Guida autonoma Tesla: anche il Belgio autorizza il sistema FSD
Il Belgio autorizza il sistema Tesla FSD, ampliando la diffusione della guida autonoma in Europa e aprendo diverse prospettive
Il Belgio autorizza il sistema Tesla FSD, ampliando la diffusione della guida autonoma in Europa e aprendo diverse prospettive
Anche il Belgio ha dato il via libera al sistema Full Self-Driving, meglio conosciuto come FSD: l’annuncio è stato dato su X da Annick De Ridder, ministro della Mobilità. È il software di assistenza alla guida supervisionata Full Self-Driving di Tesla, che per semplificazione viene chiamata guida autonoma: in realtà, serve sempre che il guidatore sia attento durante la circolazione, pronto a intervenire. A maggio 2026, la Regione delle Fiandre aveva autorizzato l’azienda USA a effettuare 5.000 chilometri di test sulle strade pubbliche per verificare il comportamento del software con la segnaletica e l’infrastruttura locale. Il Governo belga è così il quinto dell’Unione Europea ad approvare il sistema, dopo quelli di Paesi Bassi, Lituania, Estonia e Danimarca. Si tratta di un passaggio significativo per la Casa di Musk, che da tempo punta a estendere l’utilizzo delle proprie tecnologie nei mercati europei.
COS’È IL SISTEMA FULL SELF-DRIVING TESLA
Il sistema FSD – di continuo al centro di critiche e polemiche – rappresenta l’evoluzione più avanzata delle tecnologie sviluppate da Tesla per la guida assistita: pur non rendendo il veicolo completamente autonomo in ogni situazione, il software è in grado di gestire diverse attività come il mantenimento della corsia, i cambi di direzione, l’adattamento alla circolazione urbana e la gestione di alcune manovre complesse. La società continua a sottolineare che il conducente deve comunque “restare in guardia” in qualsiasi momento.
GLI ELOGI DEL MINISTERO
Nella lettera ufficiale di approvazione, il ministero belga ha elogiato le capacità del software di Tesla, definendolo capace di reagire in modo “difensivo, prudente e anticipatorio“ in presenza di utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti (un punto critico per la mobilità urbana del Belgio), rilevando che in alcune situazioni cinematiche il software ha dimostrato tempi di reazione persino più costanti e rapidi di un conducente umano. Le prime indiscrezioni e analisi tecniche (come quelle dell’associazione automobilistica danese FDM) confermano che la versione europea di FSD (identificata come v14 o derivati) inizialmente funzionerà solo sui veicoli dotati di Hardware 4 (HW4/AI4), escludendo (almeno al lancio) i modelli più vecchi dotati di Hardware 3.

L’ESPANSIONE DELLA TECNOLOGIA IN EUROPA
Negli ultimi mesi, l’azienda – riporta la Reuters – ha lavorato con le autorità nazionali e gli organismi regolatori per ottenere le necessarie certificazioni e garantire il rispetto delle normative vigenti. L’Europa rappresenta uno dei contesti più complessi per l’introduzione di sistemi di guida assistita avanzata, a causa delle differenti regolamentazioni e dei rigorosi standard di sicurezza richiesti dai vari Paesi. Proprio per questo motivo, ogni nuova autorizzazione assume un valore strategico per il costruttore americano. Per Tesla, l’ok ricevuto dalle autorità belghe rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di sviluppo della mobilità automatizzata. L’azienda guidata da Elon Musk punta da anni sul miglioramento continuo del software attraverso aggiornamenti periodici distribuiti direttamente ai veicoli. La possibilità di ampliare il numero di mercati nei quali il sistema può essere utilizzato consente inoltre di raccogliere una quantità sempre maggiore di dati utili all’addestramento degli algoritmi che gestiscono le funzioni di guida assistita.
QUALI SCENARI SI APRONO ORA
L’autorizzazione concessa dal Belgio potrebbe contribuire ad accelerare il percorso di diffusione del Tesla FSD in Europa, incoraggiando altri Paesi a valutare l’introduzione di sistemi analoghi. Le istituzioni europee continuano infatti a monitorare con attenzione l’evoluzione delle tecnologie legate alla mobilità intelligente e alla guida assistita. Nei prossimi mesi, sarà importante osservare come il sistema verrà implementato sul territorio belga e quali saranno le eventuali ulteriori autorizzazioni in altri mercati.
OCCHIO ALL’UE
C’è un importante elemento di incertezza geopolitica e normativa da considerare. Tutte queste approvazioni nazionali sono provvisorie: si muovono all’interno di deroghe nazionali in attesa che la Commissione Europea si esprima per un’approvazione comunitaria unificata. Secondo le normative vigenti, se l’Esecutivo di Bruxelles dovesse bocciare il sistema (esprimendo riserve sul nome “Full Self-Driving” o sulla gestione dei limiti di velocità e dei climi rigidi), tutte le approvazioni dei singoli Stati membri decadrebbero automaticamente dopo sei mesi.