Mossa diabolica di Musk: cambiare nome a guida assistita per strappare il sì UE

Mossa diabolica di Musk: cambiare nome a guida assistita per strappare il sì UE

Tesla ribattezza il Full Self-Driving in Assisted Driving per cercare di superare le riserve dell'UE. Il software resta invariato, ma l'omologazione attende il verdetto di Bruxelles

 

Tesla ribattezza il Full Self-Driving in Assisted Driving per cercare di superare le riserve dell'UE. Il software resta invariato, ma l'omologazione attende il verdetto di Bruxelles

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13 Ottobre 2026 - 11:35

Il genio di Elon Musk partorisce il rebranding del software di guida assistita di Tesla nel Vecchio Continente: ufficializzato con il passaggio graduale dalla denominazione commerciale Full Self-Driving (Supervised) a Tesla Assisted Driving. Il target del funambolico e visionario imprenditore? Sbloccare l’iter di approvazione da parte dell’Unione Europea. Fra ritardi, vertici e tavole rotonde, forse la decisione di Bruxelles per dire un sì o un no alla Casa USA dovrebbe arrivare a dicembre 2026. Considerando che le tempistiche di natura burocratica slittano spesso nell’UE, non ci sarebbe da stupirsi se il verdetto arrivasse nel 2027.

TECNOLOGIE DI MUSK: QUESTIONE ANNOSA PER TESLA NEL MONDO

Il nodo della questione risiede nella netta incompatibilità tra le rigide normative di omologazione europee e le ambizioni di marketing di Musk. Per anni, alcuni ministeri dei Trasporti dell’Unione Europea hanno bollato la dicitura Full Self-Driving come fuorviante.

Un sistema di Livello 2, che richiede la supervisione costante, l’attenzione ininterrotta e la totale responsabilità legale in capo al conducente, non può fregiarsi di etichette che evocano una guida autonoma integrale, senza pilota al volante pronto a intervenire.

L’insistenza della politica sulla necessità di una trasparenza comunicativa ha rallentato l’espansione su vasta scala del pacchetto nei 27 Stati membri, consentendo finora solo aperture frammentate in otto nazioni, trainate dai Paesi Bassi. Con polemiche sull’effettiva efficacia della tecnologia in funzione anti sinistri: da una parte i dati del costruttore che enfatizzano i risultati positivi del sistema, dall’altra la prudenza degli esperti sull’interpretazione di numeri e statistiche.

L’IDEA DI MUSK DOPO I DUBBI DI BERLINO

La svolta di ottobre 2026 è il frutto di un compromesso maturato soprattutto sull’asse Berlino-Tesla. Il ministero dei Trasporti tedesco, guidato da posizioni di forte rigore sulla sicurezza stradale, ha posto il veto sulla dicitura originale come condizione preliminare per intavolare qualsiasi trattativa concreta.

Di fronte al rischio di subire sanzioni per pratiche commerciali ingannevoli, Musk ha optato per la più sobria e giuridicamente neutra definizione di Assisted Driving. Che tuttavia rischia di esercitare un fascino inferiore sui consumatori, apparendo meno futuristica.

Mossa diabolica di Musk, cambiare nome a guida assistita per strappare il sì dell'UE

IL SOFTWARE TESLA È IDENTICO A PRIMA

Questo maquillage terminologico non modifica la sostanza ingegneristica del software, che mantiene le medesime logiche di funzionamento basate sulle reti neurali e sulla gestione supervisionata dei flussi di traffico.

Nel pacchetto di accordi informali rientrano anche delicati compromessi operativi, come la gestione delle tolleranze di velocità: le discussioni tecniche puntano a limitare la sovrastima rispetto ai limiti imposti dai cartelli stradali a un margine massimo del 10%. Percentuale severa se paragonata alle tolleranze molto più ampie nel mercato statunitense.

Questo aspetto solleva ancora perplessità in Paesi come Francia e Svezia, rendendo tuttora incerto il quadro dei consensi necessari per raggiungere la maggioranza qualificata in seno al Comitato tecnico dei veicoli a motore (TCMV).

L’IMPORTANZA DI AVERE LA GERMANIA COME “AMICA”

Intelligente la mossa di Musk, consapevole del fatto che nell’UE il peso specifico della Germania – sebbene in una crisi economica e politica rilevante – era e resta enorme: Berlino ha spinto per il Green Deal 2019 e adesso intende cancellare il ban termico assieme alla Francia.

Il futuro della guida assistita evoluta nell’Unione Europea dipende non soltanto dalla tecnologia, ma anche dai rapporti di forza interni, da cui derivano le scelte regolatorie.

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