Accordo imminente tra Francia e Germania: scudo anti Cina sulle auto
Francia e Germania stanno finalizzando un accordo strategico per tutelare l'industria automobilistica europea dalla spietata concorrenza cinese sulle elettriche
Francia e Germania stanno finalizzando un accordo strategico per tutelare l'industria automobilistica europea dalla spietata concorrenza cinese sulle elettriche
Lo abbiamo preannunciato di recente: Francia e Germania cercano assieme la soluzione contro l’avanzata dell’auto cinese nell’Unione Europea. Adesso, in occasione del 91° Salone di Parigi, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato il raggiungimento imminente di una convergenza strategica fondamentale con Berlino. L’obiettivo primario dell’intesa bilaterale è creare uno scudo UE nei confronti dell’invasione dei veicoli elettrici provenienti dal Paese del Dragone, riferisce Bloomberg. Il primo elemento dello scambio riguarda le norme europee sul ban termico 2035: secondo le indiscrezioni, l’orientamento sarebbe verso un taglio delle emissioni di CO2 dell’80%, misura più blanda rispetto alla regola attuale del 100% e alla proposta della Commissione di scendere al 90%. Un’idea poi da proporre alle istituzioni di Bruxelles.
ACCORDO TRA FRANCIA E GERMANIA PER L’AUTO: LA CHIAVE È IL MADE IN UE
Le due nazioni puntano sulla preferenza europea, cioè sulla possibilità di favorire i veicoli prodotti in UE e quelli che utilizzano componenti realizzati nel Continente: da fissare, a beneficio delle Case, incentivi pubblici, agevolazioni fiscali e regole industriali.
La Francia sostiene una definizione più restrittiva del Made in Europe, limitata ai 27 Paesi dell’UE. La Germania, invece, vuole una formula più ampia, che possa comprendere anche Paesi legati all’Unione da accordi commerciali, preservando le catene di fornitura internazionali delle case automobilistiche tedesche.
La questione è rilevante per gruppi come Volkswagen e Renault, ma anche per i produttori di batterie e componenti. Il punto non è soltanto dove viene assemblata un’auto: è anche stabilire quanta parte del suo valore industriale debba essere generata in Europa per poter beneficiare del sostegno pubblico. Il confronto rientra nell’Industrial Accelerator Act, la proposta europea che mira a rafforzare la produzione industriale interna.
I GRUPPI CHE POTREBBERO BENEFICIARE DEL PATTO FRA PARIGI E BERLINO
I principali beneficiari potenziali sono i costruttori e i fornitori che producono in Europa. Tra i nomi rilevanti figurano Volkswagen, Renault, Michelin e Valeo. Macron avrebbe inoltre coinvolto Florent Menegaux, amministratore delegato della stessa Michelin, e Nicolas Peter, presidente del consiglio di sorveglianza di BMW, per favorire un compromesso tra costruttori e fornitori.

MA LA CINA NON STA FERMA A GUARDARE
Di fronte alle barriere protezionistiche e al dibattito sull’Industrial Accelerator Act, i colossi cinesi stanno modificando il proprio approccio tattico. Non si tratta più soltanto di esportare macchine dai porti di Shanghai o Shenzhen per trasportarle sulle navi cargo, ma di diventare costruttori “locali” all’interno del Continente.
Marchi come Chery e BYD hanno avviato l’insediamento di centri di ricerca, sviluppo e poli produttivi direttamente sul territorio europeo. A questo si aggiunge il fenomeno delle collaborazioni azionarie: operazioni come la partnership strategica tra Stellantis e Leapmotor dimostrano come alcuni gruppi europei abbiano scelto di integrare le tecnologie e le piattaforme low-cost orientali per assemblare vetture all’interno dei confini comunitari.
REGOLE AUTO: SECONDO EVENTUALE PASSAGGIO IN UE
Ammesso e non concesso che l’intesa sull’auto tra Francia e Germania venga ratificata per il futuro dell’auto europea, resta da capire se Bruxelles riuscirà a trovare un compromesso condiviso fra i 27 Paesi: occorre che a dare il via libera sia l’UE mediante la procedura del Trilogo: Parlamento, Consiglio e Commissione.