Annullati 63.000 ordini di Tesla Model 3: ma Musk esulta

I tempi di attesa della Tesla Model 3 sono lunghissimi. 63.000 clienti rinunciano, ma la risposta di Musk coglie di sorpresa tutti

6 agosto 2017 - 21:00

Il brand Tesla è un'industria sui generis: nasce dal nulla, vende soltanto auto elettriche costose ma a lunga autonomia in numeri in assoluto modesti,. Non fa praticamente campagne marketing di tipo classico, ha molti debiti e ha avuto bisogno di svariate iniezioni di capitale fresco (leggi del piano segreto di Musk per fare soldi non solo con le automobili) eppure capitalizza in Borsa più di marchi gloriosi come Ford e General Motors. Anche la tanto attesa Model 3, presentata pochi giorni addietro, ha sollevato non pochi dubbi dopo averne fugati altri. Si è saputo, per esempio, che verranno consegnate per prime soltanto le versioni più costose e la cosa, insieme a tempi d'attesa allungatisi progressivamente, avrebbe causato la cancellazione di 63 mila prenotazioni. Musk non sembra però turbato, dato che la produzione odierna non riesce a tenere il passo degli ordini che, dopo la presentazione del 28 luglio, si stanno muovendo al ritmo di circa 1.800 al giorno.

HAMBURGER E AUTO ELETTRICHE Non si nasconde Elon Musk quando dice che le persone stanno annullando gli ordini della Tesla Model 3 perché la situazione è la stessa che sperimentano clienti che debbano aspettare gli hamburger per un'ora e mezza. Questo concetto è stato espresso pochi giorni fa e la rivelazione di altri dettagli ha permesso di capire che l'annullamento delle prenotazioni ha riguardato 63 mila persone in poco più di un anno.

Ma, colpo di scena, Musk si è affrettato ad aggiungere che queste cancellazioni sono un sollievo per Tesla. Il paradosso è solo apparente ed è stato spiegato con una metafora: “È come se tu fossi un ristorante che serve hamburger ma la gente è così tanta che c'è un'ora e mezzo di attesa per avere quello che si è ordinato. Vorresti veramente incoraggiare le persone a ordinare ancor di più hamburger?”.

BENVENUTI ALL'INFERNO La Model 3 è la prima automobile Tesla per il mercato di massa e Musk aveva già preannunciato che sarebbe stato difficile soddisfare l'elevata domanda creata da quest'auto: già nell'aprile del 2016 le prenotazioni erano circa 300 mila. Oggi, nonostante l'emorragia dichiarata da Musk, gli ordini complessivi della berlina sono comunque 455 mila (leggi dei dettagli e dei prezzi ufficiali della Tesla Model 3). Tesla dice di voler produrre 5 mila auto a settimana a partire da dicembre, un obiettivo che sembra difficile per una società che ha avuto diversi problemi con la produzione dei suoi modelli di lusso (leggi che i problemi con la Model X sono finiti soltanto con gli aggiornamenti alle Falcon Wings). Musk aveva parimenti affermato che i primi sei mesi di produzione della Model 3 sarebbero stati un “inferno della produzione”.

PRENOTAZIONI CONTINUE L'immagine vuole significare che, se le Model 3 prodotte sinora sono circa 50, la sfida, riprendendo la sua analogia con gli hamburger, è produrne molte di più così velocemente che le persone in fila per il loro “hamburger” non si spazientiscano e se ne vadano.

L'inferno è arrivare a produrne 20 mila al mese entro dicembre e Tesla non sta cercando di attizzare la domanda dell'auto (non ha effettuato azioni di marketing) ma l'interesse verso la Model 3 sembra alto lo stesso. Una prima delusione può nascere dal fatto che Tesla consegnerà per prima la versione più costosa con la batteria ad autonomia estesa, i 49 mila dollari della quale sono molto lontani dai 35 mila promessi. La produzione di questa versione, che dovrebbe avere 330 miglia/531 km di autonomia, è già iniziata e le consegne ai clienti, con priorità per i dipendenti e chi ha già una Tesla, sono previste per novembre (leggi che la lista degli eletti per le prime consegne fa discutere). Le consegne a chi non è prioritario inizieranno un po' più avanti mentre la produzione delle vetture con la batteria standard inizierà nel mese di novembre.

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