Il 5G fa dialogare auto di marche diverse: il test live V2V a Torino

Abbiamo assistito ai primi test multibrand tra auto connesse in 5G: ecco come cambierà il modo di guidare un’auto con V2V e V2X entro il 2022

15 novembre 2019 - 11:08

Il prossimo passo per ridurre gli incidenti è anticipare il pericolo prima che questo possa verificarsi. Come? Per farlo non basta guardare lontano come possono fare sensori o telecamere, occorre ricevere informazioni dall’ambiente circostante e dalle altre auto. E per farlo, ci vuole un sistema di scambio dati potente ed efficiente che consenta a tutti di comunicare con tutti. Ne abbiamo avuto una prova ieri, a Torino, assistendo ai demo-test organizzati da alcune delle aziende aderenti al consorzio 5GAA che hanno mostrato cosa vedremo entro 2-3 anni sulle auto grazie alla nuova piattaforma di connessione.

ARRIVA IL 5G

La risposta all’esigenza che finora aveva frenato lo sviluppo di sistemi V2V e V2X (comunicazione veicolo-veicolo e veicolo-infrastruttura) si chiama appunto 5G ed è una rivoluzione tecnologica che pone le basi per molte altre: non solo una connessione veloce ma un sistema più complesso che fa comunicare dispositivi fissi e mobili con requisiti di altissimo livello: latenza inferiore al millesecondo, portata superiore ai 20 GB/s, la capacità di un milione di dispositivi per kmq e un’affidabilità tendente al 100%.

TUTTE LE AUTO CONNESSE

Per il mondo dell’auto significa condividere a priori protocolli comuni che permettano a tutti di interagire. Proprio a questo scopo è nato il consorzio G5 Automotive Association, (5GAA), che attualmente coinvolge circa 130 aziende, dai costruttori ai fornitori di componenti e servizi di connettività. Alcuni dei quali (Audi, Continental, Ericsson, Fiat Chrysler Automobiles, Harman Samsung, Marelli, Pirelli, Qualcomm, TIM e Vodafone) presenti a Torino con i loro prototipi avanzati e soluzioni “ready to market” che vedremo di qui al 2021-2022.

OCCHIO AI PEDONI

L’obiettivo primario è aumentare la protezione degli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti. La rete permetterà a infrastrutture intelligenti dotate di telecamere, di monitorare le strade e informare i veicoli nelle vicinanze della presenza di pedoni o biciclette in prossimità degli attraversamenti. Non è tutto: grazie alla rete 5G le auto non si limiteranno a riconoscere i pedoni ma potranno inviare loro dei messaggi sul cellulare. Su auto dotata di monitoraggio dell’attenzione del conducente con telecamera che verifica la posizione degli occhi, si potrà addirittura avvisare il pedone che chi guida sta o non sta guardando nella sua direzione.

MAI PIÙ COLLISIONI

La comunicazione tra due veicoli tramite radiosegnali inviati dalle antenne, permetterà alle vetture di scambiarsi dati su posizione e velocità, anticipando l’intervento dei sistemi anticollisione basati su telecamere e radar. Questo accadrà non soltanto nella marcia in colonna, ma anche in caso di intersezioni: il sopraggiungere di una vettura nascosta alla vista da un edificio  o un veicolo parcheggiato potrà essere segnalato alle altre, scongiurando il rischio di uno scontro.

SCAMBIO DI IMMAGINI

Oltre a scambiarsi informazioni sullo stato del traffico e delle situazioni a rischio, le auto potranno condividere in tempo reale le immagini captate dalle telecamere di bordo, ottenendo così una visuale ampliata utile ad esempio in caso di sorpassi per arrivare a vedere porzioni di strada nascoste alla vista. La rete amplierà anche le funzioni dei rilevatori di segnaletica stradale, che oltre ai segnali potranno fornire altri tipi di informazioni (anche turistiche) accedendo a dei database condivisi con cui confrontare le immagini che catturano.

SEGNALAZIONI A DISTANZA

Un’altra funzione è legata alle luci di emergenza che sulle auto moderne, oltre a venire attivate per segnalare la presenza del veicolo fermo per guasti o altro, si attivano anche automaticamente in caso di frenate improvvise e decise. Il sistema di bordo potrà inviare la segnalazione alle altre vetture, informandole del veicolo fermo o di una possibile situazione di pericolo che ha indotto la frenata, quando sono ancora distanti.

MILLE OCCHI SULLE STRADE

I dati sullo stato del traffico e delle strutture, e addirittura le immagini delle telecamere dei sistemi di sicurezza di bordo, potranno essere condivise non soltanto con altre auto, ma anche con enti amministrativi, che avranno così uno strumento in più per predisporre soccorsi o interventi. In sintesi, ogni utente della strada potrà dare il suo contributo alla sicurezza comune e a una viabilità migliore senza fare nulla.

IL TEST DELLA PRIMA GOMMA INTELLIGENTE E CONNESSA

Con la rete 5G, infine, diventa realtà anche il cosiddetto “cybertyre”, ossia il pneumatico intelligente su cui Pirelli lavora da oltre 10 anni ma che per ora ha trovato le prime applicazioni soltanto in ambito sportivo. Dotato di un sofisticatissimo multisensore inserito all’intero della gomma stessa e capace di raccogliere un’infinità di dati sul comportamento. Può, ad esempio, percepire e distinguere il contatto del battistrada con vari tipi di fondi, compresi gli strati d’acqua in caso di pioggia, e riconoscere il pericolo di aquaplaning prima che si verifichi e prima dei sensori (già velocissimi) dell’Abs e dell’Esp. Anche in questo caso, l’aspetto più affascinante è come si utilizza l’informazione, che può venir trasmessa ad altri veicoli con soluzioni di realtà aumentata. visualizzando con simboli e rappresentazione grafiche su immagini reali l’area di pericolo.

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