Tesla Autopilot e FSD: in Cina guidatori usano teste di plastica per ingannare la telecamera

Tesla Autopilot e FSD: in Cina guidatori usano teste di plastica per ingannare la telecamera

In Cina, si diffonde la moda illegale di usare teste di bambolotti da 30 dollari per ingannare le telecamere Tesla

 

In Cina, si diffonde la moda illegale di usare teste di bambolotti da 30 dollari per ingannare le telecamere Tesla

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16 Giugno 2026 - 11:20

I sistemi Tesla di guida assistita Autopilot e FSD vengono ingannati da teste di bambolotti che costano 30 dollari: la denuncia arriva da Electrek. La moda, del tutto illegale, si sta diffondendo in Cina. Sulle piattaforme di e-commerce del Paese del Dragone, i potenziali acquirenti hanno modo di comprare i micro pupazzetti in plastica, progettati per ingannare la telecamera nell’abitacolo.

TESTA DI PLASTICA PER INGANNARE IL SISTEMA: QUAL È IL TRUCCO

Siccome si parla di sistemi di guida assistita, il conducente in carne e ossa deve sempre prestare attenzione alla strada, restando pronto a intervenire in caso di pericolo. Se l’essere umano si distrae, l’occhio elettronico – che lo monitora – se ne accorge e invia vari alert. Ecco allora la soluzione per aggirare il software: piazzare la testa di plastica del pupazzo, che pare sveglio e attento. Nel frattempo, l’automobilista può farsi gli affari suoi, come dormire, mangiare, scattarsi selfie, chattare o altro ancora. Pesantissime le ripercussioni per la sicurezza stradale, con l’incidente grave sempre dietro l’angolo, come già accaduto in passato, quando l’utente si appisolava a sistema inserito e ingannato. Il video è assai esplicativo:

 

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BUSINESS DIABOLICO, CON GIOCO STUPIDO

Le teste dei bambolotti vengono piazzate sul mercato come “compagni di viaggio” e “decorazioni per il cruscotto”. Il cocktail che si crea è velenoso: da un lato venditori irresponsabili che – pur di lucrare – mettono a rischio l’incolumità delle persone, inclusi pedoni e ciclisti; dall’altro consumatori idioti che giochicchiano con le belle statuine in miniatura di personaggi famosi vicino allo specchietto retrovisore per ingannare la telecamera rivolta verso l’abitacolo.

Digital Trends riporta che in Cina il proprietario di una Tesla Model 3 ha utilizzato una testa finta con le sembianze di Dwayne Johnson (noto con lo pseudonimo di “The Rock”, attore ed ex wrestler professionista). L’uomo avrebbe guidato per 30 minuti senza ricevere nessun avviso di sicurezza, mentre con una mano mangiava semi di girasole e con l’altra girava un video. Parliamo di un conducente su un veicolo da circa 1.800 kg a velocità autostradale: una mina vagante. I commercianti nel web offrono di tutto, anche soluzioni personalizzate che si attaccano direttamente ai poggiatesta dei sedili o al cruscotto. Le recensioni dei clienti chiariscono cosa vogliono gli acquirenti: la libertà di guardare lo smartphone, nutrirsi o fare un pisolino mentre l’auto guida da sé, indipendentemente dal fatto che sia sicuro o legale.

Tesla Autopilot e FSD in Cina guidatori usano teste di plastica per ingannare la telecamera

STORIA INFINITA

I conducenti Tesla hanno una lunga storia di tentativi di aggirare il monitoraggio della sicurezza. La prima generazione di dispositivi di elusione era costituita da pesi per il volante, progettati per ingannare il sensore di coppia facendogli credere che qualcuno stesse impugnando il dispositivo. La NHTSA ha bloccato un prodotto chiamato “Autopilot Buddy” con un ordine di cessazione dell’attività, ma le imitazioni sono persistite. La Casa ha quindi esteso il monitoraggio includendo la telecamera nell’abitacolo, che avrebbe dovuto essere la risposta più intelligente. Ora un giocattolo di plastica da 30 dollari sconfigge quella “risposta più intelligente”. Occhio: una Tesla in modalità FSD ha sfondato la barriera di un passaggio a livello pochi secondi prima dell’arrivo di un treno, mentre un ex capo della guida autonoma di Uber è andato a sbattere con la sua Tesla in FSD mentre dimostrava il problema della supervisione, e un conducente ha causato un sinistro durante una diretta streaming in cui metteva in mostra la funzionalità del sistema.

IN ATTESA DI UNA RISPOSTA DI TESLA

Aspettando un’eventuale replica della Casa, la vulnerabilità del sistema solleva seri interrogativi sull’efficacia dell’intelligenza artificiale visiva di Tesla. Sebbene la tecnologia di riconoscimento facciale sia avanzata, questi test dimostrano che l’algoritmo non riesce ancora a distinguere efficacemente la tridimensionalità e la vitalità di un volto umano da una replica in plastica. Di fronte a questo scenario, le autorità di regolamentazione internazionali stanno già valutando un giro di vite, mentre l’azienda sarà costretta a correre ai ripari tramite aggiornamenti software OTA (Over-the-Air) più stringenti, capaci di rilevare il battito delle ciglia o i micro-movimenti facciali.

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