Volkswagen da diesel a elettrico: il costo dello scandalo si vedrà nel 2020

Le nuove strategie VW porteranno sempre più il Gruppo verso una connotazione elettrica, il diesel potrebbe rimanere un ricordo specie negli USA

30 agosto 2016 - 9:30

Tra gli effetti collaterali e indesiderati provocati dallo scandalo delle emissioni inquinanti Volkswagen annovera l'adozione di politica di austerity interna, a causa della quale sono stati rivisti e fortemente ridimensionati i programmi di sviluppo di nuovi modelli. La nuova strategia pende verso la mobilità ecosostenibile si distanzierà sempre più dalle vetture tradizionali; il tempo dei bilanci e la quantificazione dei costi di questo nuovo corso della Casa tedesca arriverà entro la fine del decennio.

GAMMA ELETTRICA PRONTA A GERMOGLIARE Dopo avere di fatto occupato una posizione da leader sul mercato delle automobili alimentate a Gasolio, Volkswagen si vede costretta a prodigarsi e a investire per recuperare l'immagine sfigurata dal Dieselgate, impegnandosi per divenire, nel più breve tempo possibile, uno degli attori principali della mobilità elettrica (Leggi VW inizia la Spending Review interna). Il piano d'azione sembra essere già strutturato, dal prossimo autunno, probabilmente al Salone di Parigi (in programma dal 1 al 16 ottobre), vedremo i primi modelli generati dal nuovo corso aziendale. Secondo il britannico Autocar alla kermesse francese Volkswagen potrebbe presentare un inedito modello elettrico, caratterizzato da una grande autonomia, si parla di 500 km., e tempi record per la ricarica delle batterie.

I MODELLI TRADIZIONALI PASSANO IN SECONDO PIANO Se confermato il debutto parigino, assisteremo all'inizio dell'era elettrica Volkswagen, la quale ha in programma di mettere a punto ben 3 piattaforme elettriche e di lanciare sul mercato 30 nuovi modelli green entro il 2025. La mobilità elettrica catalizzerà sempre più capitali e risorse tecnologiche, costringendo i vertici di Wolfsburg a una potatura radicale dei progetti in cantiere fino allo scorso anno. Secondo quanto riferisce il magazine Autonews, il CEO Mathias Mueller si è impegnato a rinviare o annullare completamente “tutto ciò che non è assolutamente necessario”. Tra le vittime sacrificali della spending review Volkswagen ci sarà la versione USA della nuova Passat, il cui debutto sul suolo americano era previsto per il 2018 (Qui la prova su strada SicurAUTO.it della VW Passat). Il mercato d'oltreoceano dovrà attendere fino al 2020-21 per ricevere una modello aggiornato della popolare berlina.

IL CAMPO DI BATTAGLIA AMERICANO Sarà comunque il suolo americano il terreno nel quale prevalentemente si giocherà la partita per il dominio della mobilità elettrica. Il Gruppo tedesco ha infatti pianificato di lanciare sul mercato a Stelle e Strisce numerosi nuovi modelli a partire dal 2020 e di iniziare la produzione di auto elettriche in nord America. Gli USA al tempo stesso rappresentano una spina nel fianco per Volkswagen, la quale non è ancora riuscite a spegnere le fiammate del Dieselgate, con le autorità che continuano a bocciare i fix tecnici (Leggi il CARB boccia la soluzione per il 3.0 TDI) e la prospettiva di un risarcimento economico di proporzioni epocali, il quale contempla il riacquisto di quasi mezzo milioni di vetture immatricolate negli States.

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