Blocchi del traffico a Torino: l'assurdo stop ai diesel Euro 6

Mano pesante del Comune di Torino verso i Diesel: blocchi del traffico anche per gli Euro 6. La città sbugiarda la Case e le omologazioni

15 febbraio 2017 - 15:23

La salute dei cittadini deve stare a cuore ad un Sindaco? Sicuramente si: oltre a considerazioni etiche e di rispetto della salute pubblica, esistono anche norme che imputano ai Sindaci precise responsabilità in materia ambientale. Ecco perché i Primi Cittadini di molte città spesso e volentieri deliberano gli stop della circolazione veicolare (leggi l'elenco aggiornato delle città che hanno previsto blocchi per il 2017). Le nuove norme varate dalla Giunta comunale di Torino (le potrete leggere nel file allegato) sono però così drastiche da sconfessare le procedure di omologazione e le Case che le hanno superate positivamente.

DIESEL AL BANDO Il succo della delibera “torinese” è semplice: quando la quantità di particolato supera certi valori per più giorni tutte le automobili diesel, anche le più moderne e pulita, vengono bloccate in tutta la città. La drastica misura assume contorni assurdi perché lo stop accomuna auto a gasolio anche modernissime a veicoli veramente e schiettamente inquinanti come le vetture a “Benzina, GPL e Metano con omologazione precedente all'Euro 1”, che non potranno circolare su tutto il territorio cittadino dalle 8 di mattina alle 19 (leggi che le emissioni delle auto sono solo la punta dell'iceberg dell'inquinamento urbano). La misura scatta quando la combinazione inquinamento & durata raggiunge un parametro chiamato 'LIVELLO “ARANCIO” – 3 giorni di sforamenti consecutivi della soglia di 100 mcg/m3' del particolato PM10 (ricordiamo che 1 mcg corrisponde a 1 μg, ossia un milionesimo di grammo).

MA PERCHÉ? Per non paralizzare completamente la città è consentito il transito, nella ZTL, dei “veicoli di residenti in ZTL a benzina, gpl e metano con omologazione almeno Euro 1”. In pratica nella Zona a Traffico Limitati un residente potrà circolare anche con dinosauri Euro 1 ma non con un'evoluta diesel Euro 6. Per non ridurre alla fame cittadini e attività produttive i mezzi per il trasporto merci avranno delle “finestre”: nei giorni feriali il transito è proibito dalle 8:30 alle 14 e dalle 16 alle 19 (il sabato e i giorni festivi valgono gli orari 8:30 – 15 e 16 – 19) per quelli “Benzina con omologazione precedente all'Euro 1 e TUTTI i veicoli diesel”. Nella ZTL il divieto vale ogni giorno dalle 8 alle 19 per i veicoli “Benzina e diesel con omologazione precedente all'Euro 1” e con le finestre orarie già viste per “Tutti i veicoli benzina e diesel con omologazione almeno euro 1 e tutti i veicoli gpl e metano”. Queste distinzioni lasciano fortemente interdetti: è vero che i residenti nella ZTL sono una quota fortemente minoritaria del totale dei cittadini ma è altrettanto vero che bloccare in tutta Torino, anche nel settore del trasporto merci, veicoli a benzina al di sotto delle norme Euro 1 e i diesel più recenti sembra veramente assurdo.

LA SCALA DEL BLOCCO Lo stupore aumenta considerando che nel 'LIVELLO “GIALLO” – 7 giorni di sforamenti consecutivi della soglia di 50 mcg/m3' il divieto dalle 8 alle 19 riguarda auto “Benzina, gpl e metano con omologazione precedente all'Euro 1 e Diesel con omologazione precedente all'Euro 5”. Si bloccano quindi soltanto le Euro 0 e le No Euro e tutte le diesel dalla norma Euro 4 in giù. Se il particolato arriva al 'LIVELLO “ROSSO CINABRO” – 3 giorni di sforamenti consecutivi della soglia di 150 mcg/m3' il traffico merci è poi bloccato in tutta la città nei feriali (con le finestre già viste) mentre quello privato è fermo tutti i giorni dalle 8 alle 19. In questi blocchi si salveranno soltanto, oltre ai mezzi speciali e a quelli di soccorso e protezione, le elettriche, le ibride ed i mezzi a due ruote a 4 tempi. Anche qui le perplessità sono diverse: le auto ibride “normali” (cioè le non plug-in) hanno autonomie elettriche ridicole e quindi funzionano praticamente sempre come i veicoli convenzionali mentre i “2 ruote”, per quanto in numero molto inferiore rispetto alle auto, sono al massimo Euro 4.

SFIDUCIA GLOBALE Leggendo il provvedimento si capiscono alcuni degli input che hanno condotto a decisioni tanto controverse (questi blocchi si attiveranno eventualmente nel periodo 20 febbraio – 15 aprile 2017). Si evince quindi che la “Città di Torino ha adottato il 'Protocollo operativo per l'attuazione delle misure urgenti antismog', proposto dalla Regione Piemonte e approvato con DGR n 24-4171 del 7 novembre 2016” ma “dopo circa due mesi di applicazione del protocollo regionale, le concentrazioni di PM10 rilevate a Torino sono rimaste, per la maggior parte del tempo, superiori al valore limite giornaliero compatibile la salute umana (50 μg/m3). La Città di Torino ritiene quindi opportuno applicare misure più restrittive rispetto a quelle introdotte con l'ordinanza 81/2016”. Dopo un po' arriva la bomba: “I nuovi provvedimenti introducono limitazioni più restrittive soprattutto nei confronti dei veicoli diesel, che, così come sottolineato ancora una volta dall'Agenzia Europea dell'Ambiente nel report sulla qualità dell'aria 2016, sono i principali responsabili delle emissioni di PM10 ed NOx (inquinanti precursori della componente secondaria del particolato stesso). Lo stesso rapporto evidenzia, peraltro, significative discrepanze tra i valori di NOx rilevati dal monitoraggio in ambiente controllato e quelli osservati in condizioni reali di guida anche per i veicoli diesel più recenti (Euro 5, Euro 6) (….) Pertanto le limitazioni (….) si concentreranno prevalentemente sui veicoli diesel partendo da quelli più inquinanti” (leggi cosa cambia nel passaggio delle Norme Euro 5 a Euro 6). Gli strascichi del Dieselgate colpiscono quindi ancora, con Istituzionali locali che sbugiardano sia le procedure di omologazione sia la buona fede delle Case. A limitare la poca ragionevolezza di queste norme arriva per fortuna la presa di coscienza che i veicoli non sono le uniche fonti d'inquinamento delle città (leggi l'indagine che dice che le case inquinano 6 volte più delle auto). Nella Delibera si legge infatti che, a partire dal livello Arancio, scattano anche misure quali “riduzione di 2 gradi (o di 2 ore del funzionamento) del riscaldamento degli edifici pubblici; divieto di bruciare residui vegetali in campo; divieto di utilizzo di caminetti aperti nel caso sia presente un sistema alternativo per il riscaldamento domestico”.

2 commenti

Giovanni
16:53, 15 febbraio 2017

Invece non è per niente assurdo, per esempio in Germania i “dinosauri” a benzina euro 1 sono considerati pari ad un euro 6 diesel. Se i tedeschi fanno questo ragionamento ci sarà un motivo? D'altronde tralasciando i NOX, sui quali il discorso è un po' complicato, il motore a benzina emette sempre e comunque meno particolato del diesel e i FAP lasciano un po' il tempo che trovano (quando si rigenerano quel particolato comunque, almeno in parte, lo riemettono)

MJAB
18:26, 16 febbraio 2017

I motori benzina ad iniezione diretta emettono più polveri sottili dei motori diesel dotati di filtro antiparticolato. In particolar modo emettono PM2.5.
Ci sono svariati studi ed in un prossimo futuro dovranno essere dotati molto probabilmente di filtro antiparticolato.
Basta cercare gli studi scientifici al riguardo.

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