Omicidio stradale: prelievo coattivo legittimo se il colpevole è cosciente

Per la Procura di Udine, l'infermiere è un ausiliario di polizia: in caso di possibile omicidio stradale, il prelievo di sangue coattivo è legittimo

15 aprile 2016 - 9:00

Il nuovo reato di omicidio e lesioni stradali ha portato con sé una notevole quantità di problemi (si veda a tal proposito il tempo a disposizione dei giudici per le indagini): la posta in gioco è così elevata, con pene sino a 18 anni di reclusione e 30 anni di revoca della patente (qui tutti i dettagli), da richiedere la massima precisione nelle procedure. Adesso, è arrivata anche un'indicazione preziosa da parte del Procuratore della Repubblica di Udine che, con la circolare 1971/2016, ha chiarito gli aspetti della procedura di accertamento dello stato alterato del guidatore.

PRELIEVO OK In caso di sospetto omicidio stradale, il prelievo coattivo del sangue per il controllo dell'alcolemia o dell'alterazione da stupefacenti è ammesso, se il guidatore è cosciente: così dice il Procuratore. In contrasto con un'interpretazione restrittiva, fondata sulla pronuncia della Corte costituzionale numero 238 del 9 luglio 1996: questa vorrebbe che la disciplina dei prelievi coattivi debba essere applicata in maniera rigorosa in quanto ai “modi”, consistenti esclusivamente nel prelievo di capelli, peli e mucosa del cavo orale. Quindi, in parole povere: per il Procuratore, sì ai prelievi ematici. Per l'interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale, no: il prelievo ematico non è ricompreso tra i mezzi espressamente codificati la cui lista non sarebbe estensibile.

DOV'È IL PUNTO Per la Procura di Udine, “certamente il legislatore non ha previsto un così preciso ed apparentemente inesorabile meccanismo di prelievo coattivo, per permettere che esso venga aggirato solo perché può provocare una qualche sofferenza”. In definitiva, “deve ritenersi che il prelievo del sangue mediante la consueta puntura con una siringa sterile sia un operazione che, salvo casi assolutamente eccezionali, provochi una sofferenza di lieve entità, come tale compatibile con l'art. 224-bis”. 

CHI DEVE OPERARE Chi sono i sanitari in questi casi? L'infermiere che fa il prelievo e il medico o tecnico di laboratorio che analizza il reperto. Sono qualificati come un ausiliari di polizia giudiziaria. E se l'autore del sinistro giunge in ospedale in stato di incoscienza, secondo la Procura di Udine potrà farsi applicazione analogica dell'articolo 359 bis, comma 3, e considerare l'impossibilità di esprimere un consenso alla stregua di un rifiuto. Ovviamente da punire.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Esame patente: come funziona e quanto costa nei vari Paesi del mondo

Taxi NCC Decreto Cura-Italia

Decreto Ristori: indennizzi anche per taxi e NCC, ecco quali

Cambio gomme invernali: solo il 34% va in officina in Germania