Manutenzione auto elettrica e ibrida: l’editoriale

Un’inchiesta difficile e complessa che ha fatto emergere tanti spunti interessanti attorno alle auto elettriche ed ibride. Con scoop ed interviste esclusive

28 maggio 2019 - 14:59

Lo scandalo Dieselgate e l’ulteriore lotta alle emissioni di CO₂ imposta lo scorso 27 marzo dal Parlamento europeo – che ha portato il target di gr/km di CO₂ dai 95 (del 2021) ai 56 gr/km del 2030 – hanno tracciato in modo inequivocabile la strada del futuro mercato automotive. Entro il 2030, secondo GiPA, le auto con motore a combustione interna (ICE) saranno probabilmente ancora la parte predominante delle immatricolazioni e ancor di più del circolante: 4,6% di elettriche pure (EV); 11,4% di ibride (HEV); 84% di auto tradizionali (ICE). Ma questo è solo uno dei tanti outlook che permettono di avere delle previsioni sulle vendite delle auto elettriche ed ibride, ne diamo una completa panoramica qui. Se è vero che le auto elettrificate rappresentano ancora una percentuale bassissima del parco circolante (almeno in Italia, in altri Paesi va diversamente) grazie agli incentivi c’è stato un recente boom di vendite di auto elettriche e plug-in ad Aprile 2019. Sempre “bruscolini” qualcuno potrà dire, verissimo.

Un cambiamento inesorabile con alcuni miti da sfatare

Tuttavia i vari blocchi della circolazione (in Italia ed in Europa) e le drastiche riduzioni della CO₂ hanno ormai tracciato un percorso chiaro: la mobilità del futuro sarà sempre più elettrica (e connessa). Questo non significa che noi di SicurAUTO.it siamo a favore della morte del Diesel o dell’auto elettrica, abbiamo semplicemente registrato un trend (anche di marketing) e abbiamo notato come attorno alle auto elettriche ed ibride iniziassero a girare già tanti miti e domande. Per questo ci è sembrato giusto indagare e chiarire, focalizzandoci innanzitutto sui costi di manutenzione ordinaria delle auto elettriche ed ibride. Non solo per informare gli automobilisti, ma per aiutare anche gli addetti ai lavori dell’aftermarket (meccatronici, ricambisti, officine, distributori, etc.) a capire come cambierà il mondo automotive nel momento in cui l’elettrificazione di massa diventerà realtà.

Tanta confusione in giro, anche tra gli esperti

Leggendo alcune dichiarazioni di importanti Associazioni di categoria, secondo le quali le auto elettriche sarebbero praticamente esenti da manutenzione (“primo tagliando dopo 240.000 km”, si legge in una presentazione di ANFIA sull’elettrificazione), ci siamo accorti di quanto poco si conosca ancora sulla manutenzione ordinaria delle auto elettriche. Persino importanti società di noleggio a lungo termine, interpellate durante la nostra indagine, ignorano i futuri costi di manutenzione ordinaria delle auto elettriche già presenti nella loro offerta, un paradosso considerato che dovrebbero conoscere perfettamente il reale TCO delle auto in portfolio. Nemmeno le Associazioni automotive europee, da noi contattate all’inizio della nostra indagine, sono state in grado di chiarirci le idee sul tema costi di manutenzione.

Claudio Cangialosi durante la presentazione dell’indagine in anteprima ad Autopromotec 2019.

Intuizione giusta: nasce il metodo di lavoro

Tutto questo ci ha fatto capire che avevamo avuto l’intuizione giusta e, grazie al suggerimento di Rhiag Group (main sponsor dell’inchiesta) abbiamo deciso di realizzare questa indagine allargandola anche alle auto ibride, poiché anche sulla manutenzione di queste vetture c’è ancora confusione. Da qui il titolo dell’indagine: “Manutenzione auto elettrica e ibrida”. È vero che se acquisto un’auto elettrica potrò dimenticarmi del “tagliando”? Si risparmia davvero tanto nella manutenzione ordinaria di un’auto elettrica e ogni quanti anni dovrò incontrare il mio meccanico? Quali ricambi si dovranno sostituire e che ripercussioni avranno le auto elettriche su tutta la filiera aftermarket (OE e IAM)? Partendo da queste e altre domande, ci siamo inventati un metodo di lavoro e abbiamo realizzato la prima indagine sul tema manutenzione auto elettrica ed ibrida. Potrete leggere tutti i risultati nelle infografiche e negli approfondimenti presenti in questa home page.

Lavoro lungo, complesso e pieno di ostacoli

Non è stato facile realizzare questa indagine, lo confessiamo. Non tutti i Costruttori sono stati aperti e veloci nel fornirci tutti i dati richiesti (BMW si è rifiutata di collaborare, forse per timore di svelare costi molto alti?…). Sono state infatti necessarie, in alcuni casi, decine e decine di chiamate ai vari (sfuggenti) PR, quasi a dover desegretare costi e piani di manutenzione che di diritto dovrebbero essere messi a disposizione dei consumatori e degli addetti ai lavori. La disomogeneità dei dati (per formato e completezza) ha poi creato ulteriori problemi che, ci auguriamo, di aver tradotto nella più completa e trasparente indagine sui costi di manutenzione delle auto elettriche ed ibride sino adesso mai realizzata in Italia, e probabilmente in Europa.

Alcuni miti che abbiamo sfatato

Una cosa che salta subito all’occhio, scorrendo le varie infografiche emerse dall’inchiesta, è che la manutenzione delle auto elettriche sarà praticamente sempre annuale (fa eccezione solo la Jaguar I-Pace) e che quindi automobilisti ed officine si incontreranno spesso, avendo una doppia ripercussione positiva sulla sicurezza stradale e la filiera aftermarket. I costi di manutenzione di queste auto sono di norma minori, ma le differenze non sono così eclatanti come si poteva immaginare ascoltando le classiche “chiacchiere da bar” già circolanti. Anche sulle auto ibride emerge un dato importante: l’equazione “doppio motore = doppi costi” è quasi sempre falsa. I costi sono spesso molto simili e solo in un caso (restando nello stesso marchio) i costi si differenziano di molto. Per tutti i risultati nel dettaglio vi rimando alla lettura di questo articolo.

Claudio Cangialosi durante la presentazione dell’indagine in anteprima ad Autopromotec 2019.

Le elettriche sono sicuramente diverse, ma non così tanto

Ma perché i tagliandi sono frequenti anche nelle auto elettriche? Spulciando i piani di manutenzione ordinaria ufficiali “ci si ricorda” che anche queste auto hanno tante parti in comune con le auto tradizionali (sospensioni, braccetti, freni, pneumatici, filtri aria, cuscinetti, etc) le quali richiedono un controllo costante per essere certi che tutto funzioni in sicurezza. Per esempio: il liquido freni diventa ancora più importante nella manutenzione delle auto elettriche, poiché potenzialmente soggetto ad accumuli di umidità considerato queste vetture, per via del recupero di energia, sollecitano poco l’impianto frenante.

La Garanzia sulla batteria legata ai tagliandi, uno degli scoop emersi

Un aspetto importante, che in alcuni casi forzerà i clienti a fare manutenzione regolare, è la Garanzia sulla batteria. Ricordiamoci, infatti, che le auto elettriche sono coperte da una Garanzia fino a 8 anni sulla batteria (con km variabili a seconda del marchio). Una condizione che richiederà una maggiore attenzione alla regolarità dei tagliandi come abbiamo scoperto nella nostra inchiesta (ben oltre la durata della classica garanzia legale). In questo contesto, si prevede, che le auto connesse potranno aiutare con la manutenzione predittiva: sarà il veicolo, in futuro, a consigliare al conducente quando e dove fare il tagliando. Un boom atteso entro il 2030, quando il 70% dei veicoli circolanti in Europa sarà in grado di inviare dati telematici (fonte CARUSO). Una prospettiva tutta nuova per autoriparatori e consumatori che richiede chiarimenti su proprietà dei dati, privacy e libertà di scegliere liberamente a chi rivolgersi per riparare la propria auto connessa (ne abbiamo parlato con il neutral server CARUSO e con l’avvocato Beccari di ADIRA).

Tanti approfondimenti utili per automobilisti e operatori dell’aftermarket

Per completare l’indagine sulla Manutenzione auto elettrica e ibrida anche con i cambiamenti già in atto o in discussione presso la Commissione EU, abbiamo contattato diverse Associazioni di categoria ed Enti internazionali che ci hanno dato interessanti spunti di riflessione. Sono tanti, infatti, gli approfondimenti che abbiamo aggiunto attorno all’inchiesta. Ad esempio: costi di smaltimento batterie, abilitazione PES/PAV/PEI, mito del deficit energetico nazionale, interviste esclusive, etc. Letture interessanti, mi auguro, sia per gli automobilisti più informati che gli operatori del settore della riparazione auto e dell’aftermarket. Potete leggere tutto nel nostro speciale presente qui: lo speciale verrà arricchito nel tempo di nuovi contributi su cui stiamo già lavorando. Vorrei chiudere questo editoriale con un ringraziamento speciale al mio caporedattore Donato D’Ambrosi fulcro centrale di tutta l’indagine e a Rhiag Group per aver creduto nel valore della nostra inchiesta.

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