Francia dice no al Full Self-Driving Tesla: i motivi della scelta

Francia dice no al Full Self-Driving Tesla: i motivi della scelta

No di Parigi al sistema di guida assistita Tesla FSD: prima sconfitta nell'UE per Musk, dopo la vittoria nei Paesi Bassi, e poi in Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania

 

No di Parigi al sistema di guida assistita Tesla FSD: prima sconfitta nell'UE per Musk, dopo la vittoria nei Paesi Bassi, e poi in Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania

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24 Luglio 2026 - 14:45

La Francia dice no all’uso del software di assistenza evoluta alla guida Full Self-Driving (FSD) di Tesla nell’Unione Europea: nella sua forma attuale, non è ancora un sistema sicuro sulle strade del Vecchio Continente, secondo la nazione transalpina. Si tratta della prima sconfitta per Elon Musk nell’UE, dopo i sì ottenuti fra l’altro dai Paesi Bassi e altrove. L’approvazione olandese è per ora valida nella patria dei tulipani, mentre l’estensione all’intero territorio comunitario richiede ulteriori passaggi.

Da Parigi, il ministro dei Trasporti Philippe Tabarot ha evidenziato le preoccupazioni relative all’eccesso di velocità (dovuta all’automobilista) e alla disattenzione del conducente, spiega la Reuters.

TESLA FULL SELF DRIVING: LE RAGIONI DEL NO

In dettaglio, un guidatore – attivando l’FSD – potrebbe essere indotto a correre troppo rispetto al limite di velocità. E indotto a distrarsi con altre attività, come chattare con lo smartphone in mano distogliendo gli occhi dalla strada. Con ripercussioni gravissime.

Chi si trasforma in passeggero, nonostante sia al lato guida col volante davanti, è destinato a causare sinistri gravissimi, mettendo a repentaglio l’incolumità altrui (inclusi i pedoni) e la propria.

L’FSD di Tesla è un sistema di assistenza alla guida in grado di accelerare, frenare e sterzare, mentre il conducente umano rimane pronto a intervenire. Non la macchina robot al 100%, non il massimo grado di automazione.

“In Francia riteniamo che, sebbene questo sistema offra una serie di progressi tecnologici, i compromessi in termini di sicurezza non siano ancora sufficienti a giustificarne l’autorizzazione nella sua forma attuale“, ha affermato Tabarot. Aggiungendo che altri Paesi europei condividono queste preoccupazioni, pur senza nominarli.

L’indiziata numero uno è la Svezia, che potrebbe opporsi all’approvazione. Siccome parliamo di una nazione da sempre straordinariamente evoluta sotto il profilo della sinistrosità stradale, il no del Paese scandinavo avrebbe un peso specifico superiore a quello di Parigi.

REAZIONE DURA DI MUSK

Da parte sua, l’autorità stradale olandese RDW ha approvato la tecnologia per l’uso sulle strade olandesi su base provvisoria ad aprile, spingendo Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania a fare altrettanto in vista di un possibile voto a livello di blocco sul piano questo autunno.

Il software FSD è considerato un punto di forza commerciale e generatore di entrate per Tesla, le cui immatricolazioni europee si stanno gradualmente riprendendo dopo il calo dello scorso anno. Rispondendo alle osservazioni di Tabarot in una dichiarazione su X, il CEO di Tesla Elon Musk ha scritto che “ritardare l’approvazione del FSD in Francia costerà vite umane“.

Francia dice no al Full Self-Driving Tesla i motivi della scelta

PROBLEMA NUMERO UNO: L’ESSERE UMANO, NON L’AUTO

Il fattore umano è esattamente il nodo gordiano sollevato da Parigi e il vero limite concettuale di ogni sistema di assistenza alla guida.

Il problema è la fallibilità comportamentale: l’automobilista imprudente tende a delegare la vigilanza quando l’auto gestisce in autonomia accelerazione, frenata e sterzata, finendo per distrarsi proprio nei contesti urbani più complessi e imprevedibili (incroci, rotatorie, cambi di corsia) dove invece la prontezza di riflessi umana dovrebbe essere massima.

Va quindi messa a punto l’interazione tra le capacità del sistema e i limiti cognitivi del conducente. Solo l’automobilista virtuoso utilizza in modo intelligente questa tecnologia: sfrutta l’assistenza come un supporto alla vigilanza attiva, l’utente medio tende a sovrastimare le capacità del software, trasformando un sistema collaborativo in un fattore di rischio nei tratti stradali più critici.

ASSENZA DI EVIDENZE SCIENTIFICHE SOLIDE E INDIPENDENTI

La tesi di Elon Musk si basa sull’argomento secondo cui i sistemi di assistenza riducono complessivamente i tassi di incidenti rispetto alla distrazione o all’errore umano puro, e che ritardare l’adozione di una tecnologia in evoluzione prolunga l’esposizione degli automobilisti agli incidenti causati dalla guida umana tradizionale.

In realtà, in assenza di evidenze scientifiche solide e indipendenti, c’è un dato non discutibile: la falsa percezione di invulnerabilità data dalla macchina robot incentivano comportamenti di guida a rischio degli automobilisti meno disciplinati, i quali tendono a delegare interamente il controllo e a distrarsi proprio in città.

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