIA RIDUCE L’ADERENZA Quando le gomme rotolano sull’asfalto i tasselli dello pneumatico si aggrappano alle irregolarità del fondo stradale, a prescindere che le gomme siano nuove o meno nuove, poiché questa caratteristica propria degli pneumatici si conserva durante l’usura. A livello microscopico succede che tra le molecole della gomma e le molecole dell’asfalto a contatto tra loro si generano dei legami intermolecolari legati alle forze elettrochimiche di van der Waals che si riducono progressivamente quando l’asfalto è umido o piove. Ma se il 50% dell’aderenza dipende dalla mescola e dalla sua composizione il restante 50% può variare notevolmente in funzione del tipo e della superficie stradale, dalle condizioni meteorologiche e dell’usura del battistrada.

LA RUGOSITA’ DELL’ASFALTO FA LA DIFFERENZA Lacombinazione di questi tre fattori crea effetti molto differentisull’aderenza, non tanto in condizioni di asciutto, dove gliasfalti macro e micro lisci (cioè quelli usurati edall’aspetto specchiato) hanno un degradoprestazionale meno marcato rispetto agli asfaltimacrorugosi altamente drenanti (quelli più recenti edall’aspetto molto grossolano), quanto inveceaccade con la pioggia. Su bagnato, infatti,il coefficiente di aderenza degli asfalti macro e microlisci precipita fino a diventare come quello delghiaccio. Ecco perché in queste condizioni, è opportunoriconoscere l’asfalto e assumere una guida più attenta per ridurreil rischio di abbassare ulteriormente il limite dell’aderenza conaccelerazioni o frenate improvvise. Meno rilevante è invece l’usuradel battistrada. Sapevi che cambiando le gomme prima del limite di 1,6 millimetri ne compri unain più ogni 2 anni? Nel prossimo videocapiremo perché.

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