Volkswagen non vende, ma vacillano 2500 posti di lavoro l'anno
I sindacati Volkswagen stanno cercando di evitare un disastro sociale e contano sull'età media elevata dei lavoratori per sfruttare i prepensionamenti
I sindacati Volkswagen stanno cercando di evitare un disastro sociale e contano sull'età media elevata dei lavoratori per sfruttare i prepensionamenti
I sindacati Volkswagen stanno cercando di evitare un disastro sociale e contano sull'età media elevata dei lavoratori per sfruttare i prepensionamenti
In Casa Volkswagen non si respira di certo un'aria leggera, il costruttore deve rivedere i costi e una delle voci di bilancio da ridimensionare è quella relativa ai lavoratori del Gruppo. Quando sembra ormai lontana l'impotesi di cedere i marchi satellite del colosso di Wolfsburg (Sapevi che VW ha valutato la vendita di Ducati?), i tagli al personale sembrano inevitabili. I vertici dell'Azienda e i rappresentanti della forza lavoro sono impegnati in fitte e complesse trattative per decidere le sorti di un gran numero di posti di lavoro. I tagli potrebbero raggiungere quota 250.000, 2.500 posti l'anno per 10 anni.
GLI ANZIANI VW POTREBBERO SCONGIURARE I LICENZIAMENTI Le trattative sulle sorti dei lavoratori del Gruppo Volkswagen proseguono ininterrottamente dallo scorso mese di giugno (Scopri quanto costerà il Dieselgate a Volkswagen); I vertici dell'Azienda e i rappresentati della forza lavoro cercano una formula che possa permettere a Wolfsburg di ridurre l'organico e rilanciare i marchi del Gruppo senza però causare un disastro sociale ricorrendo a licenziamenti definitivi. Una via percorribile per evitare tanti dolorosi tagli è il pre-pensionamento di buona parte dei lavoratori; L'età media dei lavoratori Volkswagen è di 42,8 anni e si è innalzata di 4.7 anni rispetto al 1998.
IL PREPENSIONAMENTO COME VIA MENO DOLOROSA Parole rassicuranti giungono dal Capo del Consiglio di Fabbrica Bernd Osterloh, il quale ha dichiarato al quotidiano economico Handelsblatt: “Abbiamo l'enorme vantaggio di un folto gruppo di baby boomer (indicativamente soggetti nati tra il 1945 e il 1964) e per questo possiamo dire che i posti di lavoro dei lavoratori Volkswagen sono al sicuro”. Il riferimento al pre-pensionamento è quindi palese e secondo Osterloh si tratta di circa 25.000 unità, praticamente un quinto della forza lavoro del Gruppo in Germania.
INDISPENSABILI FORZE NUOVE PER LE NUOVE TECNOLOGIE Se da un canto Volkswagen ha bisogno di ridurre i costi, come previsto dalla spending review causata dal Dieselgate, dall'altro il Gruppo ha la necessità di assumere forze nuove e particolarmente qualificate per affrontare il futuro. Lo stesso Osterloh ha riferito che sarà indispensabile potenziare il comparto dedicato allo sviluppo software e mettere a punto i nuovi servizi di mobilità (Sai cosa sono i Mobility Services? Scoprilo qui!) Il turnover, agevolando i pensionamenti e assumendo forze fresche e tecnologiche, renderebbe l'azienda più agile e con un maggior potenziale produttivo.
LA RIDUZIONE DELL'ORGANICO POTREBBE NON BASTARE Per la società di analisi Evercore la riduzione del costo del lavoro è cruciale per l'efficienza del Gruppo tedesco ma non è l'unico ambito da migliorare. Gli analisti evidenziano la necessità di ridurre i costi delle materie prime per ritrovare competitività e margini, riduzione possibile, sempre secondo gli esperti, rivedendo la complessità del prodotto Volkswagen. I costi reali dello scandalo Dieselgate non sono ancora quantificabili ed è indispensabile che l'Azienda si adatti al meglio per incassare quello che sarà un duro colpo (Scopri perché anche gli investitori chiedono risarcimenti a VW).