Test bobine di accensione: come verificare il funzionamento

Come verificare il funzionamento delle bobine d’accensione: sintomi, diagnosi e test quando la diagnosi dà mancata accensione cilindro

15 settembre 2020 - 15:00

Quando il motore strappa, l’auto va a 3 e non funziona correttamente anche dopo aver montato candele e cavi nuovi, l’errore che inizia per P03XX stringe il cerchio sulle bobine difettose. Fare il test bobine di accensione in fai da te potrebbe non essere così semplice, come cambiare le candele o i cavi ad alta tensione. E’ comunque interessante capire le cause del guasto, i sintomi delle bobine che non funzionano e come verificare il funzionamento delle bobine di accensione.

BOBINE D’ACCENSIONE: COME SONO FATTE E QUANTI TIPI

La bobina di accensione è come un trasformatore che innalza fino a circa 40 mila Volts la tensione artefice della scintilla che scocca sulle candele. Ecco perché quando nella memoria guasti si legge “mancata accensione cilindri” non bisognerebbe concentrarsi solo sulle candele difettose o usurate. Esistono diversi tipi di bobine, a due, quattro o singola scintilla in funzione della tipologia di accensione adottata dal Costruttore del motore, in generale:

– le bobine di accensione a doppia scintilla sono diffuse sui motori con numero pari di cilindri poiché ogni bobina è collegata a due cilindri;

– le bobine a quattro scintille sostituiscono le precedenti ma senza particolari differenze, se non che sono in grado di controllare tutte e quattro le candele di accensione con un ordine ben preciso;

– sui motori in cui sono montate le bobine monoscintilla, spesso direttamente a monte della candela, ogni bobina controlla un singolo cilindro, molto diffuse sui recenti propulsori a 3 cilindri.

SINTOMI E DIFETTI DELLE BOBINE D’ACCENSIONE

Prima di effettuare un test alle bobine d’accensione che si pensa possano essere difettose, sarebbe buona norma accertarsi con una diagnosi auto se e quali errori sono presenti nella memoria guasti. Spesso infatti una bobina rotta crea avarie segnalate come malfunzionamento iniettore, accensione difettosa o centralina difettosa. Una serie di problemi tutti riconducibili ai sintomi che si avvertono alla guida:

– l’auto non parte;

– il motore non è pronto e performante;

– si accende la spia di avaria motore e l’auto va in modalità “recovery”.

CONTROLLI E TEST BOBINA D’ACCENSIONE

Per effettuare una diagnosi delle bobine d’accensione bisognerebbe avere a disposizione almeno un multimetro (noto anche come tester), un oscilloscopio e i valori standard di riferimento dell’auto. Prima di passare ai controlli più specialistici, ci sono alcune verifiche preliminari che, secondo uno dei maggiori produttori di sistemi diagnostici automotive, influenzano il corretto funzionamento delle bobine di accensione:

misurare l’assorbimento e la tensione della batteria;

– verificare l’integrità dei fusibili di protezione delle bobine;

– cercare (a motore spento) bruciature, danni meccanici o abrasioni sui cablaggi e sulle bobine di accensione.

Dopodiché si può passare alla verifica delle bobine di accensione. Il test si può fare misurando la resistenza dell’avvolgimento primario e secondario a bobine smontate. Collegando il multimetro sui pin dell’avvolgimento primario e secondario, i valori devono rientrare tra:

– 0,5 Ω–2,0 Ω Primario / 8,0 kΩ–19,0 kΩ Secondario;

– 0,3 Ω–1,0 Ω Primario / 8,0 kΩ–15,0 kΩ Secondario per bobine d’accensione monoscintilla o a doppia scintilla.

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