Richiamo Volkswagen Cina: 1,8 milioni di auto con pompa carburante difettosa

Un problema alla pompa carburante la causa del maxi richiamo che Volkswagen ha effettuato su tre modelli: Magotans, CCS e Passat

5 settembre 2017 - 10:06

Come si dice in queste situazioni: piove sempre sul bagnato. Dopo i problemi dovuti dal dieselgate e ad altri problemi di varia natura accusati su alcuni modelli del proprio listino, arriva un nuovo richiamo, in Cina, per Volkswagen. Ben 1,8 milioni di auto sono state richiamate per un problema con la pompa carburante. Un problema che ha coinvolto non solo la Casa tedesca, ma anche i suoi partner cinesi di SAIC e FAW.

SONO TRE I MODELLI COINVOLTI Quello di settembre è un mese che non sembra essere cominciato nel migliore dei modi per il gruppo Audi Volkswagen. Dopo gli ultimi problemi legati al dieseglate – ricorderete la prima condanna arrivata a l'ing. James Liang della quale vi avevamo parlato in questo nostro articolo – arriva un nuovo richiamo in Cina che riguarda tre modelli del colosso tedesco prodotti in questo paese. Il richiamo è valido per i modelli Magotans (commercializzato nella sola Cina, molto simile alla Passat) prodotti tra il 2007 e il 2014, la CCs (prodotta interamente da FAW-Volkswagen) tra il 2009 e il 2014 e la Passat prodotta tra il 2011 e il 2015 da SAIC Volkswagen, insieme a circa 19 mila vetture importate. Un richiamo che si somma alle circa 700 mila Audi protagoniste di un recall proprio qui in Cina a marzo che riguardava un problema meccanico sul tettucci di Q5 e sQ5.  

UN PROBLEMA GIÀ NOTO ALLA CASA Il difetto è stato riscontrato dopo un'inchiesta delle autorità cinesi cominciata nell'aprile 2016, e potrebbe portare al blocco completo del motore se non individuato e risolto nel minor tempo possibile. Il componente verrà comunque sostituito in modo del tutto gratuito da Volkswagen e i suoi partner cinesi FAW e SAIC a partire da dicembre, il che fa pensare, guardando alle tempistiche, di un problema si serio ma non così grave. Un problema solo cinese? In realtà no, infatti già la settimana scorsa, Volkswagen, aveva effettuato un richiamo simile negli Stati Uniti, che comprendeva circa 281.000 veicoli, sempre per un problema alla pompa carburante.

TANTI RICHIAMI NELL'ULTIMO PERIODO Un problema, questo, che si va a sommare ad altri numerosi richiami che l'azienda di Wolfsburg sta effettuando nell'ultimo periodo e che non hanno riguardato il solo motore. Ad aprile già c'era stato un maxi richiamo per le vetture protagoniste dello scandalo del dieselgate – qui il nostro approfondimento sulle cause dei cedimenti accusati su alcune vetture dopo l'aggiornamento -, mentre a luglio un altro recall riguardò i freni di alcuni suoi modelli – non solo Volkswagen, ma anche Skoda e Audi, come ve ne avevamo raccontato in questo nostro approfondimento. Problemi abbastanza seri, se poi si aggiungono anche quelli ai sedili – di cui ve ne abbiamo parlato giusto qualche mese fa in questo articolo.

IL DIESELGATE CONTINUA A PESARE Per quanto la stessa Casa abbia escluso il dieselgate tra le cause di questo nuovo richiamo, è evidente come, questo, stia pesando e non poco sulle spalle di uno dei gruppi automobilistici più grandi e potenti del mondo. Le spese esorbitanti dovute alle multe da pagare (si parla di 4,3 miliardi di euro di multa e ben 125,5 miliardi di dollari investiti per i recall) probabilmente porteranno a qualche altro scossone interno. Per non parlare dei problemi di immagine, dovuti anche ad alcuni problemi sulle vetture riaggiornate dopo il dieselgate – tanto da costringere Volkswagen a richiamare nuovamente gli stessi modelli che erano stati aggiornati, come vi abbiamo raccontato qui -, e delle politiche attuate per il mercato europeo – con un prolungamento della garanzia di due anni ai clienti europei – che pare non abbiano soddisfatto i propri clienti.

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