Omicidio stradale: al via il protocollo operativo per Polizia e ospedali

La Regione Lazio ha siglato un protocollo specifico che colma i vuoti procedurali sul prelievo di sangue coattivo, definito a volte illegittimo

10 ottobre 2016 - 16:54

La piaga degli incidenti stradali mortali va combattuta con ogni mezzo, dalle campagne di sensibilizzazione ai controlli su strada, non trascurando anche gli strumenti legislativi. È in quest'ottica che, dopo discussioni durate anni, si è approvata la Legge sull'omicidio stradale, un provvedimento indubbiamente utile ma che ha evidenziato diverse criticità, alcune piuttosto gravi. Il prelievo del sangue coattivo, per esempio, è stato osteggiato da molti e ha creato anche difficoltà alle Forze dell'Ordine e al personale sanitario ma un protocollo, presentato pochi giorni fa e firmato dalla Regione Lazio e dalla Procura, può essere un passo avanti verso la soluzione.

NUOVI REATI Ricordiamo che la Legge 23, entrata in vigore il 25 marzo 2016, ha introdotto nell'ordinamento penale i reati di cui agli articoli 589 bis e 590 bis del Codice Penale. Essi definiscono il reato di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi e gravissime (leggi perché con questo reato un incidente banale può costare caro) ed elevano ad autonome figure di reato le condotte di chi provoca, violando le norme che disciplinano la circolazione stradale, la morte o lesioni personali gravi o gravissime ad un altro individuo. Il legislatore ha così voluto predisporre una risposta sanzionatoria più adeguata alla gravità delle offesa a beni primari quali la vita e l'incolumità fisica delle persone. In quest'ottica è stato introdotto un inasprimento delle sanzioni che prevedono circostanze aggravanti che puniscono specialmente la guida in stato di ebbrezza e/o sotto l'influsso di stupefacenti, la determinazione del quale avviene con un prelievo coattivo di materiale organico (leggi un'analisi della Legge che evidenzia i test tossicologici obbligatori e istantanei).

PRELIEVO, SI O NO? In effetti la discrezionalità con la quale viene deciso questo prelievo e la difficoltà di convocare il legale della persona soggetta al prelievo steso, perché assista all'operazione, hanno creato non pochi problemi (in effetti questi aspetti erano già stati considerati fra i pro e i contro delle Legge in arrivo) e quest'intesa fra Regione Lazio e Procura di Roma cerca di risolverli. Se da un lato il Codice della Strada, con gli articoli 186, comma 7 e 187, comma 8, prevede la denuncia per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti, una modifica dell'art. 359 bis del Codice di Procedura Penale introduce la possibilità per gli organi di Polizia di accompagnare in maniera coattiva l'interessato presso il più vicino presidio ospedaliero per sottoporlo, sempre coattivamente, al necessario prelievo o accertamento (leggi del Drug Test che dà risultati immediati): questa procedura ha generato molti ricorsi. In sede di dibattimento è sovente accaduto che venisse messo in discussione l'operato degli agenti o degli infermieri. La Procura della Repubblica di Roma ritiene legittimo il prelievo coattivo del sangue (per la Procura di Udine il prelievo coattivo è lecito se il soggetto è cosciente) per accertare lo stato di alterazione e ha quindi richiesto ai dirigenti della Sanità Regionale un protocollo a livello distrettuale per regolamentare la fase dei prelievi.

OPERIAMO BENE Il protocollo considera le incombenze formali che gli agenti di Polizia dovranno compiere e le garanzie che devono essere riconosciute all'indagato che deve essere sottoposto contro la propria volontà ad accertamenti tecnici irripetibili (il livello dell'alcol nel sangue si abbassa con il passare del tempo), descrivendo in dettaglio la procedura da seguire sia per l'accompagnamento sia per l'accertamento. L'accordo individua sia un elenco di presidi ospedalieri il cui Pronto Soccorso è attrezzato per effettuare i test di screening sia le strutture di secondo livello i cui laboratori hanno la strumentazione idonea all'effettuazione degli esami di conferma; si è pensato anche all'adeguamento di altre strutture e ospedali. Vengono inoltre descritti i compiti e le attività degli operatori sanitari, nominati in questi casi ausiliari di Polizia Giudiziaria, definendo l'iter procedurale, le modalità del prelievo, le sostanze da ricercare ed i campioni biologici da custodire, allo scopo di garantire autenticità, integrità e tracciabilità dei campioni, proteggendoli altresì da sofisticazioni e manomissioni. Sono stati anche previsti corsi di formazione specifici del personale addetto all'accertamento, con approfondimenti su sostanze psicoattive legali ed illegali, tecniche di prelievo del materiale biologico e di custodia dei campioni e anche sulla normativa vigente e le responsabilità dei sanitari nominati ausiliari di PG. Siamo sicuri che quest'azione non placherà del tutto le polemiche ma, in attesa di sviluppi, notiamo che la Polizia Stradale ha rilevato, dal 25 marzo, 411 incidenti mortali e 12.761 incidenti con lesioni; in 208 incidenti si è proceduto per il reato di omicidio stradale e in 338 per quello di lesioni gravi o gravissime. Per il reato più grave sono state arrestate 13 persone in flagranza di reato; 3 persone sono state sottoposte a fermo di P.G. e 192 sono state denunciate a piede libero. Gli arrestati in flagranza per lesioni gravi e gravissime sono stati 2 e i denunciati a piede libero 218. 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

DPCM 24 ottobre 2020

DPCM 24 ottobre 2020: spostamenti ‘sconsigliati’ (ma non vietati). Testo PDF

Consiglio acquisto utilitaria: budget fino a 10.000 euro

Ciclisti più spericolati degli automobilisti? Uno studio spiega perché