Tesla manca gli obiettivi e l'idea di costruire sedili preoccupa gli investitori

Tesla costruirà i sedili "in casa" ma non produce abbastanza: Elon Musk stupisce gli investitori ma la mossa è per aumentare la qualità

27 ottobre 2017 - 21:50

La produzione automobilistica è un processo raffinato e complicato, che riunisce in un sistema organico, chiamato veicolo, migliaia di pezzi diversissimi fra loro. Si passa dalla clip che tiene un pannello di rivestimento agli articolati e pesanti monoblocchi, rifiniti al centesimo di millimetro. È da tempo che le Case fanno produrre a fornitori esterni molti (la maggior parte) dei componenti che creano un'automobile (leggi che Tesla fa causa al fornitore delle porte della Model X). Tesla sembra fare eccezione non soltanto perché produce le sue batterie ma anche perché sembrerebbe pensare di costruire internamente anche i sedili. L'idea non convince gli analisti, anche perché la produzione dell'attesissima Model 3 è in ritardo, ma sembra avere una sua logica.

I SEDILI? LI PROGETTO IO! Gli osservatori più attenti e focalizzati sul Tesla-Universo hanno rilevato una crescente integrazione della progettazione e produzione dei sedili nel corso degli anni. I sedili della prima model S erano ritenuti dai proprietari uno dei punti più deboli della vettura, anche perché l'auto non è certo a buon mercato.

Anche il possente SUV Model X ha avuto problemi con la seconda fila di sedili, al punto che la Casa ne ha dovuti richiamare 11 mila. Indiscrezioni raccolte da Reuters narrano della volontà di Tesla di inserire nell'azienda il design e la produzione dei sedili, componenti che sono generalmente esternalizzati nell'industria automotive. Fonti aziendali riportano che un fornitore ha avuto difficoltà nell'ingegnerizzare il complicato disegno dei sedili della Model X, provocando tensione fra le 2 parti: questo episodio avrebbe fatto da catalizzatore all'idea di una produzione “autarchica”.

È FORSE UN AZZARDO? Dopo questi problemi con i sedili delle Model S e Model X, il CEO Elon Musk starebbe quindi spingendo per un re-design dei sedili che tenga conto di una possibile produzione automatica che garantisca qualità, affidabilità nella fornitura e volumi elevati. Secondo un ex dirigente Tesla queste difficoltà potrebbero diventare l'opportunità di fare sedili diversi e migliori. L'idea di lungo termine era ripensare il “funzionamento” di un sedile in modo da costruirlo diversamente. La fonte ha parlato di “un impegno per l'integrazione verticale che non si vedeva nell'industria automobilistica da decenni”, aggiungendo che la filosofia di Musk è sempre stata quella di costruire bene e poi capire come diminuire i costi. A questo punto Reuters ha chiesto a diversi analisti di settore un parere e molti prevedono che Tesla tornerà ad esternalizzare la produzione dei sedili. L'analista automobilistico della banca d'investimento Jefferies, Philippe Houchois, ha infatti dichiarato: “Non pensiamo che il modello aziendale verticale integrato di Tesla possa essere scalato e diventare profittevole e veloce come si potrebbe pensare”.

FARE LA CORTE A TESLA Altri esperti ritengono che l'insistenza di Musk nel voler produrre internamente componenti e software è tra le ragioni per le quali Tesla è attualmente lontana dal suo obiettivo dichiarato di costruire 500 mila auto entro l'anno prossimo, per la maggior parte Model 3 (leggi dell'esultanza di Musk alla notizia che 63 mila ordini della Model 3 erano stati cancellati). I dubbi permangono: la costruzione dei sedili è un'attività a basso margine e ad alta intensità di lavoro che le Case assegnano volentieri a fornitori esterni ma Tesla sembra stia creando nella sua fabbrica una linea per i sedili, assumendo ingegneri e tecnici per automatizzare completamente il processo, rimuovendo così l'ostacolo del grande lavoro richiesto.

L'analista Maryann Keller, che sta seguendo l'industria automobilistica da quasi 50 anni, si chiede: “questa è una competenza fondamentale per un'azienda automobilistica? Perché volerlo fare?”. Le battaglie con il fornitore delle Model S e X, Futuris, non sembrano aver dissuaso i fornitori, che fiutano il probabile successo commerciale della Model 3 e si accostano a Tesla anche geograficamente. ZF Friedrichshafen e Faurecia (il fornitore dello speciale sedile della microcar BeHicle) hanno aperto centri ricerca nella Silicon Valley e anche Lear, che taglia e cuce rivestimenti per Tesla, è ansiosa di avere contratti per i sedili. Il direttore generale della società, Matthew Simoncini, ha detto che “la filosofia di Tesla è rispettabile ma l'outsourcing permette un utilizzo del capitale molto più efficiente, consentendo a 'loro' di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio”. Sarà, ma in ogni caso Reuters riferisce che Tesla ha rifiutato di commentare questo report.

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