Appello globale: “Eliminare i danni causati dai mini incidenti e mantenere la mobilità economica”

Appello globale: “Eliminare i danni causati dai mini incidenti e mantenere la mobilità economica”

La Thatcham Research e gli istituti RCAR chiedono a produttori e assicuratori di collaborare fin dalla progettazione per ridurre riparazioni e costi dei mini incidenti quotidiani

 

La Thatcham Research e gli istituti RCAR chiedono a produttori e assicuratori di collaborare fin dalla progettazione per ridurre riparazioni e costi dei mini incidenti quotidiani

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29 Settembre 2026 - 12:41

La richiesta è semplice: i danni ai veicoli nelle collisioni quotidiane siano eliminati fin dalla fase di sviluppo più precoce. Una sollecitazione che arriva anzitutto dalla Thatcham Research, l’organizzazione per l’intelligence sui rischi automobilistici. Ma più in generale l’auspicio arriva dai 19 principali istituti di ricerca sull’assicurazione auto del mondo, che appartengono 15 Paesi, riunitisi a Città del Messico per la conferenza annuale RCAR (Research Council for Automobile Repairs). In discussione sia la progettazione delle auto sia la prevenzione dei danni e del rischio di incidenti. L’obiettivo finale è una più stretta cooperazione tra assicuratori e produttori di auto per ridurre la frequenza e il costo dei sinistri, permettendo che la mobilità sia meno onerosa. Un circolo virtuoso che comprende Case e compagnie assicuratrici, con benefici per i consumatori e la collettività.

DANNI DA MINI INCIDENTI: UN PESO SPECIFICO NOTEVOLE

Secondo Jonathan Hewett, amministratore delegato della Thatcham Research, “la maggior parte dei conducenti non sarà mai coinvolta in un sinistro ad alta velocità. Ma quasi tutti noi, a un certo punto, faremo i conti con un graffio in un parcheggio, un piccolo urto a un incrocio o un contatto in una rotatoria. Questi eventi quotidiani rappresentano una quota molto grande di ciò che gli assicuratori pagano”. L’esborso della compagnia “dipende in grande misura da come è stato progettato il veicolo”.

I NUMERI COME BASE DI PARTENZA

Ci sono ora più di 1,4 miliardi di auto sulle strade di tutto il pianeta e l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che gli incidenti stradali costino il 3% del PIL globale. Nel Regno Unito, dei 2,9 miliardi di sterline pagati dagli assicuratori per i sinistri automobilistici nel primo trimestre del 2026, 1,9 miliardi di sterline sono stati destinati alle riparazioni dei veicoli, in aumento del 3% rispetto al trimestre precedente. La richiesta media per danni accidentali è salita a 3.699 sterline, in aumento dell’8% rispetto al trimestre precedente, secondo l’Association of British Insurers.

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DOVE INTERVENIRE: TRE PUNTI CHIAVE

  1. Design. Connettività, sistemi di assistenza alla guida e nuove tecnologie di propulsione hanno reso i veicoli significativamente più complessi: questo porta a riparazioni più estese e costi più elevati. Si chiede pertanto che le prestazioni di impatto siano ottimizzate e la riparabilità sia considerata sistematicamente fin dalle prime fasi dello sviluppo del veicolo. I crash test a bassa velocità RCAR sono ora uno standard globale affermato per ridurre i danni nei tipici incidenti di parcheggio e tamponamento.
  2. Adas (aiuti alla guida). I danni da parcheggio e manovra continuano a rappresentare una quota sostanziale dei sinistri totali. L’ampia diffusione della frenata automatica d’emergenza per manovre a corto raggio (Parking AEB) potrebbe ridurre i sinistri per danni da collisione in tutto il mondo fino al 15%. L’Allianz Center for Technology (Germania) ha riscontrato che il 66% degli incidenti in retromarcia durante il parcheggio e le manovre potrebbe essere evitato con la frenata d’emergenza.
  3. Prima aggiustare. Ovunque sia tecnicamente fattibile, la riparazione dovrebbe avere la priorità rispetto alla sostituzione di parti, supportata da un design del veicolo favorevole alla riparazione e dall’uso di componenti riciclati e del mercato ricambi di qualità garantita.

PASSI AVANTI

Jonathan Hewett ha aggiunto: “La notizia incoraggiante è che i produttori stanno ascoltando. Più della metà ora mette la riparabilità davanti alle priorità tradizionali dei clienti, e i dati delle nostre valutazioni mostrano che le nuove auto subiscono meno danni nel test standardizzato a bassa velocità rispetto a un anno fa. Un’auto più rapida ed economica da riparare è più economica da assicurare e da mantenere, e questo rappresenta un vantaggio competitivo per qualsiasi produttore che riesca a farlo nel modo giusto“.

“Ma la strada da fare è ancora lunga. I costi di riparazione rimangono alti e, sebbene la media si stia muovendo nella direzione giusta, il divario tra i modelli migliori e quelli peggiori è ancora decisamente troppo ampio. Quando replichiamo la stessa collisione RCAR a bassa velocità di tutti i giorni nel nostro centro test, un veicolo può richiedere sette ore per la riparazione, mentre un modello paragonabile ne richiede 47. In un altro test recente, due SUV familiari dello stesso segmento di mercato hanno richiesto livelli di riparazione enormemente diversi: uno ha avuto bisogno di 59 parti di ricambio a seguito di un impatto RCAR a bassa velocità, mentre l’altro soltanto di 13″, l’aggiunta.

Con una chiosa: “Stiamo inoltre riscontrando livelli crescenti di danni nascosti che potrebbero non essere visibili senza smontare il veicolo, il che aggiunge costi, complessità e incertezza alle richieste di risarcimento assicurativo. Sono esattamente queste le sfide che una maggiore collaborazione e condivisione delle conoscenze tramite RCAR può aiutare l’intero settore ad affrontare“.

ECCO i 19 ISTITUTI

  • Australia: IAG Research Centre
  • Cina: CIRI Auto Technology Institute
  • Colombia: CESVI Colombia
  • Francia: CESVI France
  • Germania: Allianz Zentrum für Technik (AZT Automotive GmbH)
  • Germania: KTI – Kraftfahrzeugtechnisches Institut
  • Italia: Generali Jeniot S.p.A.
  • Argentina: CESVI Argentina
  • Messico: CESVI México
  • Norvegia: Bilskadekomiteen / Finans Norge Forsikringsdrift
  • Corea del Sud: KIDI / KART
  • Corea del Sud: Samsung Traffic Safety Research Institute
  • Spagna: CESVIMAP
  • Spagna: Centro Zaragoza
  • Svezia: Folksam
  • Svizzera: AXA Versicherungen AG
  • Regno Unito: Thatcham Research
  • Stati Uniti: Insurance Institute for Highway Safety (IIHS)
  • Stati Uniti: State Farm Research

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