Toyota punta alle Startup e vede Israele come polo dell'innovazione auto

Robotica e tecnologie per i veicoli: Toyota pensa che le Startup israeliane siano innovative ed è pronta ad investire ancora in Israele

6 novembre 2017 - 19:36

L'intelligenza non è ingombrante come le sale presse: potremmo definire con questa metafora la traiettoria dell'automotive. Se fino a qualche decennio addietro la frase: “fabbrica delle automobili” evocava di slancio le ciclopiche presse (leggi delle mega-presse da 5200 tonnellate installate da Nissan in UK) che trasformano semplici lamiere in parti di carrozzeria, oggi si può pensare anche ad ovattati e molto più piccoli laboratori pieni di computer. Le superfici ridotte sono proprie anche dei Paesi che non hanno una vera industria automobilistica ma l'iniezione di tecnologia delle produzioni odierne permette per esempio ad Israele di diventare interessante: Toyota vi ha già investito diversi milioni ed è pronta a spenderne altri.

STARTUP? MI INTERESSANO! Lo Stato d'Israele non è certamente grande: la sua superficie di 20 mila kmq è meno della metà di quella della Danimarca o della Svizzera, ma è molto più popolato: gli israeliani sono 8,34 milioni come gli svizzeri mentre i danesi sono 5,45 milioni. Questo Paese non ha molte materie prime ma può vantare agricoltura e industrie piuttosto sviluppate e un ruolo di primo piano in diversi settori tecnologici, come gli armamenti, l'energia, la Cybersecurity, l'informatica e la robotica. Sapevate che Intel (che ha comprato l'israeliana MobilEye per 14,7 miliardi di dollari) e Microsoft hanno creato qui i loro primi centri di Ricerca & Sviluppo fuori dagli USA? Successivamente anche IBM, Cisco Systems e Motorola hanno seguito l'esempio e questa “attitudine” all'Hi-Tech ha interessato anche Toyota, che ha già investito 14 milioni di dollari nella Startup Intuition Robotics a luglio e, secondo Reuters, continuerà su questa strada.

ANZIANI E AUTOMOBILI Toyota, come altri colossi sia dell'automotive sia della tecnologia, si è dotata di vari “bracci” finanziari per gli investimenti e uno di questo, Toyota AI Ventures, dispone di 100 milioni di dollari da investire nell'Intelligenza Artificiale, nella robotica, nella mobilità autonoma e nel computing dei dati e nel cloud. L'investimento in Intuition Robotics, che sta raccogliendo fondi per ELLI-Q, un assistente per gli anziani a forma di piccolo robot, è stato il primo investimento israeliano di Toyota Venture AI.

L'amministratore delegato del braccio di venture capital di Yoyota, Jim Adler, ha dichiarato a Reuters durante un suo viaggio a Tel Aviv che “è in vista un maggior coinvolgimento futuro di Toyota nel mercato israeliano”. Adler ha inoltre specificato che Toyota è particolarmente interessata alle tecnologie che si occupano della percezione, della previsione e della pianificazione. Non c'è da stupirsi di quest'attenzione: i veicoli autonomi debbono comprendere il mondo intorno a loro, prevederne i cambiamenti e pianificare le loro azioni conseguenti. Una situazione tipo potrebbe essere un incrocio: l'auto robot deve “percepirlo”, notando un bambino che potrebbe essere tentato di attraversare anche con il semaforo rosso.

SGUARDO SUL FUTURO AI Ventures è basata in California e fa parte del Toyota Research Institute, un colosso che può contare su 1 miliardo di dollari. Adler chiarisce meglio gli orizzonti, dicendo che: “c'è un'enorme quantità di innovazione in Israele che può riguardare automobili che stanno diventando sempre più prodotte dai dati”. In effetti c'è molto fermento: in pochi mesi, per esempio, si è avuto l'accordo Intel – MobilEye, l'acquisto di Argus Cybersecurity da parte di Continental e ora la mossa di Toyota.

Il CEO di Venture AI, società che ha già fatto 5 investimenti e prevede di sovvenzionare almeno 20 aziende in tutto il mondo, è in Israele per visitare le aziende in possesso di tecnologie che interessano Toyota. Intuition Robotics, dal canto suo, prevede di partire all'inizio del prossimo anno con i test a domicilio dei suoi robottini dedicati agli anziani e Adler vede caratteristiche comuni tra la robotica e i veicoli autonomi, da lui chiamati “grandi robot con le ruote”. Le sinergie sono molte: la popolazione giapponese sta invecchiando e fra 20 anni il 40% dei residenti avrà più di 65 anni e ci sarà una forte domanda di tecnologie che aiutino gli anziani nelle loro case senza costringerli a spostarsi in strutture specializzate. Adler ha detto che “pensiamo che Toyota avrà un ruolo in questo specifico settore” e in effetti la salute interessa anche Porsche, secondo la quale 3 persone su 4 sarebbero favorevoli ai medici robot.

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