Trump bersaglia le auto connesse: assurdo dietrofront sulla tecnologia V2V

Un blocco inspiegabile quello dell'amministrazione Trump nello sviluppo di una rete di connessione V2V. Probabili effetti anche per la guida autonoma

2 novembre 2017 - 11:33

C'è chi dice “non si può fermare il progresso”. In realtà si se ti chiami Donald Trump e sei il Presidente degli Stati Uniti d'America. Un duro colpo per chi sta sviluppando tecnologie di dialogo tra auto V2V (vehicle 2 vehicle) in America che adesso vede i propri progetti bloccati a causa dell'amministrazione. Un cambio di rotta veramente inaspettato, soprattutto dopo l'operato della precedente amministrazione, che puntava forte su un'infrastruttura di comunicazione tra le auto per ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza stradale.

BLOCCATA PRIMA DEL TRAGUARDO Ancora nulla di ufficiale, ma indiscrezioni parlano di un prossimo blocco, da parte dell'amministrazione Trump, nello sviluppo di una rete di comunicazione tra le auto. Le tecnologie V2V – qui il nostro focus – sono volte a creare una infrastruttura in grado di far dialogare le auto in tempo reale. Con un sistema del genere si potrebbero prevedere incidenti, pericoli o semplicemente il traffico, permettendo un reale aumento della sicurezza e del confort a bordo. Una tecnologia che ha ancora qualche criticità – come ad esempio la banda necessaria per un tale afflusso di dati – ma che è quasi giunta alla piena funzionalità. Almeno fino a questo momento.

UN PASSO INDIETRO RISPETTO ALL'AMMINISTRAZIONE OBAMA Quelli giuridici sono stati spesso la causa principale di ritardi nello sviluppo di tecnologie V2V – e non solo -, ma mai come in questo caso, visto che l'amministrazione Trump ha praticamente, anche se non in via ufficiale, cessato qualsiasi possibile incentivo alla creazione di tale rete di comunicazione. Come si è giunti a questa situazione? Partiamo dal presupposto che, sotto il governo Obama, era stata scelta questa strada per poter ridurre gli incidenti sulle strade americane fino all'80% – tanto da voler rendere obbligatoria tale tecnologia entro il 2020 – che sia semplicemente questa la causa?

IN FUTURO POTREBBE ESSERE RIPRESA IN ESAME Come dicevamo, nessuna nota ufficiale, ma vi basti sapere che la proposta di integrare tecnologie V2V sulle prossime auto è stata depennata dalla lista delle regolamentazioni da prendere in esame della Casa Bianca. Resterà presente invece nell'agenda a lungo termine dell'Ufficio di gestione e di bilancio, con la speranza di un futuro rilancio e ritorno in auge. Il rischio è che limitando le comunicazioni V2V si vadano anche a limitare i progressi nella guida autonoma, che vede proprio negli Stati Uniti un'isola felice, dove poter testare e sviluppare le proprie tecnologie – pensate che Google ha a disposizione un'intera città fantasma.

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