Candele bruciate o consumate: ogni quanto si devono cambiare?

Cambiare le candele usurate, bruciate o danneggiate: gli intervalli di sostituzione delle candele e i casi più frequenti di usura anomala delle candele di accensione

29 giugno 2020 - 15:08

A quanti km si devono cambiare le candele? La durata delle candele varia molta in base al tipo di motore e di alimentazione, se ibrida a gas. La sostituzione delle candele consumate o bruciate spesso avviene per cause non strettamente legate alla normale usura. In questo articolo facciamo chiarezza sulla durata delle candele e come riconoscere le cause più frequenti di una sostituzione inevitabile.

COME SONO FATTE LE CANDELE

Prima di vedere nel dettaglio perché le candele si rovinano presto, facciamo un breve riepilogo su come funzionano le candele e come possiamo accorgerci che le candele sono consumate o rotte. In ogni motore a combustione interna, la fase della compressione della miscela aria-benzina non servirebbe a nulla senza la scintilla delle candele d’accensione. Dalle candele dipendono le prestazioni del motore, l’economia del carburante e l’efficienza delle emissioni. Una candela è composta da:

– un guscio esagonale in acciaio che rende ermetico il cilindro e ne consente l’installazione;

– l’isolatore ceramico che previene la messa a terra e sposta il calore verso la testa del cilindro;

gli elettrodi centrali che generano la scintilla nella camera di accensione. La distanza tra l’elettrodo centrale e quello laterale è fondamentale affinché scocchi la scintilla d’accensione;

– il terminale che collega la candela all’impianto di accensione.

CANDELE USURATE: QUANTO DURANO

La durata delle candele nei motori a benzina moderni è molto più lunga rispetto ai motori di qualche anno fa. Motori più efficienti e materiali più ricercati hanno permesso di allungare gli intervalli di sostituzione delle candele dai 10-15 mila km ai 40-60 mila km. Ciò non significa che ad ogni tagliando, o quando lo consiglia il Costruttore, non si debbano smontare le candele per controllarle e pulirle. La durata delle candele sui motori ibridi benzina GPL/metano in genere fa eccezione ed è influenzata molto più da una non regolare manutenzione auto. In tutti i casi ci si accorge che una o più candele sono usurate o da controllare quando:

– il motore stenta a partire;

– il minimo è irregolare;

– in accelerazione il motore sembra poco pronto;

– aumenta il consumo di benzina;

– l’auto vibra o sussulta per il motore che “va a 3”.

CANDELE BRUCIATE O ROTTE: LE CAUSE PIÙ FREQUENTI

Sostituire le candele in fai da te richiede conoscenze e attrezzature adatte. Non basta una chiave esagonale della giusta misura per evitare danni. Inoltre quando le candele sono bruciate o rotte bisognerebbe risalire anche alla causa oltre a cambiarle. Il consiglio di rivolgervi in officina è doveroso, soprattutto per evitare di compromettere l’efficienza dell’auto o la vostra sicurezza. I problemi alle candele bruciate o usurate sono vari e spesso collegati tra loro, ma li possiamo individuare come sotto:

– Le candele coperte di cenere con incrostazioni di colore marrone chiaro sono riconducibili a un eccessivo uso di additivi nel carburante oppure olio che finisce in camera di combustione.

– La candela ha uno o più elettrodi fusi quando è sbagliato il grado termico o c’è un problema di accensione da ricercare.

– Le candele con bruciature sulla ceramica sono in genere la conseguenza di combustibile oppure olio nella sede della candela.

– Le candele bagnate di olio sono indicative di un motore molto usurato e di quantità eccessive di olio nella camera di combustione. L’olio sugli elettrodi impedisce alla candela di scoccare l’arco e provoca mancate accensioni.

– Le candele nere di fuliggine ma asciutte sono causate spesso da miscela aria/carburante ricca, candela troppo fredda o tragitti frequentemente brevi.

– Le candele “sfiammate” esternamente sono causate da dispersione di corrente dal terminale superiore della candela, ad esempio per usura della guaina protettiva dei cavi o isolante ceramico spaccato.

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