VISTA: il drone hi-tech che sorveglia le strade e salva le vite
Il ministero delle Infrastrutture ha testato a Bari il drone per la sicurezza stradale: dà subito indicazioni preziose dopo un sinistro
Il ministero delle Infrastrutture ha testato a Bari il drone per la sicurezza stradale: dà subito indicazioni preziose dopo un sinistro
La sicurezza sulle nostre strade compie un balzo tecnologico grazie al progetto VISTA (Vehicle Intelligent System for Traffic Automation). Recentemente testato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Bari, questo sistema non è un semplice drone, ma un sofisticato occhio intelligente capace di analizzare la scena di un incidente dall’alto. L’obiettivo è chiaro: migliorare qualità e tempestività dei soccorsi. Tutelando chi è vittima del sinistro e chi opera per aiutare gli automobilisti coinvolti nell’impatto.
COSA È IL PROGETTO VISTA E COME FUNZIONA IL DRONE INTELLIGENTE
Il sistema VISTA rappresenta l’avanguardia della sperimentazione italiana nel campo della Smart Mobility. Si tratta di un aeromobile a pilotaggio remoto equipaggiato con software di visione artificiale. A differenza delle telecamere fisse, il drone può coprire aree più vaste e angolazioni variabili, permettendo di monitorare incroci complessi o tratti autostradali critici. Durante i test effettuati con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, il dispositivo ha dimostrato di poter essere di grande aiuto. Il successo di questa fase sperimentale apre la strada a un’adozione su scala nazionale, trasformando il drone in un alleato quotidiano della Polizia Stradale e degli enti gestori delle infrastrutture.
COME SI È COMPORTATO IL DRONE
Durante l’esercitazione, il velivolo a pilotaggio remoto ha sorvolato la scena, scavalcando le criticità del traffico e fornendo una panoramica zenitale immediata. L’obiettivo primario di VISTA è colmare il deficit informativo che caratterizza i primi istanti dopo un impatto, quando le segnalazioni umane sono spesso frammentarie o imprecise. “Dare la vista” al sistema di emergenza significa trasformare una descrizione verbale concitata in un dato visivo oggettivo, permettendo ai centri operativi di calibrare l’invio dei mezzi con una precisione chirurgica.
Il cuore tecnologico del progetto risiede nella capacità dell’IA di processare istantaneamente il flusso video. Gli algoritmi di computer vision sono in grado di censire autonomamente la tipologia di veicoli coinvolti, stimare il numero di persone presenti e rilevare pericoli latenti, come sversamenti di liquidi o fiamme. Questa analisi automatizzata riduce drasticamente i tempi di valutazione della scena, supportando i soccorritori nella gestione della cosiddetta “golden hour”, quel lasso di tempo critico in cui la rapidità dell’intervento determina spesso il confine tra la vita e la morte.

ANCHE PER ABBATTERE I COSTI SOCIALI
Oltre all’eccellenza tecnica, il progetto VISTA affronta una sfida sociale ed economica di proporzioni vaste. Secondo i dati del MIT, il costo sociale di un decesso stradale si aggira intorno a 1,8 milioni di euro; proiettando queste cifre su scala nazionale, l’incidentalità costa all’Italia circa 18 miliardi di euro l’anno (oltre un miliardo solo in Puglia). Ottimizzare i soccorsi non è quindi solo un imperativo morale, ma una strategia necessaria per il contenimento della spesa pubblica e la tutela del capitale umano.
PROSSIMA TAPPA
La simulazione ha visto la partecipazione attiva di esperti sanitari e delle forze dell’ordine, sottolineando che l’innovazione non riguarda solo l’hardware, ma anche la creazione di nuovi protocolli operativi e modalità di interazione uomo-macchina. La ricerca accademica barese si conferma così un motore di trasformazione capace di dialogare con le istituzioni per tradurre la teoria in sicurezza pubblica tangibile. I dati raccolti serviranno a rifinire ulteriormente il prototipo in vista dell’appuntamento finale del progetto: i risultati conclusivi e i contributi scientifici correlati saranno presentati ufficialmente a Roma il prossimo 17 giugno, segnando un passo decisivo verso il futuro della sicurezza stradale integrata.