Marchi cinesi alla conquista della Spagna: già oltre 800 concessionarie
Scopri come i marchi cinesi stanno conquistando il mercato automobilistico spagnolo grazie a una capillare rete di vendita
Scopri come i marchi cinesi stanno conquistando il mercato automobilistico spagnolo grazie a una capillare rete di vendita
Nella trasformazione che sta interessando il mercato automobilistico europeo, la Penisola Iberica si conferma il principale laboratorio a cielo aperto di questo cambiamento. Le case automobilistiche asiatiche non si limitano più a esportare veicoli, ma stanno radicando la propria presenza fisica sul territorio con una velocità senza precedenti. Tra tutte le nazioni dell’Unione, la Spagna è diventata il terreno di conquista prediletto per i costruttori cinesi, i quali hanno compreso che la fiducia dei consumatori occidentali si conquista non solo attraverso canali digitali o prezzi competitivi, ma soprattutto con una rete capillare di vendita, assistenza e post-vendita strutturata sul territorio, come del resto SICURAUTO.it ha già appurato con il suo Speciale Aftersales Brand Auto Emergenti.
LA CRESCITA DELLA RETE CINESE IN SPAGNA
Secondo un recente report pubblicato sul profilo LinkedIn ufficiale di World Wide Mobility, sulla base dei dati diffusi dalla testata economica Expansión, i marchi cinesi stanno costruendo una delle reti di concessionarie a più rapida crescita nella storia del settore automobilistico spagnolo, superando complessivamente la quota record di 800 punti vendita ufficiali. A guidare questa imponente avanzata commerciale è MG Motor España, che vanta il primato assoluto con ben 140 concessionarie attive. Al secondo posto si posiziona il colosso dei veicoli elettrificati BYD con 130 punti vendita, seguito a breve distanza dallo storico marchio locale EBRO (rinato grazie alla joint venture industriale con la cinese Chery) con 120 concessionarie. La top 10 della capillarità commerciale in Spagna viene completata da Omoda & Jaecoo (105 concessionarie), Leapmotor (80), Geely Auto (50), Changan (50), Lepas M Automoción (50), DFSK (45) e Livan Auto (40). Questa potente espansione garantisce una copertura territoriale omogenea, offrendo ai clienti una prossimità fisica fondamentale per superare lo scetticismo iniziale verso i nuovi brand.
BOOM DI IMMATRICOLAZIONI SENZA PRECEDENTI
L’investimento massiccio nelle reti di distribuzione ha generato un ritorno immediato in termini di volumi di vendita e penetrazione del mercato. Nel corso del 2025, le case automobilistiche cinesi hanno registrato in Spagna ben 113.872 immatricolazioni, segnando un incremento straordinario del +141,8% rispetto alle 47.087 unità registrate nell’anno precedente, il 2024. L’esempio più lampante di questa accelerazione verticale è rappresentato da BYD España: l’azienda ha tagliato il traguardo delle 100 concessionarie nel Paese alla fine del 2025 – dopo aver ampliato la propria rete del 270% rispetto al 2024 – e ha già fissato l’ambizioso obiettivo di raggiungere i 130 punti vendita ufficiali nel corso del 2026. L’incremento delle immatricolazioni dimostra che l’offerta commerciale asiatica, caratterizzata da un elevato rapporto qualità-prezzo e da dotazioni tecnologiche di alto livello, sta intercettando con successo le esigenze di una platea sempre più vasta di automobilisti europei.
LA SFIDA DEL VALORE RESIDUO E DELLA FIDUCIA A LUNGO TERMINE
Ma nonostante i successi commerciali e i tassi di crescita vertiginosi, il consolidamento definitivo nel mercato europeo impone il superamento di sfide strutturali legate alla percezione del valore nel tempo. Il vero banco di prova per i costruttori cinesi non risiede infatti unicamente nell’espansione dei volumi, ma nella capacità di generare una fiducia duratura nei consumatori e nelle società di noleggio a lungo termine. Secondo le rilevazioni statistiche fornite da GANVAM-DAT, i veicoli di provenienza cinese mantengono in media circa il 60,7% del loro valore residuo dopo tre anni dall’acquisto. Si tratta di un dato indubbiamente solido, che tuttavia evidenzia un leggero divario rispetto ai marchi generalisti tradizionali europei e occidentali, i quali si attestano su una media del 65,5%. Colmare questo scarto di quasi il 5% sul valore dell’usato sarà l’obiettivo prioritario del prossimo futuro: una sfida che i marchi cinesi intendono vincere proprio potenziando i servizi di officina, la disponibilità immediata dei ricambi e la capillarità della rete concessionaria.
