Ricambi usati e rigenerati: cosa ne pensano riparatori e automobilisti?
Quante officine utilizzano i ricambi usati e rigenerati e quanti automobilisti sono favorevoli? I dati esclusivi del rapporto di GiPA
Quante officine utilizzano i ricambi usati e rigenerati e quanti automobilisti sono favorevoli? I dati esclusivi del rapporto di GiPA
La circolarità dei ricambi automotive non sarà solo fondamentale per ridurre emissioni di CO2 e materie prime rispetto ai ricambi nuovi, ma diventerà anche un obbligo previsto nella bozza di regolamento ELV per gli autoriparatori, che dovranno presentare ai clienti due preventivi di riparazione: uno che prevede i ricambi nuovi, e l’altro che prevede i ricambi usati, ricostruiti o rigenerati. Ma quanto sono informati e preparati automobilisti e autoriparatori? Questo approfondimento realizzato in collaborazione con GiPA Italia, che ha condiviso i dati esclusivi della sua indagine con SICURAUTO.it, fa parte del 5° Aftermarket Report “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale” e fotografa lo stato attuale del mercato dei ricambi rigenerati, ricondizionati e usati in Italia, svelando l’opinione degli automobilisti e l’apertura delle officine ad accogliere queste novità.
ECONOMIA CIRCOLARE: QUANTO È DIFFUSA NELL’AFTERMARKET AUTORIPARATIVO?
La rigenerazione dei ricambi non è un concetto nuovo, ma la sua integrazione nelle logiche dell’aftermarket automotive sta assumendo una nuova rilevanza strategica, complice anche la spinta normativa europea. Il nuovo Regolamento ELV (End-of-Life Vehicles), ancora in fase di definizione, impone infatti target più stringenti per il riutilizzo e il riciclo dei materiali nella filiera automotive, promuovendo la tracciabilità dei componenti tramite passaporti digitali e il riutilizzo di parti ancora funzionanti. Ma se l’apparato regolatorio corre verso la sostenibilità, la diffusione dei ricambi usati e rigenerati procede a velocità differenti a seconda della tipologia di officine e di componente. In questo approfondimento parliamo delle differenze tra usato, revisionato, rigenerato e ricondizionato.
I RICAMBI RIGENERATI NELLE OFFICINE OES, IAM E CARROZZERIA
Secondo l’indagine GiPA, tra le officine meccaniche intervistate (346) il 66% installa già oggi ricambi rigenerati o ricondizionati previo consenso del cliente, il 27% lo fa solo se è una richiesta del cliente, mentre il 7% non li utilizza.
Tra le officine autorizzate delle Case auto intervistate (282), l’utilizzo di ricambi rigenerati è più alto (78%) dopo aver consultato il cliente, mentre è più bassa la richiesta dei clienti (20%). Tra queste officine il 2% non utilizza ricambi rigenerati.
Tra le officine di carrozzeria intervistate (120), i ricambi rigenerati sono ancora poco diffusi, con il 31% che non li utilizza; il 36% li utilizza previo consenso del cliente e il 33% solo se li chiede il cliente.

RICAMBI USATI, PIU’ DIFFUSI NELLE RIPARAZIONI DI CARROZZERIA
Quando l’indagine si focalizza sull’utilizzo dei ricambi usati nelle varie officine, si riscontra una scarsa propensione degli autoriparatori, in base alla tipologia di attività. Nello specifico:
- officine autorizzate, 58% no; 36% si, se lo chiede il cliente; 6% si, dopo aver chiesto al cliente;
- officine meccaniche indipendenti, 48% no; 46% si, se lo chiede il cliente; 6% si previo consenso del cliente;
- carrozzerie, 16% no; 63% si, se lo chiede il cliente; 21% si previo consenso del cliente;

Gli automobilisti, da parte loro, appaiono prudenti. Solo il 10% accetterebbe senza riserve un ricambio rigenerato e il 45% in base al ricambio (in calo, rispettivamente dal 17% e 57% nel 2023). Mentre appena il 13% darebbe fiducia all’usato senza esitazioni (45% solo in base al ricambio). Qui le quote sono in aumento rispetto all’11% dei “si incondizionati” e in calo rispetto al 63% dei “si selettivi” nel 2023. Le restanti quote si dividono tra quelli scettici, poco informati o convinti che un ricambio “usato” sia sinonimo di “basso valore”.


QUALITÀ E GARANZIE: I VERI NODI DA SCIOGLIERE
Il cuore del problema è duplice, come emerge dal sondaggio: da un lato la qualità percepita, dall’altro la questione della garanzia. Se si chiede agli autoriparatori i motivi per cui sceglierebbero ricambi ricondizionati, alla qualità viene data una valutazione media di 75-80 su 100, ben più alta rispetto ai ricambi usati, che invece scendono sotto quota 50. Un’evidenza che segnala chiaramente dove serve lavorare: sulla fiducia e l’informazione. Questa esigenza emerge anche da un’intervista di SICURAUTO.it a uno dei maggiori operatori impegnati nella rigenerazione dei ricambi secondo processi standardizzati, Remanauto.
Non a caso, solo il 9% delle officine dichiara che aumenterebbe l’uso di ricambi sostenibili al posto di quelli nuovi se fossero garantiti almeno 12 mesi. Un numero risibile, che evidenzia come l’assenza di standard condivisi resti una delle barriere principali.
VALORE PERCEPITO DEI RICAMBI USATI E RIGENERATI
Il prezzo, naturalmente, continua ad essere una leva fondamentale. Per risultare appetibile, un ricambio rigenerato dovrebbe costare mediamente il 35% in meno rispetto a uno nuovo. Un ricambio usato, invece, è considerato conveniente se il costo è inferiore di circa il 60%.
E’ probabile che la marginalità dalle vendite di ricambi nuovi, contribuisca anche a una propensione variabile all’utilizzo di ricambi usati e rigenerati, anche se l’indagine non è focalizzata su questo aspetto.


IL RUOLO DELLA FILIERA: RESPONSABILITÀ CONDIVISA E SUPPORTO DEI FORNITORI
Ma fermarsi a una logica esclusivamente economica significa depotenziare un’intera filiera che oggi è pronta a offrire molto di più: competenze tecniche, riduzione delle emissioni, minore dipendenza da materie prime critiche e persino nuove opportunità occupazionali a più livelli della filiera, distributori inclusi.
Il 75% delle officine indipendenti riceve già supporto dai fornitori nella ricerca di ricambi rigenerati (91% le officine delle Case auto). Un buon punto di partenza, che però non si estende con pari intensità ai ricambi usati: 7% di officine indipendenti e 18% di officine autorizzate ricevono supporto dal fornitore. Anche in questo caso, è l’informazione a fare la differenza: se il riparatore non ha strumenti per valutare e proporre un ricambio usato con sicurezza, è improbabile che lo suggerisca.


QUANTO VALE LA SOSTENIBILITA’ PER LE OFFICINE?
Anche l’interesse per la sostenibilità come valore competitivo cresce, però lentamente, infatti cominciano ad affacciarsi nel settore le prime richieste di certificazioni ambientali e in ambito ESG. Secondo l’indagine GiPA, al 2024 i numeri delle officine che si dichiarano interessate a fare della sostenibilità un elemento distintivo sono ancora bassi: il 14% delle officine indipendenti e il 23% delle officine autorizzate.

“Serve uno sforzo coordinato tra produttori, fornitori, officine e istituzioni per migliorare l’informazione, le garanzie e generare fiducia. In questo scenario, chi saprà integrare rigenerazione e sostenibilità con una forte attenzione al cliente avrà un vantaggio competitivo e reputazionale sempre più rilevante”, commenta GiPA.
