Rottamazione diesel: Londra quota le vecchie auto fino a 3500 sterline

Il sindaco di Londra pensa che il governo non faccia abbastanza contro l'inquinamento e vuole rottamare i diesel. Fino a 3500 sterline per sostituirli

9 maggio 2017 - 16:41

Il Dieselgate ha squarciato un grande velo d'ipocrisia che copriva non soltanto una Casa automobilistica ma anche altri Marchi e persino Governi , Enti nazionali e Istituzioni europee (leggi del Parlamento EU che accusa gli Stati che hanno favorito i trucchi). Le polemiche e le azioni legali e di protesta scatenate dal Dieselgate non si contano più, con rimborsi miliardari e fiumi di parole e di richiami. Una tendenza sembra comunque emergere: l'appannamento della stella del diesel. Il Sindaco di Londra, per esempio, chiede in mezzo alle polemiche incentivi fino a 3.500 sterline per la sostituzione dei veicoli a gasolio.

PIANO “TIMIDO” La vicenda è tutt'altro che lineare e comprende persino ricorsi che hanno visto dichiarare illegali persino le decisioni dei Ministri per l'ambiente. Vediamo comunque ora gli ultimi sviluppi, che riferiscono del Sindaco di Londra, Sadiq Khan, giudicare insufficienti le misure dell'ultimo piano antismog governativo e rilanciare la sua idea di una rottamazione delle auto diesel. Il molto criticato schema d'azione, reso noto tramite una consultazione pubblica, prevede incentivi a chi rottama le auto più vecchie e il montaggio in retrofit di dispositivi di trattamento degli scarichi di autobus, camion e dei tradizionali taxi neri per diminuire le loro emissioni di NO2.

Fra le altre misure citiamo l'istituzione di Clean Air Zone (CAZ) in decine di grossi centri urbani e città e la facoltà, per gli amministratori locali, di vietare l'accesso o imporre pedaggi per determinate zone delle città (leggi dei blocchi del traffico in Italia nel 2017).

ZONA È MEGLIO La protesta/proposta di Sadiq Khan prende spunto da questa bozza di proposta per rilanciare la sua idea di incentivi statali per rottamare i veicoli diesel: 2.000 sterline per ogni auto eliminata (in favore di un modello a basso impatto o per passare a modi diversi di trasporto) e 3.500 sterline per la rottamazione dei veicoli commerciali. La proposta del governo stima invece che un aumento del numero delle CAZ dalle attuali 6 pianificate a 27 potrebbe avere un impatto di gran lunga maggiore, nella riduzione dell'inquinamento, rispetto ad altre soluzioni e farebbe risparmiare oltre 1 miliardo di sterline rispetto alla rottamazione. Queste aree controllate abbasserebbero gli NO2 1.000 volte di più rispetto ad uno scrap dei vecchi diesel, anche se i veicoli rottamati venissero sostituiti tutti da elettriche pure. Diversi esperti hanno sostenuto che anche una rottamazione radicale non avrebbe gli effetti sperati se non accompagnata da azioni che coinvolgano le infrastrutture, i trasporti pubblici e le industrie (leggi che le case inquinano 6 volte di più delle auto) Nonostante queste proiezioni positive Sadiq Khan ha tuonato che “il piano è debole e non raccoglie l'urgenza della questione. Ciò significa che migliaia di persone continueranno a morire prematuramente e inutilmente e molti bambini avranno problemi di salute a lungo termine”.

VISIONI CONTRAPPOSTE Il Segretario di stato per l'ambiente, il cibo e l'agricoltura, Andrea Leadsom, ha dichiarato che “migliorare la qualità dell'aria è una priorità fondamentale e sosterremo le imprese nella costruzione di un'economia più forte e più pulita. Il nostro piano include opzioni per rottamazioni mirate dei diesel”. I produttori di automobili, per mezzo del loro rappresentante Mike Hawes, approvano: “accogliamo con favore le proposte governative per migliorare la qualità dell'aria nel Regno Unito; esse affermano che i più recenti diesel Euro 6 (leggi dell'assurdo stop degli Euro 6 a Torino) non dovranno essere tassati ulteriormente in nessuna area del Paese. Vogliamo collaborare con il governo per incoraggiare la diffusione dei più recenti veicoli a basse emissioni, indipendentemente dal tipo di carburante”. Posizioni ragionevoli ma che presuppongono fiducia nei dati di emissioni dichiarati, cosa che il Dieselgate ha gravemente compromesso, negli ambientalisti in primis, che ancora ricordano le terribili crisi di smog degli anni '50.

È interessante ricordare che i piani precedenti sono stati dichiarati illegali più volte in tribunale (nell'aprile 2015 e a novembre 2016) in quanto inefficaci nella tutela della salute pubblica. Dalle carte dell'ultima causa è emerso che il Ministero del Tesoro aveva bloccato ben 16 CAZ, proposte di altri Ministeri, perché timoroso dell'impatto politico: è per questo che gli ambientalisti di ClientEarth, già promotori delle azioni precedenti, sono pronti ad andare per vie legali anche contro quest'ultima proposta, giudicata nebulosa e poso incisiva.

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