Robotaxi Tesla, tra annunci e realtà: zero test in California e niente permessi

Robotaxi Tesla, tra annunci e realtà: zero test in California e niente permessi

Tesla dichiara l'arrivo dei robotaxi, ma i dati della Motorizzazione californiana smentiscono Musk: zero miglia di test autonomi nel 2025 e nessun permesso richiesto per operare senza conducente a bordo

 

Tesla dichiara l'arrivo dei robotaxi, ma i dati della Motorizzazione californiana smentiscono Musk: zero miglia di test autonomi nel 2025 e nessun permesso richiesto per operare senza conducente a bordo

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27 Febbraio 2026 - 11:53

Al 26 febbraio 2026, la distanza tra le ambizioni dichiarate da Elon Musk e la realtà operativa dei Tesla robotaxi in California è diventata un caso. Mentre il pirotecnico CEO continua a promettere un servizio di vetture a guida autonoma verso robotaxi imminente (i Cybercab), i dati ufficiali del Dipartimento della Motorizzazione (DMV) dello Stato USA rivelano uno scenario di totale immobilismo sul fronte normativo e dei test.

ZERO MIGLIA DEI ROBOTAXI TESLA

Secondo i registri del DMV recentemente pubblicati da Reuters, Tesla ha registrato zero miglia di guida autonoma sulle strade pubbliche della California nel corso di tutto il 2025. Si tratta del sesto anno consecutivo in cui l’azienda non riporta alcuna attività di test autonomo nello Stato, il più importante mercato automobilistico statunitense e il principale hub per lo sviluppo della guida autonoma. In netto contrasto, i concorrenti hanno accumulato distanze enormi: Waymo (Alphabet) ha documentato oltre 13 milioni di miglia di test, ottenendo sette diverse approvazioni normative. Questo divario non è solo simbolico, ma rappresenta un ostacolo legale concreto per il lancio del servizio promesso da Musk, dice la Reuters.

LABIRINTO PERMESSI

Per operare un servizio di robotaxi commerciale in California, le aziende devono seguire un percorso a tappe forzate.

  1. Permesso di base (Testing with Driver): Tesla possiede solo questa licenza, che obbliga la presenza di un conducente umano pronto a intervenire.
  2. Via libera di test senza conducente (Driverless Testing): Tesla non ha nemmeno presentato domanda per questa licenza. Sette aziende, tra cui Waymo, la possiedono già.
  3. Disco verde di spiegamento (Deployment): necessario per offrire il servizio al pubblico. Secondo le nuove normative del DMV, per passare alla fase successiva (test senza pilota), un’azienda deve aver percorso almeno 50.000 miglia con un supervisore umano a bordo, documentando ogni singolo “disengagement” (il momento in cui l’umano deve prendere il controllo). Tesla, avendo loggato solo 562 miglia totali dal 2016 e zero negli ultimi sei anni, è tecnicamente a anni di distanza dai requisiti minimi legali.

Elon Musk Tesla

SORVEGLIANZA UMANA: CHE SUCCEDE

Il paradosso attuale è che Tesla sta operando un servizio di ride-hailing limitato nell’area della Baia di San Francisco, ma legalmente non è un servizio di robotaxi. Si tratta di un servizio di trasporto con conducente (TCP) dove il pilota utilizza il sistema FSD (Supervised). In recenti documenti presentati alla California Public Utilities Commission (CPUC), Tesla ha ammesso implicitamente che il suo servizio dipende ancora da piloti umani in auto e operatori remoti. Questa classificazione come sistema di “Livello 2” (assistenza alla guida) permette a Tesla di evitare l’obbligo di pubblicare i dati sulla sicurezza e sui guasti che il DMV impone ai veri veicoli autonomi (Livello 4 o 5).

CYBERCAB, QUAL È IL PROBLEMA

Nonostante la produzione limitata del Cybercab (il veicolo senza volante né pedali) sia iniziata a Giga Texas a metà febbraio 2026, il suo impiego sulle strade californiane appare illegale allo stato attuale. Senza i controlli tradizionali, il veicolo necessita di esenzioni federali (NHTSA) che non sono ancora state ottenute. Gli esperti del settore, come il professor Bryant Walker Smith dell’Università del South Carolina, sottolineano una narrazione distorta: Musk sostiene che “Tesla è pronta e i regolatori no”, ma la realtà amministrativa mostra che i regolatori hanno percorsi definiti che Tesla ha scelto deliberatamente di non intraprendere.

LE REAZIONI

L’uscita di queste indiscrezioni e dei dati DMV ha pesato sul titolo TSLA, che ha subito cali superiori al 2% nelle sessioni successive alla pubblicazione del report di Reuters. Gli investitori iniziano a temere che il valore di Tesla, pesantemente basato sulla promessa della guida autonoma, possa subire un drastico ridimensionamento se la “realtà dei permessi” continuerà a smentire gli annunci del CEO. Mentre il Texas offre un ambiente normativo più permissivo per i test pilota di Tesla, il fallimento nel progredire in California — dove Waymo e Zoox dominano già le strade — solleva dubbi sulla reale capacità di Tesla di scalare la sua tecnologia nel breve periodo. Il cuore della questione si chiama sicurezza stradale, con cui nessuno può scherzare: neppure un controverso genio come Musk.

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