Tesla: disattivare l'Autopilot? Non rientra nei piani “segreti” di Musk

Anche se NHTSA indaga, Musk preferisce "istruire" i guidatori con un blog che spiega come usare l'Autopilot, un'arma del marketing di Tesla

13 luglio 2016 - 17:25

Quanto sono sicuri i sistemi per la guida autonoma? È ancora presto per dirlo, dato che sono ancora in stato sperimentale, ma gli incidenti accaduti a Tesla (leggi della Model X cappottata pochi giorni fa) sembrano far tornare indietro le lancette dell'orologio per questa nuova tecnologia. La linea di Tesla-Musk rimane invariata: Autopilot è a posto, bisogna saperlo usare. Una difesa quasi scontata ma bisogna vedere cosa ne pensa NHTSA: l'Ente di controllo potrebbe bloccarlo? (Leggi come Hong Kong ha vietato l'Autopilot)

CONOSCENZE SALVAVITA Elon Musk, il visionario creatore di Tesla, ha dichiarato che il famoso (per tanti motivi) Autopilot non verrà disattivato sull'onda dello scalpore che si è creato dopo il tragico incidente nel quale il conducente di una Model S è rimasto ucciso (leggi della prima vittima della guida autonoma). L'azienda, infatti, ha in programma di pubblicare un post esplicativo per informare i clienti su come Autopilot funzioni, cosa che non sembra essere molto chiara dato che, per dirla con le parole di Musk, “un sacco di gente non capisce che cosa è e come si accende”. Ricordiamo che Tesla, durante il lancio di Autopilot, in ottobre, ha detto che il sistema avrebbe permesso al veicolo “di guidare all'interno di una corsia, cambiare corsia con il semplice tocco del deviatore delle frecce e gestire la velocità utilizzando il cruise control attivo e 'consapevole' del traffico”.

DOVERI DEL GUIDATORE Nei blog e nei siti Tesla ci sono diversi disclaimer che richiamano l'attenzione sul fatto che “il conducente è comunque responsabile per l'auto e per il controllo della stessa”. Del resto, prima di attivare Autopilot appare sul display un testo che avverte dei limiti di una tecnologia ancora in fase di Beta test e che invita il conducente a tenere le mani sul volante e in un altro post, pubblicato alla fine di giugno, Tesla ha riaffermato che Autopilot è in una “fase di Beta pubblica” e che i clienti devono esplicitamente scegliere di accenderlo. Musk ha poi comunicato pochi giorni fa, via Twitter, che Tesla considera in fase Beta “qualsiasi sistema che abbia percorso meno di un miliardo di miglia su strada”: un limite ancora ben lontano dato che l'Azienda ha dichiarato che le sue auto hanno finora percorso 130 milioni di miglia con Autopilot inserito. In tutto questo si innesta l'annuncio, fatto sempre da Elon Musk su Twitter, che Tesla sta lavorando ad un “Top Secret Tesla Masterplan Part 2” e che spera di renderlo noto entro questa settimana. Vista la vulcanicità di Musk non pensiamo sia soltanto un diversivo per distrarre l'attenzione dai fatti negativi che hanno coinvolto Tesla: probabilmente qualcosa di concreto verrà annunciato, come la ventilata offerta ai clienti Tesla di sistemi SolarCity che possano generare energia sufficiente per coprire 50 miglia al giorno.

UN CALENDARIO PER LA DOCUMENTAZIONE Rimane il fatto che NHTSA, in data 28 Giugno, abbia iniziato un'indagine che “is being opened to examine the design and performance of any automated driving systems in use at the time of the crash” (leggi come Tesla ha tenuto nascosto per giorni il tragico incidente, sollevando un'indagine della SEC sulla mancata comunicazione che potrebbe aver ingannato gli azionisti Tesla). L'inchiesta sta procedendo e NHTSA ha dichiarato che sta esaminando anche l'incidente che ha portato al ribaltamento della Model X: se il l'autista ha detto che Autopilot era inserito al momento del sinistro, Tesla ha ribattuto di non avere motivi di ritenere che Autopilot avesse “nulla a che fare” con l'incidente, in considerazione del fatto che i dati inviati dall'auto indicano che “le mani del conducente non erano sul volante, dato che nessuna forza è stato rilevata sul volante per più di due minuti dopo che la funzione Autosteer è stata attivata. Il guidatore stava inoltre usando il sistema su una strada di montagna con le corsie non separate, situazione che Tesla sconsiglia, e non ha reagito agli avvisi di mettere le mani sul volante”. Il poliziotto Jade Shope ha comunque multato per 85 dollari il guidatore per “guida distratta”. I dubbi rimangono comunque: come hanno fatto i sensori (ce ne sono di 4 tipi diversi) a non “percepire” il rimorchio al centro del fatale incidente di maggio? Esiste un sistema che, in assenza di reazione agli avvisi che richiamano il guidatore, provveda a rallentare l'auto, magari fermandola gradualmente? Questi dubbi sembrano riguardare anche NHTSA, che vuole anche conoscere cosa ha appreso Tesla dalla sua indagine interna aperta a seguito dell'incidente. Questa e altre richieste di informazioni – come dettagli sull'Autopilot e sui suoi successivi aggiornamenti (sapevi che la nuova versione 8.0 è ancora una Beta?), compresi quelli che saranno rilasciati entro i prossimi 4 mesi  — sono contenute nella lettera di 9 pagine che l'Agenzia ha inviato a Tesla e che è stata resa pubblica ieri. Intanto i Feds hanno fissato il termine ultimo del 26 agosto per la consegna di tutte le risposte, con quelle più urgenti anticipate al 29 luglio.

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