UAW e General Motors ai ferri corti: dipendenti pronti allo sciopero

La paga a due livelli non piace neppure ai lavoratori di General Motors: in ballo c'è il contratto di lavoro di 52 mila operai di 62 impianti USA

26 ottobre 2015 - 16:36

La partita che vede coinvolta Uaw, Fca, GM e Ford è stata e sarà lunga e avevamo anticipato che General Motors sarebbe incappata nella stessa situazione di Fca. Anche per questo motivo le parti in questione cercano di marcarsi a vicenda senza “commettere falli” che possano compromettere la partita delle trattative. Cosi Dennis Williams non vuole ripetere gli errori fatti con gli operai del Gruppo italo-americano e GM, forte proprio di quanto già accaduto, non accetta passi falsi da parte del sindacato, altrimenti il rischio di incrociare le braccia sarà alto, così come le perdite ingenti.

QUESTIONE APERTA – Intanto la buona notizia è che ogni sciopero, almeno al momento, è stato scongiurato, proprio perchè General Motors e United Auto Workers hanno raggiunto un accordo preliminare sul contratto di lavoro. Certo, GM si è trovata da subito in una posizione favorevole in quanto la strada già percorsa da Fca l'ha trovata spianata, ad ogni modo la minaccia di restare fermi ha comunque sortito i suoi effetti, dal momento che, in una situazione tale, ci sarebbe stata una perdita stimata di 1,2 miliardi di dollari di fatturato a settimana (la Casa di Detroit ha 62 impianti di assemblaggio negli Stati Uniti). Chiaramente la partita e quindi la successiva intesa definitiva riguarderà i benefit e  i salari per (almeno) i prossimi quattro anni; così i 52.600 lavoratori hanno bene in mente quanto promesso dallo Uaw, cioè “significativi aumenti degli stipendi e impegni sicuri sull'occupazione”, oltre che un piano con scadenze da rispettare per portare i neoassunti verso livelli salariali più alti.

NESSUN “INTOPPO” – Quello che si vuole evitare è perdere del tempo inutile (come accaduto tra Fca e Uaw), anche perché il lavoro dello Uaw non è finito con Fca e GM, mentre i lavoratori non intendono tirare alle lunghe le attese riguardanti il loro futuro. Pertanto il sindacato ha promesso che nelle prossime ore comunicherà ufficialmente le specifiche del contratto ai rappresentanti locali di Uaw, che poi voteranno mercoledì; successivamente dovranno votare i lavoratori, in modo da arrivare alla ratifica finale del contratto. Intanto il “boss” dello Uaw, Dennis Williams, si è detto ottimista per quanto accadrà, mentre Cathy Clegg, responsabile manifatturiero di Gm, è convinto che il nuovo accordo nazionale tra Uaw e Gm “è positivo per i dipendenti e per l'azienda; sono state sviluppate soluzioni costruttive che beneficiano i lavoratori e danno all'azienda la flessibilità necessaria per rispondere alle necessità del mercato”. Il sindacato ha anche accennato che questo accordo, proprio come quanto previsto da quello siglato con Fca, gradualmente eliminerà il sistema di due livelli salariali tanto odiato dai lavoratori americani.

L'ESEMPIO DI FCA – Dopo tanta fatica i lavoratori americani di Fca (che intanto si prepara a presentare la nuova 124 Spider) hanno raggiunto, nei giorni scorsi, l'accordo con lo Uaw.  Il risultato è stato che il 77% dei votanti ha detto “sì” al nuovo accordo che regolerà i rapporti di lavoro per i prossimi quattro anni e che rappresenta novità importanti in merito al trattamento salariale che verrà rivolto agli operai. Detto ciò, si è ottenuto che anche i neo assunti potranno godere di un trattamento economico adeguato e di “vere” possibilità di avanzamento professionale, abbattendo così le differenze economiche esistenti in precedenza tra gli operati definiti Tier 1 e i Tier 2, cioè quelli con anzianità lavorativa superiore o inferiore a otto anni. Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, rimarrà a carico del gruppo Fca e non verrà costituita nessuna cooperativa esterna che se ne occupi, mentre è stata modificata la forma dei bonus per i risultati commerciali; inoltre, per quanto riguarda gli investimenti, nell'accordo figura un piano dettagliato per la produzione dei nuovi modelli, per un totale di 5,3 miliardi di dollari da investire negli Stati Uniti.

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