ADAS obbligatori dal 2022: ecco l’accordo dell’unione europea

Regolatori di velocità in base ai limiti, frenata automatica e molto altro: dal 2022 avremo più sicurezza attiva di serie con gli ADAS e nuovi test

26 marzo 2019 - 18:43

Se l’introduzione dell’ABA, e poi dell’ESA, tra le dotazioni obbligatorie erano sembrate piccole rivoluzioni, la bozza di accordo raggiunto oggi dall’Unione Europea a Bruxelles segna una tappa davvero epocale nello sviluppo degli ADAS. Sì, perché dopo la proposta degli europarlamentari datata 2017, ora si è deciso che dal maggio del 2022 tutte le auto nuove che riceveranno l’omologazione per la produzione dovranno essere dotate non di uno o due, ma di una serie di dispositivi e di requisiti tecnici che in totale formano un elenco di una trentina di voci, quasi tutte tassative più qualcuna facoltativa. Attenzione poi, che le auto già in vendita a quella data non la “faranno franca”, ma dovranno mettersi in pari entro due anni, vale a dire per il maggio del 2024. L’accordo preliminare attende l’ok definitivo del parlamento Europeo che lo voterà entro fine anno.

CRUISE INTELLIGENTE E FRENATA AUTOMATICA

Del pacchetto di dotazioni che dal 2022 non potranno più mancare fanno parte dispositivi ad oggi già disponibili e sempre più diffusi sulla maggior parte dei modelli, vale a dire la frenata automatica d’emergenza (AEB) e il mantenimento attivo della corsia (e attenzione, non un semplice segnalatore ma il sistema che interviene sullo sterzo per tenere il veicolo in carreggiata). Con questi ce ne sono però anche alcuni non ancora disponibili come lo Speed Assist, che adegua automaticamente la velocità ai limiti. Oggi, infatti, è possibile adeguare l’andatura ai segnali su alcuni modelli dotati di cruise control intelligente collegato al rilevatore di segnaletica, ma è un’operazione compiuta volontariamente dal conducente mentre nel prossimo futuro la regolazione dovrà diventare automatica. La velocità è infatti tuttora considerata, insieme alla distrazione, la principale causa di incidenti e si ritiene che con un’andatura adeguata ai limiti circa uno su cinque si potrebbe evitare.

SCATOLA NERA E “ALCOOL TEST” FACOLTATIVI

Si parla poi anche di introdurre il rilevatore di ostacoli in movimento nelle manovre in retromarcia, già in offerto su alcuni modelli (come la nuova Mercedes Classe B), e di predisporre le auto a montare misuratori di tasso alcolemico in grado di impedire l’avviamento per scongiurare il rischio che i guidatori si mettano al volante in condizioni non ottimali . Inoltre, tra i dispositivi aggiuntivi sono comprese anche le scatole nere in grado di registrare i dati degli incidenti. Per i mezzi più grandi e pesanti saranno anche richieste una maggiore visibilità, telecamere per il monitoraggio degli angoli ciechi e, di nuovo, dispositivi anticollisione.

NUOVI CRASH LATERALI E TEST PER LE GOMME USURATE

Anche le prove per verificare il livello di sicurezza vedranno un’evoluzione, con nuovi e più severi crash test di urto laterale e standard più esigenti richiesti per quelli frontali, che imporranno alle Case un’ulteriore evoluzione delle strutture oltre che di parabrezza conformati in modo da ridurre il rischio di lesioni a pedoni e ciclisti. Non è tutto: anche le gomme in sede di omologazione dovranno dar prova di efficacia non soltanto da nuove, ma anche da usurate, con l’istituzione di appositi test che verificheranno aderenza e comportamento sul bagnato a battistrada consumato. Una battaglia vinta da Michelin che si batte da tempo su questo fronte, vedi questo interessante video che sfata il mito dei 3-4 mm.

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