Vita da demolitore, come rivive l'auto fuori uso

Un operatore ci racconta come è cambiata la sua attività con uno sguardo rivolto all'ambiente e alla sicurezza dei ricambi nelle riparazioni fai da te

14 settembre 2015 - 13:15

Li chiamavano “sfasciacarrozze” e, pensando alla loro attività, la mente visualizzava cumuli di rottami, auto arrugginite e cani ululanti. Oggi la situazione è molto diversa, il focus è sul riciclo di pezzi e lo smaltimento delle auto a fine vita, attività che, come spiegatoci da un demolitore, deve rispettare criteri ben precisi e salvaguardare sicurezza e ambiente.

RESPONSABILITÀ E ADEMPIMENTI – Per approfondire questi aspetti ci siamo rivolti a Autodemolizioni Signor SrL, azienda trevigiana che ha 46 anni di esperienza avendo iniziato l'attività nel 1969. L'attività dei demolitori è interessante per diversi motivi, uno dei quali è sicuramente la possibilità di reperire ricambi risparmiando parecchio rispetto ai canali tradizionali, per non parlare dell'attività di smaltimento dei componenti inquinanti di un'auto a fine vita. Per avere lumi abbiamo chiesto conto dei cambiamenti dell'attività dell'autodemolizione negli ultimi 20 anni: un cambiamento importante c'è stato senza dubbio, dato che l'autodemolitore ora è responsabile di tutto il fine vita dell'auto, dalle pratiche per la cancellazione dal PRA alla bonifica dei materiali pericolosi, al recupero delle parti che possono essere reimpiegate. Il è tutto regolato da una rigorosa normativa, che ha comportato l'adozione di attrezzature per rendere tutta la lavorazione a basso impatto ambientale e nello stesso tempo più veloce. Le fasi principali del processo di smaltimento sono la rimozione di tutte le sostanze pericolose come batteria, liquido antigelo, l'olio, il gas refrigerante e quant'altro. Il nostro interlocutore ci ha confermato come la continua evoluzione nelle norme ambientali, per giunta passibile di interpretazioni diverse, renda molto complicato rimanere aggiornati, ma è l'unico modo per dare un futuro a queste aziende.

CURA DELL'AMBIENTE – A questo punto il veicolo è ambientalmente sicuro e si può procedere allo smontaggio delle parti che possono essere reimpiegate come ricambi usati, la cui vendita avviene solo dopo aver effettuato un controllo sulla loro integrità. Si può quindi procedere alla rimozione dei materiali suscettibili di riciclo, come le plastiche, i cristalli ed i materiali ferrosi e di alluminio; ad operazione effettuata si procede alla demolizione completa del veicolo, ossia la pressatura che riduce l'automobile ad una sorta di “cubo” che facilita il trasporto e il recupero dei materiali acciaiosi della scocca. Rispetto a qualche tempo fa, che vedeva la raccolta solamente di ferro, alluminio e rame, oggi è possibile recuperare i molti altri materiali citati più sopra e anche gli pneumatici fuori uso. Il vantaggio per l'autodemolitore è pressoché nullo ma è grande per l'ambiente visto che le coperture esauste possono essere reimpiegate in molti modi. I più “preziosi” economicamente rimangono il rame e l'alluminio ma purtroppo essi sono presenti in piccole quantità negli autoveicoli.

L'USATO CONTROLLATO – Ritornando all'importante capitolo dei ricambi usati abbiamo scoperto che i pezzi più richiesti sono quelli della parte anteriore, come il cofano, i fascioni paraurti ed i fari. Nell'autodemolizione si riscontra inoltre come le richieste interessino un po' tutte le tipologie delle auto, magari perché il pezzo nuovo è difficile da reperire o troppo costoso da riparare. Rimane la questione della verifica dei ricambi usati, che va considerata a parte se si parla di pezzi connessi con la sicurezza, ad esempio gli airbag, i pretensionatori, le sospensioni, le cinture, i particolari del sistema frenante, di trasmissione, di alimentazione e di sterzo. In particolare airbag e pretensionatori pirotecnici, essendo componenti che possono esplodere, devono essere neutralizzati. In effetti se pensate a quanto sono complicati gli airbag, ad esempio leggendo la visita agli stablimenti TRW, e al fatto che Honda sta ricomprando gli airbag dai demolitori, in seguito al caso-Takata, si capisce perché essi non vadano riciclati. Gli altri gruppi connessi alla sicurezza possono essere rivenduti agli autoriparatori, che ne verificheranno l'integrità in aggiunta alla prima selezione fatta dal demolitore. Ricordiamo come anche i proiettori anteriori debbano essere gestiti da un professionista, perché devono essere in perfetto stato e montati ben allineati.

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