Auto elettriche e connesse: quali criticità per le officine indipendenti?

Un’officina indipendente ha tutti gli strumenti e i permessi per poter fare manutenzione su un’auto elettrica e connessa? Ne parliamo con Alessandro Angelone

28 maggio 2019 - 14:47

Il mondo aftermarket si sta preparando a un cambiamento epocale con la diffusione nei prossimi anni delle auto connesse, elettriche e ibride. Un trend che rischia di mettere all’angolo gli autoriparatori indipendenti se i Costruttori renderanno le auto inaccessibili a chi non ha i permessi. Quali sono i rischi reali con le auto elettriche per le officine indipendenti? L’accesso ai dati tecnici, imposto dai regolamenti europei, è sufficiente a garantire libera concorrenza nella riparazione auto? Come le officine si possono adeguare a questo trend senza farsi prendere alla sprovvista? Alessandro Angelone – Presidente di Confartigianato Autoriparazione – ci racconta la percezione delle auto elettriche e connesse, e le criticità che ne derivano, attraverso gli occhi di un autoriparatore che ogni giorno lavora sul campo. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine Manutenzione auto elettrica e ibrida.

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Le auto elettriche rimpiazzeranno davvero i diesel?

“Sicuramente non dobbiamo restare ciechi davanti a questo trend, è verosimile prevedere che tra qualche decennio la mobilità sarà completamente diversa da quella attuale. In ogni caso personalmente penso che nei prossimi 10-15 anni non potrà cambiare moltissimo, quindi questa frenesia è ingiustificata per varie ragioni. Basta solo pensare che se tutte le auto diventassero elettriche domani mattina, non avremmo neppure l’energia per accendere una lampadina. Si rende altresì necessario offrire ai nostri clienti, una consulenza gratuita in occasione del cambio auto, al fine di guidarli nell’acquisto più congeniale ai loro bisogni, alla stregua di ciò che facemmo in occasione del boom del Gpl circa 10 anni fa. Poi non bisogna dimenticare che un moderno motore diesel Euro 6D-TEMP emette meno CO2 di un’auto a benzina della stessa cilindrata, in virtù del rendimento lt/km che è di gran lunga favorevole al diesel. Inoltre, bisogna sempre sperare che l’elettrico con cui si vuole rimpiazzare la mobilità endotermica, sia prodotta con assoluta certezza da fonti rinnovabili e non con centrali a lignite e carbone…come accade in Cina e in qualche Paese Europeo. Per non parlare delle emissioni di aerei e navi, che immettono una quantità enorme di particolato, NOx e CO2 nell’atmosfera, di cui quasi nessuno parla (SicurAUTO.it ci ha dedicato diversi approfondimenti, ndr).”

Auto elettriche a parte, cosa succederà se sempre più auto connesse saranno “blindate”?

“La recente blindatura di alcune centraline da parte dei Costruttori è condannabile dalla Commissione europea perché va contro i principi di libera scelta del consumatore su dove andare a fare manutenzione. Lo ha stabilito il reg. 1400/2002 (o legge BER – Block Exemption Rule) e lo ha confermato il reg. 461/2010 (NewBER). Ma non bisogna aspettare le auto connesse per avere dei limiti, poiché già la specifica PASS-THRU, sviluppata da SAE (Society of Automotive Engineers), che definisce gli standard SAE J2534-1 e ISO 22900 di programmazione delle centraline non è mai decollata come previsto. Significa che ogni Costruttore sceglie un protocollo di comunicazione diverso e l’autoriparatore multibrand deve investire in strumenti diagnostici specifici per ogni Costruttore, pagando talvolta a parte anche l’accesso al portale della Casa per il tempo che serve alla riparazione.”

Un’officina indipendente oggi può fare manutenzione su un’auto elettrica?

“Ad oggi la reattività dei centri di assistenza delle auto elettriche è un’altra criticità oltre alle centraline blindate. Su un’auto Tesla, ad esempio, esperienza vissuta, non abbiamo potuto fare nemmeno la sostituzione della batteria di “servizio” ovvero una 12 Volt posizionata nel vano anteriore dell’auto, in quanto l’intervento è ad appannaggio della rete ufficiale, a causa di allineamenti e configurazioni obbligatorie per la sicurezza del veicolo. Il Centro di assistenza ufficiale ha effettuato, in remoto alcuni aggiornamenti e la diagnostica, stabilendo l’entità del problema e pianificando l’intervento. Il veicolo è stato accettato dal Centro di Assistenza ben 10 giorni dopo la richiesta. Con questi ritardi, a meno che non cambi qualcosa, si corre il rischio di avere in strada auto senza manutenzione e non sicure non dando la possibilità agli indipendenti di mettere le mani anche sulle elettriche più “blindate”. Invece negli ultimi anni le strategie commerciali stanno tagliando sempre di più fuori l’autoriparatore indipendente. Basta pensare che nei pacchetti dei finanziamenti con l’auto nuova sono già inclusi i tagliandi per svariati anni e il cambio pneumatici che vincolano il consumatore presso la rete ufficiale.”

Con le auto elettriche spariranno le officine multibrand?

“Se, oltre all’abilitazione PES-PAV-PEI automotive rilasciata dal CEI (qui spieghiamo cos’è, come si ottiene, quanto costa, etc) sul rischio elettrico per fare manutenzione sulle auto elettriche, servirà anche la Certificazione della Casa auto, probabilmente le officine indipendenti diventeranno tutte autorizzate da un Brand in particolare.”

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