Maxi-richiamo motori 1.5 BlueHDi: Stellantis aggiorna la campagna nel 2026
Richiamo Stellantis: difetto catena 1.5 BlueHDi. Analisi tecnica, modelli coinvolti, nuove norme manutenzione
Richiamo Stellantis: difetto catena 1.5 BlueHDi. Analisi tecnica, modelli coinvolti, nuove norme manutenzione
Periodo non troppo fortunato per Stellantis: dopo il lungo e logorante caso dei motori a benzina 1.2 PureTech e la crisi degli airbag Takata, il colosso nato dalla fusione tra PSA e FCA deve ora affrontare un’altra falla sistemica, ossia il maxi-richiamo dei motori diesel 1.5 BlueHDi. Questo propulsore, pilastro delle vendite per marchi come Peugeot, Citroën, Opel, DS e recentemente anche Fiat, è affetto da un difetto di progettazione che può portare alla distruzione totale dell’unità termica. Ecco un’analisi dettagliata di cosa sta accadendo, quali sono le cause tecniche e cosa devono fare i proprietari. Sebbene il problema sia noto, nel marzo 2026 la situazione si è arricchita di nuovi dettagli che riguardano 50.000 auto (riporta così L’Argus).
LA NOVITÀ DEL 2026: AGGIORNAMENTO SOFTWARE E NUOVI LOTTI
A differenza delle prime campagne di riparazione, l’ondata di richiami di inizio 2026 introduce una novità tecnica fondamentale: la diagnosi software preventiva.
- Software di allerta (ECU): Stellantis sta richiamando circa 50.000 ulteriori veicoli in tutta Europa (notifica tramite sistema Safety Gate UE) per installare un aggiornamento della centralina motore. Questo software è in grado di monitorare il “rumore” e le vibrazioni della catena: se rileva un allungamento anomalo, accende una spia di allerta sul cruscotto, permettendo al conducente di fermarsi prima che la catena si spezzi.
- Il controllo acustico in officina: le reti ufficiali utilizzano ora un’app specifica per “ascoltare” il motore. Se il test fallisce, la sostituzione della catena (con il passaggio da 7 mm a 8 mm) è immediata e obbligatoria.
- Estensione ai modelli recenti: se inizialmente il problema sembrava confinato ai modelli pre-2022, le nuove segnalazioni hanno spinto il Gruppo a monitorare con più attenzione anche i telai prodotti fino a febbraio 2023, momento in cui la catena rinforzata da 8 mm è entrata ufficialmente in linea di produzione.
LA GENESI DEL GUAIO
Il motore 1.5 BlueHDi (nome in codice DV5) è stato introdotto nel 2017 per sostituire il leggendario 1.6 BlueHDi. Progettato nell’era PSA in collaborazione con Ford, l’obiettivo era creare un diesel estremamente efficiente, leggero e conforme alle severe normative Euro 6d. Per ottenere questi risultati, i progettisti hanno operato scelte tecniche estreme. Tra queste, la decisione di utilizzare una catena di distribuzione per gli alberi a camme con uno spessore di soli 7 millimetri. Questa catena ha il compito cruciale di sincronizzare il movimento delle valvole con quello dei pistoni. Il guaio risiede proprio in quei 7 mm. La catena originale si è rivelata sottodimensionata per lo stress meccanico a cui è sottoposta, specialmente in condizioni di utilizzo intenso o con lubrificanti non più freschi.
COSA POTREBBE ACCADERE
- Usura prematura e allungamento: con il tempo, la catena tende ad allungarsi. Questo fenomeno altera la sincronizzazione del motore (messa in fase).
- Molti automobilisti riferiscono di aver avvertito rumori metallici simili a un battito o a un fruscio (il cosiddetto “cricket noise”) proveniente dal vano motore, segnale imminente del cedimento.
- Se la catena si spezza, le valvole colpiscono i pistoni. Il risultato è quasi sempre la distruzione della testata e dei pistoni stessi, rendendo necessaria la sostituzione dell’intero motore, con costi che possono superare i 5.000-7.000 euro.

LE LINEE GUIDA
Un fattore aggravante individuato da Stellantis è la qualità dell’olio. L’accumulo di fuliggine (soot) nel lubrificante agisce come una pasta abrasiva, accelerando l’erosione delle maglie della catena. Dopo anni di segnalazioni da parte di officine indipendenti e associazioni di consumatori, Stellantis ha avviato una massiccia campagna di richiamo e di aggiornamento tecnico che coinvolge milioni di veicoli in tutta Europa (oltre 600.000 solo in Francia). La soluzione definitiva adottata in produzione (da febbraio 2023) e proposta come riparazione è il passaggio a una catena da 8 millimetri. Questo aggiornamento non è semplice: richiede la sostituzione non solo della catena, ma anche degli alberi a camme e del coperchio della testata, poiché i componenti originali non possono ospitare la catena più larga. Per i veicoli già in circolazione prodotti prima del 2023 che non mostrano ancora segni di cedimento, Stellantis ha modificato le prescrizioni sulla manutenzione. In molte officine autorizzate, l’olio raccomandato è passato dallo 0W30 al 5W30 (specifica FPW9.55535/03). Quest’ultimo, essendo leggermente più viscoso a caldo, dovrebbe offrire una migliore protezione ai componenti della distribuzione.
I MODELLI COINVOLTI
La lista delle vetture potenzialmente affette è lunghissima e copre il periodo di produzione tra il 2017 e l’inizio del 2023.
- Peugeot: 208, 308, 508, 2008, 3008, 5008, Rifter, Partner.
- Citroën: C3, C3 Aircross, C4, C4 Picasso/Spacetourer, C5 Aircross, Berlingo.
- Opel: Corsa, Mokka, Crossland, Grandland, Combo, Astra.
- DS: DS 3 Crossback, DS 7 Crossback.
- Fiat: Nuova Doblò (versioni basate su piattaforma PSA).
- Toyota: Proace City (che utilizza motorizzazioni Stellantis).
E LA GARANZIA?
Sotto la pressione delle autorità e dei consumatori, Stellantis ha introdotto una politica di copertura speciale fino a 10 anni o 240.000 km per i problemi legati alla catena di distribuzione del 1.5 BlueHDi Tuttavia, ci sono delle condizioni rigide.
- Manutenzione documentata: il proprietario deve dimostrare di aver effettuato i tagliandi secondo gli intervalli previsti dalla casa madre.
- Manutenzione conforme: anche se i tagliandi sono stati eseguiti presso officine indipendenti (come permesso dal Regolamento UE), devono essere state utilizzate le specifiche d’olio e i ricambi corretti.
- Rimborsi retroattivi: chi ha già pagato di tasca propria per la riparazione può richiedere il rimborso attraverso i canali ufficiali (siti di supporto dei rispettivi marchi), a patto di presentare tutta la documentazione fiscale.
CHE FARE
Se possedete un veicolo con motore 1.5 BlueHDi prodotto tra il 2017 e il 2023.
- Controllate il telaio: inserite il vostro VIN (numero di telaio) sui siti ufficiali Peugeot, Citroën o Opel per verificare se ci sono campagne di richiamo attive.
- Prestate attenzione ai rumori: se all’avvio a freddo o al minimo sentite un rumore metallico anomalo, spegnete il motore e contattate un’officina.
- Accorciate gli intervalli d’olio: Anche se la casa suggerisce 30.000 km, molti esperti consigliano di cambiare olio e filtro ogni 15.000 km per ridurre l’acidità e i residui abrasivi.
- Richiedete l’aggiornamento software: alcuni richiami prevedono un aggiornamento della centralina che ottimizza la pressione dell’olio per proteggere la distribuzione.