Test HUD: le auto sicure sono a prova di distrazione?

Il TCS ha messo alla prova i display che dovrebbero impedire al conducente di distrarsi: integrato è meglio. Mercedes e Volvo in testa

20 novembre 2015 - 13:46

La distrazione e la disattenzione sono fra le maggiori cause degli incidenti stradali e SicurAUTO ha sempre evidenziato queste fonti di pericolo e ha ribadito la loro richiosità. Se l'antidoto principale è la prudenza, esistono però risorse tecnologiche che possono aiutare i guidatori, come gli Head-Up Display: il TCS ne ha provato diversi e ha verificato quali sono i migliori.

SI FA PRESTO A DIRE HUD – Il Touring Club Svizzero è molto attivo sul versante della sicurezza e conduce anche prove pratiche, dai crash test per verificare la sicurezza dei passeggeri degli autobus ai test sui seggiolini. Ora è la volta degli Head-Up Display, quei dispositivi che proiettano informazioni direttamente sul parabrezza, evitando così – almeno nelle intenzioni di chi li produce – le distrazioni causate dal dover distogliere lo sguardo dalla strada. L'idea è nata per aiutare i piloti degli aerei militari, per i quali anche un centesimo di secondo è importante, e nel mondo dell'auto c'è stato anche chi ha estremizzato il concetto, come Land Rover che ha reso invisibile la parte anteriore dell'auto. La loro effettiva efficacia è ancora controversa e, anche alla luce di sperimentazioni in laboratorio, ci si può domandare se gli Head-Up Display diminuiscono veramente le distrazioni al volante? La materia è molto attuale e il test comparato del TCS arriva quindi a proposito.

PREGI E DIFETTI – Il test si è svolto in collaborazione con l'Ufficio per la Prevenzione degli infortuni (UPI) e ha visto il TCS provare e confrontare sette sistemi, cinque installati dal costruttore, come optional o di serie, e due reperibili nell'aftermarket e perciò da montare in un secondo momento. Diciamo subito che il vincitore è l'HUD Mercedes per la Classe C, proposto come optional a 1.520 Franchi Svizzeri (1 CHF vale circa 0,922 euro), un prezzo che però sale a 1.905 CHF per alcune versioni che necessitano di accessori supplementari per il montaggio. Nel commentare la prova, i cui risultati completi sono nel PDF allegato, il TCS riferisce di un'ottima qualità visuale e di una visibilità eccellente; l'ergonomia è ben curata (c'è un tasto dedicato per l'attivazione) e le informazioni visualizzate sono personalizzabili. La scarsa compatibilità con gli occhiali polarizzati ed il menu un po' nascosto non gli impediscono di ottenere le 4 Stelle (su 5) – che equivalgono a “molto consigliato” – che lo accomunano al sistema montato sulla Volvo XC90. Quest'ultimo ha prezzo e pregi paragonabili (1.500 CHF, qualità delle immagini, buona leggibilità, possibilità di personalizzazione ed utilizzo “eccellente”) così come il difetto della scarsa compatibilità con gli occhiali polarizzati; il TCS si lamenta inoltre per la sua non disponibilità in tutti gli allestimenti. Il sistema per la Mini può essere molto costoso (il suo prezzo è di 660 CHF ma gli accessori per il montaggio portano il costo finale a 1.480 franchi) e anche questo fattore, insieme all'incompatibilità con le lenti polarizzate e ai caratteri piccoli, non gli consentono di andare oltre le 3 Stelle, che equivalgono a Consigliato. Anche il sistema per la Mazda 3 è Consigliato ed è di serie nell'allestimento Revolution ma non è disponibile per le altre versioni. Se questo HUD evidenzia una buona leggibilità di notte e indicazioni di navigazione ben visibili, manifesta pecche nell'ergonomia e nella leggibilità in luce intensa.

TROPPO POCHE STELLE – L'HUD della Jaguar XE (1.760 CHF compresi gli accessori di montaggio) si merita 2 stelle, oltre che per il prezzo alto, anche per una leggibilità non ottimale, con simboli piccoli e scarsa nitidezza, ed un menu nascosto e disordinato. I sistemi aftermarket hanno dei prezzi irrisori – il Garmin HUD costa 140 franchi ed mentre il Valeo Speed Visionomad è a 100 CHF – ma sono deludenti, con l'ultimo che guadagna una sola stella ed è “non consigliato”, anche perché la sua installazione implica l'apposizione di un piccola superficie di proiezione opaca sul parabrezza, cosa non consentita dalle norme del CDS. Il Garmin funziona in abbinamento con un cellulare dotato di una app dedicata ma, come tutti i sistemi che non s'interfacciano con il tachimetro dell'auto, non mostra la velocità se il segnale GPS non viene ricevuto; se fosse stato più leggibile non avrebbe sfigurato di fronte a sistemi ben più costosi e blasonati. Questa prova ha insomma evidenziato come le nuove tecnologie possano essere utili e sicure ma che richiedono studi molto attenti prima di essere messe in produzione, altrimenti si rischia di fare peggio.

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