Guida autonoma: Tesla ci mette la toppa, ma l'Autopilot 8 è ancora "Beta?

Dopo la serie di incidenti Tesla si cerca di capire cosa sia andato storto, intanto la Casa di Palo alto si affretta ad aggiornare l'Autopilot in 8.0

7 luglio 2016 - 11:13

Dopo i recenti incidenti che hanno coinvolto delle Tesla dotate di software di guida semi-autonoma, uno dei quali fatale per il conducente della Model S, la Casa ha rilasciato un radicale aggiornamento del sistema informatico dell'auto, recapitato via etere ai proprietari. Oltre alla dashboard cambiata ci sono nuove funzioni per l'Autopilot, ma questa mossa rischia di creare ulteriori pericoli per la sicurezza.

L'AUTOPILOT 8.0 Sono passati pochi giorni dall'incidente che ha visto coinvolto il proprietario di una Model X (leggi della Model X che si è trovata sottosopra in autostrada) e due mesi dalla morte del conducente di una Model S che ha impattato contro un mezzo pesante (leggi del primo incidente mortale di una Tesla) e Tesla ha rilasciato un aggiornamento per i sistemi informatici delle proprie auto. L'update, secondo Electrek, è arrivato come consuetudine via etere senza il bisogno di portare l'auto presso un dealer del brand ed ha portato con sé una serie di novità che l'hanno cambiato radicalmente. L'interfaccia grafica è completamente nuova così come è possibile leggere sul display cosa il sistema abbia captato dei comandi dati a voce, ma in assoluto la feature più interessante è l'upgrade del sistema Autopilot alla versione 8.0: strano che in un così breve lasso di tempo da una serie di incidenti Tesla abbia subito rilasciato un aggiornamento per questo sistema, che adesso permetterebbe non solo di cambiare corsia in autostrada ma anche di imboccare le rampe di uscita. Intanto questa presunta “sicurezza” che il sistema infonderebbe in chi guida potrebbe essere il vero tallone di Achille, dato che l'attenzione dei conducenti verrebbe meno ed il sistema, ancora in fase dichiaratamente “Beta” e quindi non definitivo, potrebbe portare ad incidenti (leggi di Peter Mertens che suggerisce di non fidarsi troppo della guida autonoma). Come già è successo.

LE INDAGINI DELLA NHTSA Insospettita dalla serie di sinistri che vedono messo sotto accusa l'Autopilot la NHTSA, National Highway Traffic Safety Administration, ha cominciato ad indagare per chiarire al meglio le responsabilità dell'incidente di inizio luglio con la Model X e non solo. In merito la Tesla ha dichiarato che “dalle informazioni che abbiamo adesso non c'è modo di pensare che il sistema Autopilot abbia colpe in questo incidente”, ma sono attesi i racconti della Polizia e, soprattutto, del conducente. La Casa ha dichiarato di aver ricevuto dall'auto la segnalazione di apertura airbag, ma che da allora non sono riusciti più a comunicare con la stessa e quindi, al momento, non è possibile avere informazioni più precise.

CI VUOLE PIU' TECNOLOGIA Che Tesla dichiari il proprio Autopilot come tecnologia in fase di sviluppo è cosa risaputa, ma a questo punto c'è da chiedersi il perché continui a pubblicizzarlo ed a montarlo sulle proprie auto, soprattutto perché non è ancora sicuro al 100%. L'azienda di Palo Alto è stata la prima ad aver introdotto una simile tecnologia, ma in quanto tale potrebbe soffrire di difetti di gioventù soprattutto in campo hardware. A tal proposito Stefan Sommen, CEO della ZF Friedrichshafen, ha dichiarato che “per la guida autonoma abbiamo bisogno di tre nuclei tecnologici: una telecamera capace di processare le immagini, radar a corto e lungo raggio ed un lidar (una sorta di radar, che però sfrutta la tecnologia laser, ndr)”, sottintendendo quindi l'intrinseca poca sicurezza offerta dall'Autopilot che sfrutta solo i primi due hardware citati: il fatto di avere solo radar e telecamera sarebbe stato alla base dell'incidente di inizio maggio, poichè l'ultima dei due sarebbe stata tratta in inganno dal colore chiaro del mezzo pesante con il cielo terzo sullo sfondo.

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