Ricambi auto usati: dal 2017 finte esportazioni più facili

Una proposta del Governo sta per spalancare le porte alle finte esportazioni e alimentare a dismisura il mercato clandestino dei ricambi auto

29 aprile 2017 - 17:00

Il Governo è al lavoro per aggiornare e riformare la Pubblica Amministrazione e tra gli ambiti oggetto del dibattito la nascita della carta unica che andrà a ad accorpare, sostituendoli, libretto di circolazione e certificato di proprietà. Tra le novità normative proposte una ha suscitato non poco clamore per gli effetti collaterali che rischia di provocare, dando via libera a finte esportazioni di auto usate, rendendo così vita facile a chi traffica nel mercato dei ricambi clandestini. Scopriamo di cosa si tratta e come potrebbero cambiare le regole del mercato auto usate.

CERTIFICATO DI RE-IMMATRICOLAZIONE CONTRO IL MERCATO NERO Allo stato attuale quando un'automobile usata viene venduta per l'esportazione, e quindi radiata dal P.R.A, è obbligatorio presentare un certificato il quale attesti l'avvenuta immatricolazione della vettura nel Paese straniero (Leggi qui come è stata modificata la normativa sull'esportazione delle auto usate).  Si tratta di una norma introdotta nel 2015 con l'intento di evitare che automobili dopo la radiazione per esportazione di fatto svanissero nel nulla, tramutandosi in pezzi di ricambio per il mercato clandestino senza realmente varcare mai in confini nazionali, o realmente acquistate da soggetti stranieri ma con l'intento di farne ricambi da rivendere soprattutto online. Il senso di questa legge era chiaramente quello di tenere traccia delle vetture radiate e rendere meno agevole comportamenti illeciti. La riforma della P.A. propone adesso di cambiare le regole e far sparire proprio questo deterrente in nome della liberalizzazione dello scambio merci (Sai come vanno trattate a norma di legge le auto demolite? Leggi qui).

FAVORIRE LA CIRCOLAZIONE MERCI, MA A CHE PREZZO? Lo scorso febbraio è stato varato dal Governo un decreto legislativo, al momento al vaglio delle commissioni parlamentari, con il quale si cancella l'obbligo di presentare il certificato di re-immatricolazione per le automobili dichiarate vendute all'estero e radiate dal P.R.A. . Il sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha voluto motivare questa proposta spiegando che: “Si intende abolire una prassi amministrativa che ostacola la libera circolazione delle merci in ambito comunitario e che appesantisce il processo di radiazione per esportazione, introducendo nuovi adempimenti per imprese e cittadini”.

PREOCCUPAZIONE PER MOLTI PARLAMENTARI Nel presentare il provvedimento Del Basso De Caro ha sottolineato che l'attuale disciplina non sembra che possa contrastare i traffici transfrontalieri; l'affermazione del sottosegretario però sembra smentita dai dati forniti dalle associazioni dei demolitori e riciclatori ADA e AIRA le quali dichiarano: “Oggi il 65% delle vetture usate vendute rimane in Italia e il 35% viene esportato, prima del 2015 le percentuali erano invertite”. Non sono mancate denunce e rimostranze presentate da parlamentari al Governo, un gruppo di senatori DEM ha scritto ai ministeri interessati un'accorata lettera per chiedere lo stralcio della proposta e mantenere l'attuale normativa (Scopri come difenderti dalle truffe online sui ricambi).

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